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La maggior parte delle testimonianze che si sono potute raccogliere sulla carriera di Chano Pozo sono contraddittorie,
per le naturali varianti che si originano quando la principale fonte è la tradizione orale e per la ostinata vocazione di colui che
chiameranno Il Tamburo Di Cuba di muoversi nel brumoso terreno della marginalità. Ci sono comunque alcuni aspetti, alcuni
fatti o situazioni que sono molto chiari. Tra i quali c'è la lunga e feconda amicizia con Miguelito Valdés.
Sebbene Chano fosse nato in un solar del Vedado chiamato Pan con Timba, dagli otto anni cominciò a vivere nel
solar África del quartiere Pueblo Nuevo, situato tra le vie Zanja, Soledad, San José e Oquendo. Questo quartiere confina
con Cayo Hueso, dove era venuto a vivere la famiglia di Miguelito Valdés provienente da Belén. Miguelito viveva nel passo Aurora,
tra le vie Oquendo e Soledad, a solo quattro isolati dal solar África, ragione per la quale non fu difficile che i due ragazzi,
camminatori di tutti gli angoli del Centro Habana, si conoscessero. Diversa cosa fu che ci fosse simpatia tra di loro e che
non tardarono nell'essere molto amici.
Chano Pozo
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Formarono un Duo di rumberi: Miguelito cantava e Chano lo accompagnava con il tamburo. E nello stile dei tanti musicisti
popolari di quella epoca andavano per bar e caffetterie facendo musica con la aspirazione di poter portare a casa qualche moneta.
Così rimasero per sufficiente tempo fino a che Miguelito fondò nel 1928, il Septeto Jóvenes del Cayo e Chano dovette cercarsi un'altro
compagno per rumbeare. C'è chi dice che in questo momento la loro amicizia si fratturò. É mia opinione che Miguelito non lo incorporò
nella sua orchestra per la maniera inquieta e al margine della legge che Chano manifestava di continuo. Infatti l'adolescente Chano
non tardò ad essere rinchiuso in un riformatorio chiamato Torrent, dalle parti di Guanajay.
Ai diciotto anno Chano uscì dal riformatorio e incominciò a lavorare in tutto quello che appariva, dal distribuire giornali a
lucidar scarpe come suo padre, però la sua ossessione continuava ad essere la rumba.
Erano gli inizi degli anni 30 del secolo passato e la sua figura cominciò a farsi leggendaria suonando il suo tamburo quinto,
di fronte alle più note comparse carnevalesche della capitale cubana, quella del suo quartiere Pueblo Nuevo chiamata El Barracón;
La Sultana del quertiere Colón; El Alacrán del quartiere Cerro e La Jardinera del quartiere Jesús María.
Suonava anche nei solares e nelle feste private. Aveva raggiunto una tale fama che nel 1937 fu chiamato dal compositore
e direttore Gilberto Valdés per inserirlo in una orchestra sinfonica per una serie di concerti nell' Anfiteatro dell' Habana.
Poco dopo lo chiamò Obdulio Morales per far parte della sua orchestra Los Melódicos che suonava nell' Hotel Presidente e
lo stesso compositore e direttore lo chiamo nel 1938 perchè fosse uno dei percussionisti nel suo spettacolo musicale Batamú
presentato con molto successo nel Teatro Martí.
Chano nella comparsa Los Dandys
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Essendo già un consacrato percussionista di tamburi, Chano era riconosciuto soprattutto per essere un ottimo interprete,
mentre in realtà nel suo esercizio costante della rumba, sempre andava provando anche ritornelli nuovi ai quali tutto sembra
indicare che lui stesso non dava particolare importanza. Fu Miguelito Valdès, dando prova della sua immutata amicizia,
che lo avvertì di questo. In questo momento il giovane cantante faceva parte dell'Orquesta Casino de la Playa nella quale
figurava il pianista Anselmo Sacasas. Miguelito portò Chano a casa di questi perchè gli cantasse alcuni di questi pezzi
che germogliavano tra le strade e il tamburo affinchè il pianista le trascrivesse.
