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E' sempre successo che alcuni generi musicali abbiano il loro "quarto d'ora"
di gloria nel commercio della musica popolare.
Così successe con il Twist, il Boogaloo, l'Hustle, la Lambada e fino a poco tempo fa con il Merenrap.
Tutti gli esponenti di queste fusioni ritmiche andavano fieri assicurando che "arrivavano per restare".
Ah si? Per restare dove? E' chiaro: all'ombra dell'oblio.
La realtà è che in certe epoche la musica che costituisce la tradizione potrà avere i suoi alti e bassi,
in termini di esposizione, ma difficilmente scomparirà.
Tale è il caso della Salsa, figlia diretta del Son cubano,
con circa mezzo secolo di regno nelle forme che noi conosciamo ed alla soglia dei
40 anni da quel giorno in cui il Disc-jockey venezuelano Phidias Danilo Escalona
gli assegnò il suo nome definitivo.
Quelli che pensavano che questa musica, che tanto identifica ai portoricani nel mondo
nonostante non sia autoctona della nostra terra,
andava in caduta libera si ricredettero di fronte al successone del ventiduesimo
Dia Nacional della Salsa che, questo anno il suo fondatore, la stazione radio WZNT 93.7 FM (o Z-93),
tornò a presentare nello stadio Roberto Clemente Walker di Carolina fin dalle prime ore del pomeriggio di domenica 6 marzo.
Si stima che non meno di 30.000 salseri d.o.c. approfittarono fino al delirio di questo colossale
banchetto di pura Rumba e Descarga sonera con il quale si onorarono le creazioni
del prolifico compositore Roberto Anglero Pepin e il veterano trombettista e
direttore d'orchestra Tommy Olivencia che già da qualche tempo
sostituì il suo abituale strumento con il guiro cubano e la clave.
Conviene segnalare che questo gran Festival , organizzato dal programmista
Pedro Arroyo Torres della stazione radio citata, ha registrato il tutto esaurito in tutti gli stadi in cui si è celebrato.
Il programma iniziò con l'esibizione della giovane orchestra NG-2,
capitanata dai cantanti Gerardo Rivas e Norberto Velez. A causa della sua ottima performance,
un nutrito settore della stampa e di conoscitori qualificarono come "sensazione dell'evento"
questo binomio il cui disco figurerà nella lista dei 20 dischi più significativi del 2004
secondo la Fundacion Nacional per la Cultura Popular.
Il secondo set dello spettacolo toccò alla Primerissima Orchestra di Portorico del premiato Tommy Olivencia,
la quale fu diretta dal trombettista Edgar Nevarez. La maggior parte dei cantanti più emblematici di questa band
tornarono ad unirsi al loro antico leader: Paquito Guzman, Sammy Gonzales, Simon Perz, Hector Tricoche,
Hector Luis Pichie Perz e Paquito Acosta, così come una delle sue ultime scoperte, Viti Ruiz,
reclutato per interpretare i brani che divennero popolari nella voce del suo indimenticabile fratello Frankie Ruiz.
Il rapero Tego Calderon si unì a Perez per cantare qualche strofa del classico "Plantè bandera" di Tite Curet Alonso,
originalmente registrato da Chamaco Ramirez, il primo sonero che passò per l'orchestra di Olivencia.
Durante il corso del suo spettacolo i presentatori Javier Granel «El Vaquero» e Marcos Rodríguez «El Cacique»,
di Z-93.7 FM, consegnarono ad Olivencia il riconoscimento a lui assegnato.
L'omaggio ad Anglerò avvenne durante la presentazione del Gran Combo che,
in questa significativa occasione, eseguì alcune delle composizioni che Anglerò gli cedette agli albori della decade del '70
e che si trasformarono in grandi successi (tra essi "La Salsa de hoy", "Las hojas blancas", "Serrana").
Un particolare significativo fu che il fatto che "los mulatos del sabor" furono annunciati dal
popolare presentatore Eddie Mirò evocando così la splendida epoca del programma "el show de las 12"
che il Gran Combo era solito introdurre 40 anni fa dal lunedi al venerdi sul canale Telemundo/canal 2.
Il tributo all'illustre autore nativo fajardeno cresciuto nel popoloso barrio obrero di Santurce,
proseguì con l'esibizione della Sonora Poncena, capitanata da Quique e Papo Lucca,
e con l'orchestra di Bobby Valentin, interpretando brani di Anglerò. Durante il turno di Valentin,
salì sul palco anche il cantautore Andres Jimenez "el jibaro" per interpretare "Soy boricua",
brano che divenne popolare grazie alla voce dello scomparso Marvin Santiago.
La Sonora Poncena propose la novità di presentare il rapero Julio Voltio cantando alcune strofe del brano "Hachero pa' un palo".
Come culmine della sua presenza sulla scena Anglerò interpretò la sua conosciutissima creazione "Si Dios fuera negro",
accompagnato dall'orchestra ufficiale del Festival diretta da Louis Garcia.
Giova segnalare che appena due giorni prima di questo concerto Anglerò
aveva ricevuto un altro riconoscimento ufficiale da parte del Senato di Portorico.
L'orchestra condotta da Louis Garcia fu anche incaricata di rendere un omaggio speciale all'immortale
Ismael Rivera "El Sonero mayor" (1931 - 1987) durante il quale le voci di Ismael Miranda,
Moncho Rivera e Tego Calderon si unirono per ricordare alcune delle sue canzoni più famose.
Questa parte dello spettacolo fu realizzata al fine di annunciare la creazione del premio Ismael Rivera
istituito dalla omonima Fondazione che porta il nome di colui che fu il pilastro di Cortijo y su Combo
e poi leader dei Los Cachimbos. Il premio verrà consegnato ogni anno in occasione del Dia Nacional della Salsa
come riconoscimento alla traiettoria artistica di un importante personaggio legato a questo genere.
In questa prima opportunità il prescelto fu Ismael Miranda.
Lo show si concluse con l'incandescente apparizione sul palco del venezuelano Oscar D'Leon verso le ore 21.00.
La presenza di Oscar D'Leon mantenne al top l'animo della massa salsera offrendo loro una buona dose dei suoi successi più rappresentativi.
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