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Il mixaggio:
il giocattolo del Dj?
di Claudio Marucci
 
Per chi ha vissuto la Salsa da più di un decennio, come è il caso del sottoscritto, l'introduzione del mixaggio nelle nostre serate salsere è stata vissuta come un evento tutt'altro che naturale.

Ci si chiedeva e ci si chiede tuttora se una tecnica in uso nella Disco Music dovesse e potesse essere applicata anche alla Salsa. Quali analogie musicali permettevano un simile trattamento. Come mai a Cuba, in Colombia, Venezuela, Repubblica Dominicana, Portorico e altri paesi latinoamericani questa esigenza non si era manifestata ed i brani venivano e vengono proposti dalla prima all'ultima nota?

La struttura di un brano di Salsa si presta a essere sezionata da un Dj attraverso accellerazioni, rallentamenti, tagli e altre diavolerie tecniche? Siamo sicuri che il mixaggio favorisca espressività ed interpretazione nel ballo? Perchè nei concerti dal vivo è possibile ballare dalla prima alla ultima nota mentre nei locali questo sembra impossibile? Insomma, il Mixaggio è un arte necessaria per un Dj di Salsa o basta anche solo una ottima selezione musicale?

Se dovessimo farne una questione terminologica, si potrebbe chiudere la discussione dicendo che un Dj è per definizione colui che mixa la musica e che un Dj che non mixa non può essere chiamato Dj. Spesso infatti, in tono dispregiativo, si qualifica come selezionatore o passadischi colui che non mixa. Come vedete la carne al fuoco è molta e tutto ciò merita una attenta riflessione. Del resto l'argomento ha monopolizzato le discussioni nei Forum salseri e dalla lettura degli stessi Forum ho cercato di riassumere i vari punti di vista.

Cominciamo dall'analizzare le ragioni dei Dj's favorevoli al mixaggio.

Per loro mixare è essenzialmente una aspirazione artistica che nasce dal desiderio di personalizzare il proprio lavoro facendo ricorso all'uso della tecnologia presente nei moderni lettori di cd. Mixare per loro è: attaccare un pezzo all'altro creando un tappeto sonoro (spostare in avanti l'inizio di un brano o la fine dello stesso); sovrapporre un brano in clave e non solo per il bpm (battiti per minuto); creare degli effetti alla consolle per anticipare con un loop la canzone seguente; variare la velocità di un brano (accellerando o ritardando); proporre il remix (brano modificato dal Dj).

Dopo aver seppur brevemente accennato ad alcune delle tecniche di mixaggio più diffuse, viene da chiedersi quali siano le ragioni profonde della scelta del mixaggio. Io non ho mai sentito finora un Dj spiegare le ragioni della necessità di mixare la Salsa ed in attesa di conoscerle azzardo qualche ipotesi. Certamente non possono dire che glielo chieda il pubblico. Per molti di loro il mixaggio permette di creare un Groove (un tappeto sonoro) il più possibile uniforme, poichè, secondo loro alcuni brani non si prestano ad essere ballati nella loro interezza. Per molti altri probabilmente il mixaggio permette di non annoiarsi a fare il "passadischi" 5-6 ore a notte, cercando, come dicevamo prima, una forma di creazione artistica sfruttando i mezzi tecnici forniti dalla consolle. Del resto è come se dicessero: ho un giocattolo devo dimostrare di saperlo usare.

Analizziamo ora quelle che a noi sembrano le ragioni contrarie al mixaggio.

