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Il Bolero
di Helio Orovio e Olivier Cossard

Tratto dal libro "Ritmo Cubano" - Edizioni La Máscara - FRANCE Paris 2000
 

Il Bolero cubano nacque intorno al 1880 nella zona orientale dell'isola, vero autentico caposaldo della nascita di questo canto popolare d'origine trovadoresca che, al momento, sembra aver resistito alla prova del tempo.

Omonimo del Bolero spagnolo, nonostante abbia ricevuto oltre questa influenza anche quella delle Seguidillas ispaniche, possiede una autentica struttura propria basata su di una misura binaria gia' caratteristica della musica dei Caraibi. Le sue melodie devono molto alle romanze francesi ed alla tradizione operistica nonostante che il suo aspetto ritmico e' evidentemente attraversato da elementi di origine africana. I popolari trovadori che cantarono delle semplici melodie accompagnandosi alla chitarra furono i i primi a coltivarre il genere: Pepe Sanchez, Alberto Villalon, e soprattutto il leggendario Sindo Garay furono i primi maestri. Successivamente, dopo la migrazione del genere da Santiago verso L'Avana, nuovi creatori si aggiunsero come Manuel Corona e Oscar Hernandez. Miguel Matamoros, a capo del suo Trio, condurra' il Bolero ben al di la' dei lidi cubani in un processo di costante sviluppo a cui si aggiunsero compositori di alto livello come Gonzalo Roig e Ernesto Lecuona. Nel 1929 Nilo Menendez inaugura l'era moderna dello stile con il suo successo immortale "Aquellos ojos verdes". Orlando De La Rosa, Julio Gutierrez, Rene' Touzet ed Isolina Carrillo si distinsero come autori in epoca successiva ed, ancor dopo, Jose' Antonio Mendez, Cesar Portillo De La Luz e Frank Dominguez innovarono fortemente il Bolero creando un nuovo stile denominato "Filin" .

Da piu' di un secolo il Bolero, che non si puo' ridurre ad un semplice "lento", e' il veicolo perfetto dell'espressione dei sentimenti amorosi. Le sue strofe costituiscono una autentica cronaca della coppia.

Dopo il primo rimpianto d'amore cantato nel 1885 da Pepe Sanchez nel bolero "Tristeza", lo stile ha attraversato ed impregnato tutti gli altri generi cubani: la canzone habanera con "La tarde" di Sindo Garay, il Danzon con "El amor de mi bohio" di Julio Brito, il Son con "Lagrimas negras" di Miguel Matamoros, l'Afro son con "La vida es un sueno" di Arsenio Rodriguez, il Mambo con "La ultima noche" di Bobby Collazo, il Cha cha cha con "Nunca" di Guty Cardenas, il Filin con "Oh vida" di Luis Yanez, e persino il Jazz con "Como fue'" di Ernesto Duarte.

Talvolta indicati e criticati per il loro machismo intrinseco e, paradossalmente, per il loro masochismo soggiacente, i testi del Bolero sono stati difesi dai piu' grandi scrittori (Gabriel Garcia Marquez) persino nei loro aspetti piu' kitsch.

Il Bolero si e' largamente diffuso fuori da Cuba: a Portorico con Rafael Hernandez e Pedro Flores, in Messico con Agustin Lara e Armando Manzanero, in Spagna con la voce di Antonio Machin, e ancora negli Stati Uniti, in Giappone...

Il Bolero e' oggi nuovamente di moda. Nuove incisioni rivisitano allegramente i classici (Omara Portuondo) mentre nuove voci appaiono da tutte le parti rilevando il testimone dell'interpretazione del Bolero non piu' confinato al revival nostalgico dei grandi interpreti del passato trasmessi alla radio.


di Helio Orovio e Olivier Cossard


Tratto dal libro "Ritmo Cubano" - Edizioni La Máscara - FRANCE Paris 2000


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