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Guarapachangueo,
la Rumba che non conosciamo

di Valerio Perla

 

Ricordo chiaramente quel gennaio del 1993 all'Habana... Ricordo una giornata dal cielo rigonfio di nuvoloni che improvvisamente avrebbero fatto cadere una quantità d'acqua incredibile su tutto e su tutti. Strade allagate, le poche macchine in difficoltà e, dopo pochi minuti, un sole bellissimo!
Misteri dei Tropici!


Stavo andando alla casa di cultura di Playa dove sapevo (me l'aveva detto lui!) che Lino Neira Betancourt avrebbe presentato il suo (allora) nuovo libro sugli abakuà: "Como suena un tambor abakuà". Notizie prese a caso assicuravano la presenza degli Yoruba Andabo e di svariati altri. potevo mancare?

La parte ufficiale della presentazione passa tranquilla come tutte le cose burocratiche di questa isola incredibile. Poi cominciano ad entrare i tamburi e, anticipati da un poema di "El ambia", attaccano a suonare! Che potenza!

El Callejon
El Callejon

Allora io giovane studente avevo in testa tutta la teoria del mondo. Sapevo con precisione rispetto all'Ekon dove stava l'Obiapà, il KuchiYeremà ed il Binkòme nelle loro varianti di Matanzas e dell'Habana ma ecco tornarmi alla mente il sorriso sornione di Roberto Evangelisti, il mio maestro. Ricordo la scena: io con le mie certezze sul tempo e sulla teoria e lui che se la godeva senza dirmi nulla ed ora eccomi qua di fronte alla certezza che nulla è come mi aspettavo. Ma chi se ne frega! Entro nel giro degli strumentisti ed eccomi con un tamburo in mano. Piano piano conquisto la fiducia dei presenti e dopo generose dosi di "vino" (sempre meglio non chiedere l'origine) mischiato con succhi vari, mi sento più tranquillo ed attacco discorso con uno di loro scopro così che si era un abakuà ma un po' "guarapachangueato". Cosa?!!! "Si, insomma, suonato in modo moderno". Le parole rimangono sospese nella mia memoria. La serata volge al termine ma nel frattempo mi invitano ad un compleanno di santo li vicino. Ci sarà una festa e quindi rumba. E vai!

Arrivo faticosamente al luogo indicato seguendo più l'orecchio che le indicazioni (il tasso alcolico era altino) ed eccomi in una vera rumba. Entro cercando di non dare nell'occhio ma la cosa risulta quasi comica dato che ero l'unico bianco della festa. E li ci risiamo! Fortunatamente riconosco Alejandro che mi invita a suonare un cajoncito/Quinto che funge da tessera d'ingresso.

Della struttura di rumba che io conoscevo nessuna traccia ed il salidor non ci pensa neanche lontanamente a fare l'ottavo in levare del secondo e quarto movimento e conseguentemente il tres dos si sente libero di vagare dove più gli aggrada. Io col cajoncito mi concentro sulla clave e sul cantante e ne esco vivo. Appena torno in Italia faccio una statua a Roberto. Ma a questo punto la curiosità mi attanaglia... Guarapachangueo, che cosa è???

Guaguancò en el Callejon
Guaguancò en el Callejon

La prima cosa che comprendo è che ognuno ha una sua verità ed ognuno lo suona in modo diverso. Pochi giorni dopo con Clave y Guaguancò ne ho un ulteriore conferma. El Goyo mio maestro di canto folklorico mi porta alle prove con il mitico gruppo di Amado. Tutte le lezioni passate con la clave in mano cantando le rumbe ed orientandomi con il tres dos sembravano un miraggio. Ricordo chiaramente l'effetto spiazzante dei nuovi arrangiamenti (dell'epoca) di timba di questo modo nuovo di muovere il basso, di concepire la campana di son (Changuito docet), e di come non potessi fare a meno di cercare i legami. Ma da dove parte il guarapachangueo?

Al principio degli anni '70 in San Miguel del Padron (più conosciuto come la Corea) la famiglia Lopez viene portata avanti dalle titaniche forze di una donna madre di 5 figli. In quel ambiente, che definire marginale fa quasi sorridere, si concentra l'omphalos della rumba a Cuba. Niente tamburi per la conseguenza delle ristrettezze economiche in cui si vive ma la musica quella no, non manca. La mamma de los Chinitos è un'appassionata di boleros e li canta facendo i servizi in casa ininterrottamente per tutto il giorno con una bellissima voce. Il giorno della festa della mamma a casa Lopez è un raduno formidabile e da sempre i più grandi rumberos vi si ritrovano. Il Guarapachangueo nasce sul lato di un comò che fungeva da rimpianto cajon basso. Per primo il colpo grava in corrispondenza dell'uno di clave e quindi sul battere del primo movimento (citando in modo evidente l'iyà del Cha Cha lokpafuñ) dopo una rapida evoluzione il basso si sposta al terzo movimento in battere costringendo il tres dos a migrare leggermente più in là e cioè a cavallo tra il terzo ed il quarto movimento. Seguono le migliaia di trampas trappole e variazioni ma oramai la strada è segnata.

Los Chinitos diventano in poco tempo i più famosi rumberos dell'Habana ma al tempo stesso misteriosamente sconosciuti alla grande massa. Irian, Pedrito, Reynaldo e Wertico portano avanti un Guarapachangueo estremamente privo di scrupoli.

Pancho Quinto, Puntilla, Pedrito, Changuito, Fariñas, el Gato, Aspirina, Goyo, Amado, Tio Tom, sono solo alcuni dei nomi che sono passati da casa di Irian e fratelli. Attualmente lo stile del Guarapachangueo impera dovunque e gruppi come: Yoruba Andabo, Clave y Guaguancò, Iroso Obbà, Los Chinitos (!), Rumba Eriera, Rumberos de Cuba, Fariñas, Callejon de Hamel e persino i Muñequitos de Matanzas (ascoltatevi "Vale todo" dal disco Vacunao), hanno ceduto all'impatto del Guarapachangueo.

El complejo de la Rumba secondo i canoni scolastici è formato dallo Yambù, dal Guaguancò, e dalla Columbia. Ma dagli anni '70 un'onda tellurica straordinaria ha investito questo affascinante mondo ed attualmente possiamo dire che ha sovvertito, come prassi esecutiva, tutti i canoni precedenti.

In un altro dei miei viaggi dieci anni dopo mi sono ritrovato a Santiago, sicuramente non terra rumbera, in una serata in cui si esibivano i Cocoyé mi hanno invitato a suonare con loro sul palco. Parte un guaguancò un po' imbarazzato e dopo un po' decido di provare a svoltare a Guarapachangueo. Immediatamente la tensione si scioglie e le cose cominciano a funzionare. Salgono a ballare alcuni ragazzini vestiti da Hip Hop come i loro idoli americani e la rumba contaminata a più non posso fa sentire tutta la sua energia.

Eh si!
A mi me gusta el danzon
la conga la guaracha y el bolero
pero cuando siento la rumba,
pobre mi madre, yo me muero!



Valerio Perla
Luglio 2005

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