Appena pronte le parti del piano, Miguelito portò Chano da Ernesto Roca, rappresentante della Editorial Peer Internacional,
per registrare le sue opere e nell'ottobre del 1938, registrò la prima rumba de Chano con la Orquesta Casino de la Playa «Blen, Blen, Blen»
La cosa più naturale sarebbe stata che il superbo percussionista partecipasse del frutto della sua opera,
però per essere troppo negro non lo chiamarono, infatti ogni nuova registrazione doveva essere inclusa nel repertorio,
ma nei saloni aristocratici, dove la orchestra suonava con frequenza, non era ben visto un negro come Chano.
L'autore di questo emblematico pezzo della nostra musica doveva ancora continuare a lucidar scarpe, anche se molto presto Miguelito
gli incise altri suoi brani con la stessa orchestra: «Arriñañara», «Guagüina Yerabo» e «Sangafimba».
E dopo essere uscito dalla Orquesta Casino de la Playa e poco prima di partire per gli Stati Uniti, nel 1940, Miguelito approffittò
per registrare con la Orquesta Riverside un'altra rumba di Pozo: «Anana Boroco Tinde».
Mentre Chano era assunto come portiere della radio RHC - Cadena Azul per poi essere chiamato da Leonardo Timor (padre),
perchè partecipasse nella Orquesta Havana Casino, arrivando a comporgli brani specialmente per lui; Miguelito Valdés
parte per gli Stati Uniti e il 12 maggio del 1940 fece il suo debutto con la Havana Royal Orquesta di Xavier Cugat, nel Sert Room
del Hotel Waldorf Astoria. Il 27 di maggio realizza le prime registrazioni con Cugat e non ebbe dubbi nell'inserire «Blen, Blen, Blen».
Facendo una versione meno radicale, più alla portata del gusto dei ballerini nordamericani.
La prima metà degli anni 40 furono di grande successo e riconoscimento per Chano negli ambienti capitolini,
chiamato di nuovo da Gilberto Valdés per partecipare in un'altro spettacolo nell'Anfiteatro de La Habana,
che si denominò «Tambó en Negro Mayor». Fece parte della banda che accompagnò Miguelito Valdés in un concerto nella
RHC - Cadena Azul, alla fine degli anni 1941, quando il cantante ritornò per una vacanza all'Habana.
Suonò il tamburo nella registrazione di Osvaldo Estívil con la Orquesta dell'Hotel Nacional.
Nel 1943 fece parte dei musicisti che offrirono un riconoscimento a Rita Montaner nel Teatro Campoamor.
Nel 1944 il tresero Humberto Cané lo chiamò nel Conjunto Todos Estrellas che per tre mesi suonò nel Casino Nacional e
dopo Chano rimase con il gruppo chiamandolo Conjunto Azul per suonare nella RHC. Però nel 1945 Chano fu ferito in un litigio
che provocò nella Sociedad de Autores e restò in vita grazie una efficace operazione del medico Benigno Souza e non ebbe
problemi con la giustizia per l'appoggio di amici influenti. Benchè nel 1946 registrò brani con il Conjunto Azul che ebbero successo,
le cose non gli andavano bene. L'anno precedente si era incontrato con Mario Bauzá e tutto indica che da quella conversazione
uscisse l'idea che Chano potesse avere la fortuna di entrare nella colonia di musicisti cubani di New York.
"Per quello che possiamo Miguelito Valdés e io, ti aiuteremmo in tutto il possibile", gli arrivò a dire Bauzá.
Nel dicembre del 1946 Miguelito ritornò al'Habana, partecipando in varie registrazioni, trasmesse dalla radio Mil Diez,
allo show del Tropicana: in tutti questi posti si fece accompagnare dal suo amico Chano Pozo.
Prima di partire Miguelito gli consigliò di andare a New York dove avrebbe potuto aiutarlo di più.
Tutto sembra indicare che l'autore di «Manteca» arrivò in quella città nel gennaio del 1947.
Tra i primi gruppi nei quali potè lavorare ci fu proprio la orchestra di Miguelito, benchè il culmine della traiettoria artistica
fu il suo ingresso nella banda di Gillespie, portando in essa la percussione cubana per forgiare i profili definitivi del Latin Jazz.
Però nemmeno in quei momenti l'importante compositore, strumentista e cantante Miguelito Valdés cessò di essere il fraterno
amico di Chano Pozo a cui continuò cantare le sue rumbe anche dopo il suo assassinio che avvenne nel dicembre del 1948.
Miguelito al funerale di Chano
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