Dopo anni di splendore il Palladium aveva però imboccato la via del tramonto ed erano sempre meno le coppie di bianchi americani che andavano lì per cimentarsi nei balli più alla moda.
All'epoca il locale apparteneva a Maxwell Hyman, un impresario di origine ebrea che con grande passione stava cercando di rilanciare l'immagine del locale. Per prima cosa Hyman creò all'interno del locale una scuola di ballo, l'Alma Dance Studio, e contemporaneamente affidò la gestione del Palladium ad un impresario americano, un certo Moore, che godeva di ottime amicizie nel mondo della musica latina.
Moore fu il primo a rendersi conto dell'esigenza di trasformare il vecchio Palladium. Fiutando il cambiare dei tempi, intuiva che il mambo avrebbe potuto riportare il glorioso locale agli splendori del passato.
L'idea era interessante ma senza dubbio rischiosa. Alla fine degli anni '40, una sola orchestra latina era riuscita a presentarsi con successo nei maggiori locali di Broadway. Si trattava dell'orchestra Machito y sus Afrocubans, diretta dal maestro Mario Bauzà.
Moore, su consiglio dell'ex direttore del Conjunto Ritmo, l'italo-americano Fernando Pagani, entrò in contatto con Mario Bauzà. Per non correre rischi il celebre trombettista suggerì di creare all'interno del Palladium un vero e proprio club, col fine di dare vita, la domenica pomeriggio, alle prime matinées danzanti dedicate alla musica latina.
"Mario Bauzà lo battezzò il Blen Blen club, titolo anche di una famosa composizione del cubano Chano Pozo, straordinario percussionista, che attraverso il gruppo del trombettista Dizzy Gillespie aveva rivoluzionato i concetti ritmici e percussivi del be-pop" (Rondón).
Con una certa apprensione si tenne la prima matinée danzante. L'esito fu superiore a qualsiasi aspettativa. Il popolo caraibico rispose con entusiasmo all'appello degli organizzatori, colorando con la sua allegria il magico Palladium che, grazie alla musica latina, ritrovava i fasti del passato. Travolti da questo incredibile successo, gli organizzatori decisero di estendere l'esperienza del Blen Blen club anche al mercoledì sera. Nel giro di un anno il Palladium era definitivamente consacrato ai ritmi caraibici. Il mitico locale di Broadway decretò l'inizio di una vera e propria moda.
La Sala del Palladium
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La febbre del mambo, così ben descritta dal cubano Oscar Hijuelos nel libro «
I Mambo Kings suonano canzoni d'amore» (
dal quale è stato tratto il film «The Mambo Kings»), contagiò tutta la città, favorita anche dall'interesse dei mass media che, attratti dalla licenziosità del nuovo ballo, cominciarono a guardare con estremo interesse i fermenti provenienti dall'emisfero latino-americano. Nella Grande Mela enorme fu il numero di locali che si convertirono alla febbre suscitata dal mambo. Questo entusiasmo coinvolse non soltanto la comunità latina, ma un po' tutte le comunità presenti nella capitale del nuovo mondo: da quella ebrea, a quella irlandese a quella italiana. Fu proprio in quegli anni che il Palladium si impose, insieme alla Conga e al Copacabana, come uno dei templi più importanti della musica latina a New York. Spesso vi si affacciavano grandi musicisti come il pianista Duke Ellington e il sassofonista Charlie Parker, oppure celebri star del cinema e della cultura come Allen Ginsberg, Marlene Dietrich, Sammy Davis. Non di rado lo stesso Marlon Brando si lanciava a suonare i tamburi con l'orchestra del grande Machito. L'orchestra del cubano era senza dubbio una delle principali artefici del successo del Palladium. La band era stata fondata nel 1941 da Mario Bauzà, il decano dei musicisti cubani di New York, e da Frank Grillo Machito, un cubano di origine italiana (
il nonno paterno era di Palermo), che finirà per diventare uno dei maestri riconosciuti della musica latina.
La band era caratterizzata dalla presenza di musicisti latini alle percussioni e di musicisti nordamericani ai fiati. Al gruppo si aggiunse in seguito anche la sorella di Machito, Graciela, proveniente dal gruppo Anacaona, una curiosa orchestra cubana formata da sole donne.
Esibizione di Cuban Pete al Palladium
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A partire dall'orchestra di Machito, tutti i gruppi d'ispirazione afro-cubana, fuori e dentro New York, si convertirono al matrimonio fra il jazz ed il Caribe, matrimonio che troverà la sua epoca dorata proprio negli anni '50. Le prime orchestre ad accompagnare gli Afrocubans nei saloni del Blen Blen club furono i Piccadilly Boys, del timbalero Tito Puente, e i Mambo Devils, guidati dal cantante Tito Rodrìguez.
Tito Puente era un giovane portoricano nato nel barrrio latino di New York, mentre Tito Rodrìguez veniva direttamente da Puerto Rico, dal Barrio Obrero di Santurce, un popolare quartiere dell'area metropolitana di San Juan. I duelli musicali fra i due portoricani divennero mitici. Puente, grazie alla sua abilità di timbalero si conquistò in quegli anni ruggenti il meritato appellativo di rey del timbal, mentre Rodrìguez, grazie alla versatilità della sua voce, si convertì nell'idolo incontrastato della comunità latina.