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Bomba e Plena:
Musicisti e radici musicali
di Alex E. Petro
 
Seppur la storia non ha trattenuto i nomi di certi percussionisti ormai dimenticati, quelli che qui citiamo sono considerati dei veri e propri artefici dello sviluppo culturale di Portorico e, nello stesso tempo sono delle barriere contro l'alienazione definitiva di questa nazione ancora dominata dagli Stati Uniti.
Da Bum Bum Oppenheimer (1884-1929) a William Cepeda, qui ripercorriamo il fior fiore dell' arte musicale portoricana.

Playero - Antonio Broccoli Porto
Antonio Broccoli Porto - "Playero"

In prima fila è colui che traspotrò la Plena negli studi di registrazione a New York durante gli anni 1920-30, Manuel Jimenez Canario (1895-1975), seguito da Don Rafael Cepeda e sua moglie con l'intera grande "tribù" dei Cepeda: Modesto, Jesus, Rafael Cortijo, Mon Rivera, Moncho Lena, Ismael Rivera con sua madre Dona Margot, Margarita Rivera, Francisco Bastar "Kako", Marcial Reyes...

La Bomba e la Plena hanno sofferto l'ostracismo di coloro che associavano queste forme musicali alle classi sociali più umili e disprezzate. Le autorità non esitavano ad incarcerare i suonatori di tamburo sorpresi dalla polizia. Una parte importante della popolazione di Portorico ha oggi voltato le spalle a quelle che ormai vengono considerati "balbuzie di un'altra epoca". La prova eclatante di ciò si riscontra sull'isola ma anche negli Stati Uniti dove, per molto tempo, i musicisti dediti alla Bomba e alla Plena furono vittime del razzismo allora prevalente nei rapporti sociali, con particolare riferimento alla classe operaia.

Ai giorni nostri Portorico può contare su di un numero crescente di gruppi di qualità: Raices, Calabó, Mayombé, Los Ayala de Loíza, Los Cepeda de Santurce, Los Relampagos de la Plena de Carolina, Raices Eternas de Levy Town, Son del Batey de la U.P.R. (Università di PortoRico), Paracumbé, Cuembé Aranzó, Bambulae de Ponce, Bombalele del maestro Jesus Cepeda, Los Guyacanes de San Antón, Plena Libre, Modesto Cepeda, Tacuafan (Taller Cultural Afro-Antillano de Angel "Cachete" Maldonado). L'emigrazione annovera Los Pleneros de la 21 (New-York), Los Pleneros del Batey (Filadelfia), La Familia Ayala de Boston, emanazione di quella di Portorico

La nazione portoricana possiede il suo pantheon musicale formato da figure che servono di guida e di esempio. Don Rafael Cepeda Aviles, Ismael "Maelo" Rivera, Rafael Cortijo, Mon Rivera, Marcial Reyes, Manuel Jimenez "Canario", Enrique Soto, Toribio Laporte: loro regalarono a Portorico ed al mondo intero delle pagine musicali estratte dall'ambiente popolare ed oggi divenute dei classici del genere. Ai tempi di Cesar Concepcion e Rafael Munoz il problema della modernizzazione della Bomba e della Plena non era all'ordine del giorno dei musicisti portoricani fino a quando nel 1953-55 l'Orchestra Panamericana del maestro Lito Pena con Ismael Rivera da un lato, e, dall' altro, Moncho Lena e Mon Rivera, registrano due Plenas: "La Sazón de Abuela" e "Alo, Quién llama? Così facendo fanno entrare con piena dignità la Plena al Palladium di New York in un'epoca in cui gli impresari del mondo musicale e dello spettacolo scommettevano su dei valori certi quali il Mambo ed il Cha cha cha cubani.