Alcune riguardano le ragioni di chi balla ed altre riguardano gli aspetti musicali della Salsa. Iniziamo con la compatibilità del ballo di coppia con il mixaggio. Le tecniche del mixaggio vengono dalla discoteca. In discoteca si balla ognuno per sè e l'esigenza è quella di creare un continuum sonoro, un tappeto sonoro, sul quale ballare senza interruzioni. Al contrario nel ballo di coppia la pausa tra un brano ed un altro serve per cambiare partner, ritmo e conseguentemente forma di ballo. Se non c'è un inizio brano, quando invito? Se non c'è una fine chiara, quando termino di ballare e cambio partner? C'è poi il piacere di ballare dalla prima all'ultima nota interpretando con il ballo ogni fase della canzone. Per quanto riguarda l'aspetto musicale bisogna segnalare il sempre più frequente ricorso a playlist preconfezionate nelle quali i Dj's basano principalmente la loro scaletta sui brani facilmente mixabili, di Salsa campionata, invece di scegliere in base alla qualità, alla bellezza o ballabilità di un brano, costruendo semmai un flusso di emozioni coerenti attraverso una selezione accorta. Un brano di Salsa ha la sua struttura e la sua logica interna: spesso i mixaggi stravolgono questa struttura amputando il brano della sua conclusione o di intere sezioni iniziali o centrali. In molti salseri c'è poi anche il desiderio di sentire tutta la canzone fino in fondo anche per un rispetto verso l'artista (compositore e esecutore).

I Dj's, però, con il mixaggio preferiscono sostituirsi all'artista nella creazione. Si dirà che gli stessi artisti, ricorrendo ai Medley, non disdegnano la possibilità di unire due o più brani. Mi sento di dire che un Medley non delude mai o meglio delude chi conosce già uno dei brani ed amandolo avrebbe preferito l'intera esecuzione. A me piace pensare che la ragione risieda nel fatto che è il musicista ad incrociare i brani tra di loro, cioè una persona che conosce le regole della composizione musicale. I mix dei Dj's a me deludono sempre. Del resto la mia attenzione, quando sono in un locale da ballo, è rivolta alla selezione musicale e non ai funambolismi del Dj di turno alle prese con il suo giocattolo preferito. C'è molta presunzione in giro tra chi ritiene di potersi sostituire al compositore di musica ballabile nel voler decidere da che momento in poi funziona un brano o quando lo si possa sfumare o incrociare con un altro. Non sarebbe male consigliare a coloro che fanno del mixaggio la loro bandiera un bel corso di composizione casomai con un Juan Formell o un Bobby Valentin. Durante i passaggi di brano, ogni musicista suona il proprio strumento sapendo quello che deve eseguire, si rispettano le regole dell'armonia musicale, un cambio di ritmo viene effettuato ad hoc da tutti i musicisti, si può arrivare fino al punto di modificare (accordi, arrangiamenti) un pezzo nel momento del passaggio. Mixare è tutta un'altra cosa, per i DJ non è possibile modificare i pezzi ma solo effettuare delle giunture in modo che l'uno e la clave corrispondano tra i due pezzi. Purtroppo per mixare la salsa non esiste solo la ritmica della clave e l'uno musicale; bisognerebbe ascoltare tutti gli strumenti.

Mi sento di dire che così come le moderne risorse della tecnologia non hanno mai fatto di un mediocre compositore un buon compositore lo stesso discorso lo possiamo applicare alla figura del Dj. E' mia opinione che il vero professionista in questo campo esprime la sua creativita' un po' come fa' un cuoco: scegliendo la migliore merce sul mercato e lavorando sugli accostamenti di sapori e colori. Per fare questo, per essere un vero professionista, ci vogliono 15 anni di ascolti musicali e non qualche ora. Al contrario qualche ora e' sufficiente per esercitarsi a cambiare la velocita' ai brani o a far fare qualche loop alla valigia magica. Cose che non mi emozionano e di cui francamente non sento la mancanza.

Il mio discorso e' ovviamente riferito alla musica latina poiche' la musica da discoteca e' tutto un altro linguaggio che ha fatto del mixaggio una sua coerente e giustificata ragion d'essere. Se di professionisti del mixaggio dobbiamo parlare li' troveremo dei veri artisti. Dopotutto la musica da discoteca è in 4/4, non c'è brano che cambi frase ritmo o tempo musicale. Nella musica latina l'asimmetria delle sequenze ritmiche è la regola.

