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Una giornata con "la que manda"!
N.G. La Banda e Ostalgia

di Marco el Chino

 
L' incontro avviene negli studi di Radio Mambo, dove mi ritrovo davanti contemporaneamente El Tosco, che avevo avuto la fortuna di conoscere in precedenza, Manolin "el medico de la salsa", Tamajo, che conscevo soltanto per la sua discografia, ed infine ma non ultima, Osdalgia, splendida mulatta con la quale inizio a "parlare" immediatamente. Ehm, scusate... comunque, mi mostra subito il suo disco prodotto e suonato interamente dal tosco e la sua banda "La Culebra".

N.G. La Banda
La splendida Osdalgia mi fa notare che tre brani sono scritti a quattro mani da lei e da Josè Luis Cortes, altri tre sono monumenti storici di Beny Morè rivisitati nello stile NG, ed infine una sorta di salsa rap eseguita insieme al Trio Ameneza, meglio noti ora a livello mondiale come Orishas. Mi parla ancora dei suoi esordi con la Nuevas Mulatas de Fuego e delle esperienze successive con Las Chicas del Sabor e Grupo Canela ed io rimango incantato dal timbro della sua voce. Finisco a malincuore di dialogare con la "Culebra" per passare immediatamente a "Tamayito": quello che mi colpisce di lui è la sua umiltà ed il suo stupore nel momento in cui tutti noi a Radio Mambo gli facciamo notare che conosciamo i suoi dischi.

Ostalgia

Da qui inizia un discorso a tre con lui e con il Tosco, inseritosi all'improvviso, per quanto riguarda le scarse informazioni e la scarsa distribuzione dei dischi da parte delle case discografiche cubane. Cortes su questo argomento naturalmente si riscalda, ed era quello che volevo: comincia ad andare a ruota libera e mi elenca le mille difficoltà che ci sono nel suo paese. Non sto qui ad elencarle perchè chi conosce Cuba può ben immaginare. Parla di persone fuori posto all'interno del sistema, parla di confusione totale nell'ambiente e così via, di sconforto in sconforto. Da notare bene, con questo non voglio dire che il Tosco mi stia parlando male del regime che vige a Cuba, anzi al contrario, in lui si nota la rabbia interiore, quella costruttiva. A questo punto scatta e si rivolge all'impresario ed ai suoi "protetti", imponendo di mandare dei promo delle nuove produzioni. Prendiamo un bicchiere di vino ed un po' di pasta fredda giusto perchè sono le 14:30, ed il discorso riprende con una domanda per me questa volta, e devo dire che così mi piace: questa si sta rivelando non la classica intervista, ma un costruttivo scambio di opinioni.

Cortes vuol sapere quali sono i canali discografici italiani, ed io pronto a spiegargli che fondamentalmente ce n'è uno solo, quello degli States. Il discorso si sposta sull'interessamento degli americani nei confronti della musica cubana, e naturalmente si parla di Buena Vista Social Club: e qui un altro scatto contro Juan De Marcos Gonzales che, a dire del Tosco è diventato famoso con "Buena Vista" e non quando era direttore del gruppo Sierra Maestra. E qui mi svela un aneddoto: al momento di iniziare a registrare Buena Vista le persone dell'Egrem sono andate a casa sua, del Tosco, a chiedergli la strumentazione per registrare.

Durante tutto il racconto Manolin era assente perchè intento a navigare su Internet, e qui scatta la battuta del Tosco, che dice: "Sta controllando se le sue donne lo tradiscono via Internet!" Ci salutiamo e ci diamo appuntamento a più tardi naturalmente al concerto. Ed ora la nota dolente: Roma. E' impossibile organizzare un concerto così, senza un minimo di informazioni, in un posto inadatto per l'acustica, ed addirittura un service da far piangere. Ma questa gente la conosce la musica? Come si fa a far suonare un gruppo cubano senza timbales e guijro? Altro appunto ai salseri romani: come si fa ad andare a ballare nelle discoteche se poi non si va ad ascoltare uno dei gruppi inventori della Timba cubana, insieme al Medico della Salsa? Purtroppo qui a Roma c'è un male bruttissimo, quello che ognuno coltiva il suo orticello e lo recinta col filo spinato, e guai chi ci entra. Per fortuna che nel resto dell'Italia i concerti sono andati benissimo! E' vero, in casi come questo a volte mi vergogno di essere romano.

La serata termina in un piccolissimo locale, e qui ho l'ennesima dimostrazione che Josè Luis Cortes è un grande personaggio: parlando con il cantante Tony Calà mi rendo conto che deve avere qualche problemino, ma il Tosco lo cura come un figlio e lo mantiene ugualmente nel gruppo. Si finisce con innumerevoli bottiglie di ron sul tavolo.

Sono lieto di aver avuto questo scambio di opinioni con Josè Luis Cortes, che io reputo uno dei geni musicali cubani. E credo non finirà mai di stupire, perchè nella sua musica c'è di tutto, dalla raffinatezza dei suoni al modo grezzo di parlare della gente di strada, allo spaziare spesso nei vari generi musicali.
Ultima nota:
dal vivo sono strepitosi!
Da non perdere!!!


Marco el Chino
  • N.G. La Banda
        • La storia
        • Intervista a Josè Luis Cortes di Claudio M.

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