Bisognerà attendere l'arrivo di Rafael Cortijo y su Combo formatosi il 28 gennaio 1954 e la successiva entrata di Ismael Rivera nell'anno seguente per assistere al cambiamento. Come dice il musicologo messicano Rafael Figueroa Hernandez: "quello che significa questo gruppo per lo sviluppo della musica e per l'accettazione dei Neri non può essere trascurato". Con Ismael Rivera si concretizzava il concetto di Sonero portoricano e, con la sua entrata l'inizio della concorrenza, sulla scena internazionale, con la musica cubana dell'epoca che regnava indiscussa. In queste tre formazioni musicali menzionate, la standardizzazione strumentale cubana degli anni 40 delle grandi orchestre di Mambo raggiunge Portorico: quattro trombe, sax alto, tenore e qualche volta baritono, piano, contrabasso, conga, timbales, bongò, guiro, maracas, clave ed uno o due cantanti. La più grande originalità ed attrazione fu l'orchestra di Mon Rivera che non utilizzava mai meno di tre tromboni.

Il secondo elemento rivelatore dell' entrata di questi ritmi nella modernità è la sostituzione dei Barriles di Bomba e delle Panderetas, forse troppo legati alle tradizioni dei quartieri marginali e delle strade senza uscita, con le tumbadoras cubane, strumento a sua volta privato di una sua caratterizzazione troppo africana. Rafael Cortijo impose fin dalla nascita della suo gruppo, la tumbadora, il bongò ed i timbales. Scelta che gli fu implicitamente rimproverata. Di fatto, i barriles di Bomba e le panderetas venivano ricollocate nel ruolo di strumenti del folcklore. Da non dimenticare, per il loro ruolo nella rinascita della Plena fin dal 1974, il gruppo Los Pleneros del Quinto Olivo. E' notorio che i due più celebri musicisti di Portorico di base a New York, Tito Puente e Tito Rodriguez, non abbiano mai rivolto il loro interesse verso la musica nera di Portorico. Tito Puente, in più di 108 dischi, registrò solo 3-4 Bomba di cui una con la cantante La Lupe. Tito Rodriguez non lascerà nemmeno una traccia.

La modernizzazione di questi due ritmi avrebbe avuto luogo in terra portoricana prima dell'arrivo del rullo compressore chiamato Salsa. Come per il Guaguancò afrocubano, alcuni musicisti si aprirono alle possibilità della strumentazione melodica moderna e vi adattarono delle linee melodiche d'accompagno al piano. Degli arrangiatori come Eddie Palmieri e Jorge Millet introdussero delle raffinate orchestrazioni e la musica latina fornì di buon grado alla Bomba degli spazi musicali, dei ponti di quattro o otto misure nell'esecuzione di certi brani: "Que Gente Averigua" (1976), "A la Verdegue" (1970), "Ola de Agua" (1957), "Compay Sapo" (1970), "Bomba de Corazon" (1963), "La Sazón de Abuela" (1953), "Alo! Quien Llama?" (1957), "Se Escapó un León" (1968) fanno parte delle centinaia di Bomba e Plena arrivate in sala di registrazione dall'ambiente popolare. "Bomba de corazon" di Eddie Palmieri esce dai sentieri battuti di Loiza, con il piano dell' allor giovane maestro nuyoricano ed il suo montuno supportato dal trombone di Barry Rodgers, debitore della lezione di Joe Cotto. Insieme donarono a questo brano suonato a New York in omaggio a Borinquen, una atmosfera particolare. "La sazon de abuela" del maestro Lito Pena con il giovane sonero di 22 anni, Ismael Rivera, marcava un cambio sul cammino della modernità. Maelo trionfò! Altri brani hanno i sapori del nostro mondo tropicale: plena-mambo, calypso-plena, plena-cumbia. "Quando el negro se alzò" di Rafael Cepeda, ripresa in studio con una orchestrazione di big band da Jesus Cepeda, preannunciano i lavori di William Cepeda e di Modesto Cepeda, continuatori nel più grande rispetto e fervore di questa arte musicale afroboricua. Sempre sulle tracce di Don Rafael Cepeda Aviles, detto El Roble Mayor.

Alegria bomba es!!!


Alex E. Petro

Novembre 2005

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