Da qui inizia un discorso a tre con lui e con il Tosco, inseritosi all'improvviso, per
quanto riguarda le scarse informazioni e la scarsa distribuzione dei dischi da parte
delle case discografiche cubane. Cortes su questo argomento naturalmente si riscalda, ed era quello che volevo:
comincia ad andare a ruota libera e mi elenca le mille difficoltà che ci sono nel suo
paese. Non sto qui ad elencarle perchè chi conosce Cuba può ben immaginare.
Parla di persone fuori posto all'interno del sistema, parla di confusione totale
nell'ambiente e così via, di sconforto in sconforto.
Da notare bene, con questo non voglio dire che il Tosco mi stia parlando male del
regime che vige a Cuba, anzi al contrario, in lui si nota la rabbia interiore, quella
costruttiva. A questo punto scatta e si rivolge all'impresario ed ai suoi "protetti",
imponendo di mandare dei promo delle nuove produzioni.
Prendiamo un bicchiere di vino ed un po' di pasta fredda giusto perchè sono le 14:30, ed il discorso riprende con una domanda
per me questa volta, e devo dire che così mi piace: questa si sta rivelando non la
classica intervista, ma un costruttivo scambio di opinioni.
Cortes vuol sapere quali sono i canali discografici italiani, ed io pronto a
spiegargli che fondamentalmente ce n'è uno solo, quello degli States.
Il discorso si sposta sull'interessamento degli americani nei confronti della musica
cubana, e naturalmente si parla di Buena Vista Social Club: e qui un altro scatto
contro Juan De Marcos Gonzales che, a dire del Tosco è diventato famoso con "Buena
Vista" e non quando era direttore del gruppo Sierra Maestra.
E qui mi svela un aneddoto: al momento di iniziare a registrare Buena Vista le persone
dell'Egrem sono andate a casa sua, del Tosco, a chiedergli la strumentazione per
registrare.
Durante tutto il racconto Manolin era assente perchè intento a navigare su Internet,
e qui scatta la battuta del Tosco, che dice: "Sta controllando se le sue donne lo tradiscono via Internet!"
Ci salutiamo e ci diamo appuntamento a più tardi naturalmente al concerto. Ed ora la nota dolente: Roma.
E' impossibile organizzare un concerto così, senza un minimo di informazioni, in un
posto inadatto per l'acustica, ed addirittura un service da far piangere.
Ma questa gente la conosce la musica? Come si fa a far suonare un
gruppo cubano senza timbales e guijro?
Altro appunto ai salseri romani: come si fa ad andare a ballare nelle discoteche se poi
non si va ad ascoltare uno dei gruppi inventori della Timba cubana, insieme al
Medico della Salsa? Purtroppo qui a Roma c'è un male bruttissimo, quello che ognuno coltiva il suo orticello
e lo recinta col filo spinato, e guai chi ci entra.
Per fortuna che nel resto dell'Italia i concerti sono andati benissimo! E' vero, in
casi come questo a volte mi vergogno di essere romano.
La serata termina in un piccolissimo locale, e qui ho l'ennesima dimostrazione che
Josè Luis Cortes è un grande personaggio:
parlando con il cantante Tony Calà mi rendo conto che deve avere qualche problemino, ma
il Tosco lo cura come un figlio e lo mantiene ugualmente nel gruppo.
Si finisce con innumerevoli bottiglie di ron sul tavolo.
Sono lieto di aver avuto questo scambio di opinioni con Josè Luis Cortes, che
io reputo uno dei geni musicali cubani. E credo non finirà mai di stupire, perchè nella sua musica c'è di tutto, dalla
raffinatezza dei suoni al modo grezzo di parlare della gente di strada, allo spaziare
spesso nei vari generi musicali.
Ultima nota:
dal vivo sono strepitosi!
Da non perdere!!!