Io credo, in definitiva, che si parli troppo di mixaggio e poco di cultura musicale, che a mio avviso è la qualità da richiedere prioritariamente ad un Dj. Cultura musicale che dovrebbe essere d'obbligo nelle caratteristiche che richiediamo ad un buon Dj.

Tra queste caratteristiche io indicherei:
1) la base, cioè avere una conoscenza a larga scala della Salsa: artisti, opere, sonorità, movimenti musicali, così come saper riconoscere i vari generi musicali e naturalmente la struttura di un brano di salsa.
2) l'esperienza come amante di questa musica ed anche come ballerino per comprendere quello che dà alla gente voglia di ballare
3) avere un'identità, una propria linea. Non serve a nulla programmare tutti gli stessi brani
4) l'osservazione della pista e le sue caratteristiche di adattamento: brani rapidi, medi o lenti, avere una linea di programmazione, alternare brani nuovi con brani conosciuti, creare delle sequenze coerenti tra brani, saper proporre un crescendo...etc.etc.
5) avere un orecchio musicale per poter individuare un futuro brano di successo, o scartare i brani non particolarmente trascinanti
6) avere una preparazione tecnica per gestire i suoni in sala.

Ridurre il Dj, in assenza di mixaggio, ad un semplice "passadischi" è un ' equazione fuorviante alla luce delle considerazioni appena esposte. Non insisterei nemmeno troppo sulla paragone forzato tra Dj's di Salsa e DJ's di discoteca. Tempo fa un mio amico mi raccontò di aver assistito ad una performance di un Dj strafamoso in un a nota discoteca di Parigi. Il Dj era nientemeno che Louie Vega (ex marito della India). Coadiuvato da tre lettori professionali e da una consolle da urlo ha sviluppato una performance meravigliosa di House music, in cui l'artista ha triturato il suono, fino a ricrearlo facendo ricorso a tutte le meraviglie che la tecnica ed il suo gusto musicale permettevano. Folla in delirio, naturalmente. Per due ore di vero, sublime mixaggio il cachet di quell'artista è di 20.000 euro, più spese proveniendo da New York. Per percepire un cachet del genere un Dj di Salsa deve lavorare in media 200 notti in consolle! Non mi sembra il caso di azzardare paragoni artistici.

Sull'argomento mixaggio recentemente si è pronunciato anche Enzo Conte. Non a caso anche nelle sue parole emerge una precisa condanna del mixaggio. Intervenendo in un Forum dichiarò: "Il missaggio non mi sembra così necessario. Parrebbe che il pubblico non lo gradisce, ma i deejay continuano a farlo, sempre più spesso. Perché? Perché credo che alla fine diventi noioso per un deejay limitarsi a fare il selezionatore musicale (cosa per altro niente affatto facile). Almeno missando il dejay si diverte, gli passa il tempo e dimostra anche che è bravo nel farlo. Ma al pubblico che gliene frega?!?! Io non ho mai sentito qualcuno che dicesse: "Vado in quel locale perché lì c'è il deejay che missa!!!" Sicuramente ci sono persone a cui il mix non dà fastidio ma da qui ad esigerlo è un discorso diverso. Se un deejay mette della musica ballabile non credo che le persone lo boicotterebbero per il fatto che lui non missa. Molti bravi deejay non mixano e nessuno protesta. Semmai direi che la gente si abitua a quello che il convento passa. Ad essere realistici c'è da dire che molti scelgono un locale rispetto ad un altro in base a diversi fattori, tra cui anche la musica, ma sicuramente il mixaggio non è un fattore determinante. Per cui rimango dell'idea che il missaggio lo vogliono i deejay (soprattutto quelli più giovani) e non certo il pueblo salsero. Mix??? No, grazie!!!"

Come sempre sarà il mercato stesso formato da tutti noi, il pueblo salsero, a decidere se il mixaggio serva o non serva, piaccia o non piaccia. Questi erano solo appunti per iniziare a discutere.


Claudio Marucci
Novembre / Dicembre 2006




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