|
Era una musica, come per molti versi da noi, il beat ed il rock, che conteneva i germi di una protesta che
voleva rompere con i canoni stantii del passato.
In realtà l'identificazione non era completa, solo una parte di quella generazione si riconosceva nella
salsa.
Famosissima ad esempio a Puerto Rico la diatriba tra Cocolos e Rockeros.
Così ce la descrive Roberto Roena, noto percussionista e ballerino portoricano:
"La media e alta borghesia rifiutavano in toto la salsa, la consideravano una musica degenerata,
espressione di una categoria che fu immediatamente battezzata Cocola. Cocolo originariamente era un termine
dispregiativo che si usava per indicare persone dalla pelle molto scura. Col tempo quella parola finì
coll'indicare tutte le persone la cui vita era assimilata a quella della salsa. Lo stereotipo del Cocolo
era un teen-ager che vestiva sempre fuori moda, che esibiva sgargianti camicie colorate ed un look
vagamente africano. L'antitesi di questo personaggio era il Rockero, che incarnava tutti gli abusati
stereotipi della cultura yankee. La salsa all'epoca non veniva considerata nemmeno una musica negra (come
ad esempio la bomba), veniva considerata una musica cocola, ossia plebea".
Oggi all'inizio di un nuovo millennio molta acqua è passata sotto i ponti e c'è comunque rispetto al
passato una nuova tendenza sottolineata anche da diversi sociologi. Oggi infatti le nuove generazioni non
tendono a sposare un unico modello ma in molti casi preferiscono averne più di uno e intercambiarlo
all'occorrenza.
Quindi non si sta più da una parte o dall'altra, più a destra o a sinistra, ma si può tranquillamente
adottare modelli diversi.
Tutto ciò si riflette benissimo anche nella musica.
Se è vero che la nuova generazione latino-americana si identifica molto meno che in passato nella salsa, è
pur vero che non l'ha dimenticata del tutto, semmai ha diversificato la sua scelta approdando anche ai
lidi di altre nuove espressioni musicali.
Una interessante ricerca effettuata quest'anno a Puerto Rico da una agenzia di pubblicità ha riscontrato i
seguenti gusti musicali:
il 54% dei giovani preferisce il rap o il reggaeton
il 24% preferisce la musica pop
il 23% la salsa ed il merengue
il 22% il rock o la cosiddetta new wawe.
Lo stesso studio seppure appuntando che il reggaeton è la musica del momento, avverte di non generalizzare
troppo il gusto dei giovani perché rispetto al passato le demarcazioni non sono così forti e decise.
E' questo il contesto in cui dobbiamo inquadrare una certa fase di decadimento della salsa nei suoi stessi
luoghi di origine. Si tratta infatti più che altro di una crisi generazionale. Per molti giovani latini la
salsa è una musica sorpassata che appartiene alla generazione dei loro genitori.
In questo caso però non sarei del tutto pessimista su una futura riscossa da parte della salsa.
Questo ottimismo parte proprio dal successo che la salsa sta avendo al di fuori dell'America Latina. Un
successo che sta stimolando una certa curiosità ed anche una reale voglia da parte dei giovani latini di
conoscere meglio e di difendere le proprie origini e le proprie tradizioni.
La riscoperta di un orgoglio nazionale che sicuramente porterà ad amare di più quella musica che tanto
viene apprezzata oggi in tutto il mondo.
Posso già testimoniare ad esempio di aver visto dei giovani portoricani tenere in macchina dei cd sia di
salsa che di reggaeton, ritenendole entrambi espressioni della loro cultura. Quegli stessi giovani che
vanno a ballare in discoteca il reggaeton ma che poi sanno fare tranquillamente anche qualche passo di
salsa, con il tipico sabor della loro terra.
Il tempo delle contrapposizioni nette parrebbe in questo caso finito e tutto sommato è anche questo un
segnale positivo.
Enzo Conte

|