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Dieci anni sono un traguardo importante e le riflessioni diventano inevitabili
L'iniziativa è nata come Festival di musica e cultura latino americana, con ambientazioni e programmazioni musicali esclusivamente latine.
Nel corso degli anni la durata della manifestazione si è allungata, gli spazi si sono allargati,
la fisionomia del festival si è andata sempre più strutturando ed il successo è andato crescendo.
Fino al 1998, anno in cui si è registrato un boom di presenze: 1.000.000 di persone hanno visitato e rivisitato la nostra manifestazione.
In tutti le sue stagioni Fiesta è stata la manifestazione con la maggiore affluenza di pubblico mantenendo una media giornaliera di 12 - 13 mila persone.
Volendo ricordare cosa accadeva nel '98, i dati che saltano subito agli occhi sono la programmazione musicale e le ambientazioni
esclusivamente latine. Da ciò si deduce che il successo della manifestazione era strettamente legato alla sua forte connotazione etnica
nonché alla qualità e all'esclusività delle sue proposte.
Raggiunto questo primo obbiettivo, i responsabili di Fiesta se ne prefiggevano un secondo:
provare a se stessi che la macchina dell'organizzazione fosse pronta per un bel salto,
che fosse, cioè, in grado di realizzare i grandi eventi musicali con artisti nazionali ed internazionali di richiamo e,
soprattutto, dimostrare che la grande musica non ha confini e non teme contaminazione,
che generi diversi fra loro posso convivere magnificamente esaltandosi l'un l'altro.
Era il momento del megaconcerto di Manu Chao, esibitosi davanti a 40.000 persone alla vigilia del G8 di Genova,
cui seguirono altri concerti indimendicabili (Lou Reed, Morcheeba, Ben Harper, Battiato, Pat Metheny e tantissimi altri).
Sul fronte latino i big continuavano ad approdare a Fiesta regalando serate ed atmosfere leggendarie
(Chucho Valdes, Compay Segundo, Celia Cruz, Ibrahim Ferrer).
Questo decimo anno vogliamo, in fondo, considerarlo come un anno zero.
Forti delle esperienze passate e dei successi fin qui riscossi, la volontà è, ora, quella di compiere un giro di boa.
Fiesta si trasforma in un marchio sotto il cui stampo si producono e realizzano iniziative differenziate.
Così, se da un lato la manifestazione torna ad essere " La Fiesta" e viene prepotentemente restituita ai latini
ed a tutti gli amanti delle atmosfere caraibiche ( fra gli eventi anche un "carnaval de los pueblos latinoamericanos"
che riunisce tutti i carnevali dei Paesi latini, compreso quello di "Mamma Africa", ed un DJ Set con i DJs, latini più gettonati),
dall'altro produce al suo interno un festival dalle connotazioni fortemente internazionali, il " Fiesta Rock",
al quale partecipano grandissimi artisti ( tra gli altri Daniele Silvestri, Verdena, Sean Paul, Air, David Byrne) e che
raggiunge il suo clou in un evento eccezionale: il concerto di Peter Gabriel dell'8 luglio.
Consistente è anche la presenza di artisti brasiliani con un appuntamento imperdibile,
la poesia ed il sound sofisticato di Milton Nascimiento.
E, ancora, un graditissimo ritorno, Khaled il re del rai.
Il resto è divertimento, colore, calore. Il tutto si svolge in un villaggio, fortemente animato e curato nei minimi dettagli,
che non lascia nulla alle ricostruzioni macchiestiche da villaggio turistico ma vuole rendere omaggio alla cultura e al folclore del sud del mondo.
Non mancheranno gli appuntamenti culturali, in particolare tre mostre di grande spessore.
La prima, è realizzata in collaborazione con l'Ambasciata del Paraguay e visitabile per due settimane,
già dai primi giorni della manifestazione, è dedicata alle "Bellezze del Paraguay" natura, arte e costumi di questo poco conosciuto
Paese dell'America meridionale, compreso fra Brasile, Argentina e Bolivia, che è un concentrato stupefacente di
bellezze naturali ed architettoniche e di culture assai differenti fra loro.
A luglio, la seconda esposizione realizzata in collaborazione con il Governo della Città di Buenos Aires e con la Universidad de Buenos Aires,
si compone di due sezioni, "Buenos Aires 100 anni di Architettura" (fotografie) e "Design Argentino - nuove tendenze".
Dalla fine di luglio fino al termine della manifestazione, ancora una nuova e doppia esposizione; "Le mani e il lavoro"
è il titolo della personale del fotografo uruguayano Mario Santoro.
Patrocinata dall'Ambasciata dell'Uruguay, la mostra raccoglie 40 scatti d'autore che ritraggono alcune mani all'opera.
L'altra sezione accoglie "Realidad de Chiapas". Realizzata in collaborazione con il X Municipio del Comune di Roma,
la mostra raccoglie fotografie che raccontano, con sorprendente sensibilità, la vita nella poverissima regione del
Messico dilaniata da tensioni sociali e da durissimi conflitti.
Buona Fiesta a tutti.
Stefania Cioccolani

Responsabile Ufficio Stampa
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