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Valga acclarare che nella intervista di Guillo Droing Maelo non dice che che il soprannome glielo diedero nel 1975 ma bensì nel 1967. Se fosse avvenuto nel 1975 si potrebbe dubitare del contenuto dell'intervista. Ho letto che si riportano anche i pareri contrari di Gilbert Mamery, Tite Curet Alonso e Rafael Ithier ma io credo che sia un errore attribuire più importanza alla parola di queste tre persone più che alle dichiarazioni stesse di Ismael Rivera.
Se il soprannome fu assegnatogli da Benny Morè nel 1956 come si spiega che per quella epoca Maelo avesse solo 25 anni ed interpretasse solo Bomba e Plena? Oltretutto va contro la logica parlare di "Sonero Mayor" poichè il termine "Sonero Mayor" a Cuba è utilizzato per indicare destrezza e esperienza nell'esecuzione del Son e Maelo non ci rientrava nè con l'età nè per le sue scelte musicali (che a quei tempi non contemplavano il Son).
E' altrettanto importante notare che Maelo non utilizza questo termine che nel 1969 quando incide con Kako Bastar. In quella registrazione Maelo consegna alla storia la più bella versione del "Cumbanchero", con tutto il rispetto per la versione precedente di Miguelito Valdes. In quella versione Maelo dice: "Mi chiamano Sonero mayor perchè gioco con la clave e posseggo il Sabor".
Perchè Maelo aspetta dal 1956 al 1969 per utilizzare questo prestigioso soprannome in una registrazione? Consideriamo anche che Benny Morè muore nel 1963. Non è più sensato pensare, come afferma lo stesso Maelo, che il soprannome funzionò a tal punto che in seguito al titolo attribuitogli da Maseda nel 1967 Maelo lo utilizzi nel disco del 1969 (per la prima volta). Sarebbe ancor più importante documentare se il viaggio a Portorico di Benny Morè ebbe realmente luogo poichè la sua biografia non riporta nessun dato al riguardo. E' evidente che se Benny non viaggiò a Portorico in quell'anno l'argomento del soprannome dato a Maelo da Benny perde forza. Persino il Senato di Portorico mise tra virgolette questa definizione in accordo con il significato dato al termine a Cuba.
In definitiva io credo che non siamo in una discussione sterile tra sostenitori di diversi punti di vista. Gli stessi Gilbert Mamery, Tite Curet Alonso (deceduti) e Rafa Ithier sono persone che io rispetto ma che possono essere state anche esse vittime di una leggenda che può essere smontata con l'arrivo di nuove informazioni. A me successe lo stesso quando preparavo il libro su La Lupe e non mi meraviglio che si possa essere verificata una mancanza di prospettiva storica nell'inquadrare questa vicenda.
Allo stesso modo mi domando quale sia l'importanza di scoprire chi gli attribuì a Maelo il soprannome di "Sonero Mayor". La grandeezza di questo esponente della nostra musica autoctona lo fecero rispettare ed amare dai melomani di tutto il mondo. Che fu Benny o Maseda che importa? Maelo è il Sonero Mayor e non perchè Benny gli diede lo scettro. Immaginatevi voi Benny Morè,un cubano di 36 anni, dire a un portoricano di 25 anni che era migliore di lui. Suona romanticissimo ma anche comicissimo e la logica dovrebbe consigliare che nella musica queste cose non accadono.
In ultima analisi è importante che questo tipo di investigazioni si facciano per liberare la storia. Moltissime leggende esistono ed esse passano di generazione in generazione; distruggerle è compito e responsabilità di tutti noi. Nando Albericci è un amante febbrile della nostra musica ed un grande fan di Maelo: il suo interesse è liberarci dalla leggenda affinchè la grandezza di Maelo riceva gli onori che si merita per la sua arte nell'esecuzione e non perchè uno straniero gli passi un soprannome.
Vi lascio con una ultima riflessione. Se Benny Morè non fosse stato a Portorico nel 1956 cade un pezzo del puzzle. Se nel 1962, quando arrestano Maelo per droga la stampa non dice "Arrestato il Sonero Mayor" manca un altro pezzo del puzzle. Se Maelo non utilizza questo soprannome se non nel 1969 e che a partire da questo momento viene utilizzato correntemente, manca un altro pezzo al puzzle.
Con tanti pezzi mancanti o fuori posto è impossibile accettare che la leggenda sia vera aldilà di ogni dichiarazione di conferma di un illustre connazionale. Questa è una situazione che merita altri studi e menti aperte per comprendere che se anche la storia del Benny dovesse rivelarsi falsa questo non danneggia minimamente la statura di Maelo che al contrario ne esce arricchita.
Per il mio criterio personale, la traiettoria artistica e la sua arte esecutiva fanno di Ismael Rivera "El Sonero Mayor".
Viva Maelo, viva la nostra musica!
Juan Moreno Velázquez
Tratto dal periodico La Prensa.
L'autore dell'articolo ha scritto il libro "Desmitificación de una Diva" sulla vita della cantante cubana La Lupe.
Aprile / Maggio / Giugno 2007
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