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CELIA CRUZ:
La Rumba mi chiama

di Umberto Valverde

 
No vayas a olvidar
a esta humilde guarachera
asi es que nunca olvides mi nombre
yo me llamo Celia Cruz
ay la Bemba Colorà Colorà

 
Celia Cruz
Foto © di Sally Hershberger

2) La negretta desiderava solo diventare un soprano

Celia Cruz, la bimba povera che nacque nel barrio di Santo Suarez a L' Avana, che ascoltava suo padre cantare " Capullito de aleli " e che vedeva tutti i film di Shirley Temple e Lily Pons , che arrivò alla Sonora Matancera perchè il destino è come un tiro di dadi, questa negretta secchetta che a dire di Rogelio Martinez strillava nei suoi esordi salvo poi appoggiarla incondizionatamente contro il parere del presidente della Seeco records. Come ben riassume Cabrera Infante : " Quì e ora , a Cuba o a New York Celia dimostra che è una delle grandi creatrici del canto e dell'incantesimo negro.Ella stà al livello di Bessie Smith e di Billie Holiday, ben oltre Sarah Vaughan, Ella Fitzgerald e Nina Simone. Celia è la canzone : fu son e sonora prima come ora è la salsa. Celia è come la sua voce : generosa però precisa, nientemeno che la musica. Questo non ne fà una dea però almeno una musa. Niente male per una negretta che desiderava essere un soprano e cantare l'opera. Celia Cruz approfittò dell'unica occasione che le offrì la vita, in una città dove abbondavano cantanti , raggiunse la consacrazione con tenacia e si convertì in leggenda. La voce che affascinò un continente e che commosse il mondo, che fece ballare dall'Europa al Giappone ci fece credere di essere immortale.

Il 5 dicembre 2002 la notizia della sua operazione nell' ospedale Presbiteriano di Manhattan ci riportò alla realtà. Dopo cinque ore di intervento e la cancellazione di una tourneè in Centroamerica venne confermata la diagnosi di un tumore e solo in quel momento capimmo l' interesse che Celia sempre mostrò per la morte fulminante di Miguelito Valdes. Diceva ripetutamente di voler morire su di un palcoscenico ed era giunto il momento di rinunciare a quel palcoscenico. Il 13 marzo 2003 Celia Cruz assistette al recital in suo onore che gli offrì Telemundo con la partecipazione di grandi figure latine come Marc Anthony, Gloria Estefan, Gilberto Santarosa, Luis Enrique, La India, Victor Manuelle, Albita Rodriguez e Olga Tanon e altri ancora. Fu un gran spettacolo di valorizzazione e rispetto per la più grande cantante del secolo. Celia Cruz applaudì tutti quelli che cantarono, li baciò e salì sul palcoscenico per i ringraziamenti e per intonare poche strofe. Disse: " Pregate per me ; ringrazio Dio perchè quando mi diede il tumore questo non mi uccise."

3) New York pianse per Celia Cruz

Quando iniziò il corteo funebre dalla funeraria Frank E. Campbell sita all'incrocio di Madison street con la 81 strada cominciò a piovere in piena estate nuyorquina.L'imponente carro bianco adornato di fiori e della bandiera cubana procedeva verso la cattedrale di San Patrizio dove si erano raccolte migliaia di persone.

Millecinquecento riuscirono a entrare ma la maggioranza restò fuori sfidando la pioggia. Il giorno prima 75000 persone avevano sfilato per dare l'ultimo addio alla reina Rumba. Il suo corpo era reduce da una lunghissima cerimonia allestita dalla comunità cubana dell'esilio che manipolò la morte della cantante habanera contro il governo di Fidel Castro, che a sua volta, aveva liquidato la notizia della sua morte con meschinità.

In uno speciale televisivo aveva dichiarato: " Desidero che mi seppelliscano con una parrucca". La truccatrice Ruth Laviera Sachez confessò :" Fu difficile realizzarla; quando terminai sembrava che andasse ad un concerto". Persone di tutta l'America Latina sfilarono con le proprie bandiere e la guardavano adombrati e tristi. Quando entrai nella camera mortuaria vidi uno smagrito Pedro Knight che cercava di mangiarsi un sandwich. Cercò di alzarsi , lo aiutai con le mie mani e con una voce alta ma già priva di forza disse agli altri : " E' Umberto, colui che scrisse il libro su Celia ". Gli diedi un bacio sulla guancia e tornai nella stanza dove riposava Celia. Lì c'erano anche Marc Anthony e La India che arrivò facendo un poco la drammatica . Naturalmente lì stavano Johnny Pacheco, Ralph Mercado, El Canario e anche un Calixto Licea con più di 96 primavere. New York fece la sua parte dandole tutta l'importanza che meritava un artista straordinaria. Il centro della città fu chiuso per più di quaranta strade. Si realizzò la messa Eucaristica a San Patrizio che durò due ore con la partecipazione di Patti Labelle cantando l'Ave Maria e un canto di requiem e di Victor Manuelle cantando " La negra tiene tumbao" . Successivamente la salma fu trasferita al cimitero Woodland nel Brox , il quartiere della salsa. La decisione della famiglia era di costruire un mausoleo e di esporla per tre mesi. L' indomani decine di fans vegliarono il cimitero con la speranza di visitare la tomba però trovarono la sorpresa che nessuno era in grado di informarli sul luogo esatto dove erano i resti.

Umberto Valverde

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