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In parole povere un ballo di tradizione e trasmissione popolare, nato e alimentato nei luoghi di origine in forme semplici e spontanee e' oggi sempre piu' proposto, lontano da quei luoghi, in un modo coreografato che non puo' prescindere dalla tradizione culturale di ballo preesistente nei paesi che lo ricevono, dalle accademie a livello di apprendimento e da spettacoli, esibizioni e congressi per una sua legittimazione come forma di espressione artistica.
Come per altri balli, penso al Tango, la frattura tra salsa de calle e salsa da accademia e' indicativa di un processo ormai consolidato di adattamento nostrano di una cultura che non e' la nostra, (transculturazione) , tanto che quella che si balla in Italia non è generalmente la tipica "salsa de calle" che si e' sempre ballata e si continua a ballare in balla in America Latina, ma è la cosiddetta "salsa de salon" o se preferite "d'accademia di ballo. In questo processo che investe la Salsa come il Tango abbiamo assistito all'inesorabile irruzione protagonistica della Coreografia in questi balli. Su questo fenomeno e le sue conseguenze vorremmo confrontarci per meglio precisare l'attuale identita' della salsa pur riconoscendo alla coreografia le caratteristiche di arte maggiore.
Da sempre nella storia della musica afrocaraibica ed afrocubana in particolare l'invenzione di un ritmo ha generato l'invenzione di un ballo proprio a quel ritmo. In altri termini ad ogni ritmo corrispondeva un ballo e la storia ci ricorda come il successo di certi ritmi si sia tramandato proprio grazie al ballo corrispondente. A maggior ragione l'assenza di un ballo condanno' molti ritmi ad una vita effimera. La spiegazione e' ovviamente nel gradimento popolare di forme musicali e danzarie con cui il popolo possa alimentare la sua vita sociale e di relazione. Il Danzon, il Son, il Cha cha cha hanno rappresentato per gran parte del secolo forme di divertimento popolare. Il Mambo e' un caso a parte essendo nato come ballo di coreografia e non di ballo popolare. Non e' un caso che il Mambo ed ancor prima la Rhumba abbia rappresentato nel suo successo mondiale come ballo, soprattutto a New York ma anche nel resto del mondo, un chiaro esempio di contaminazione e di transculturazione rispetto al ballo originale. Non e' un caso che in questo processo che chiamo di Transculturazione anche in Italia questi balli siano stati ricodificati e deturpati nelle forme a noi proprie degli Standard internazionali.
Tutti sappiamo che a partire da un certo momento storico tutti i ritmi sopracitati perdono la loro identita' con l'avvento della parola Salsa.
Considerando che la salsa non ha generato un nuovo ritmo e tantomeno un nuovo ballo si potra' facilmente constatare che sotto l'etichetta commerciale Salsa si continuarono a suonare, seppur in forme nuove, i vecchi ritmi e che la gente continuo' a ballarli riconoscendo ad orecchio quei ritmi, allora come oggi, racchiusi sotto la parola Salsa. Questo fa si che nei paesi dell'America Latina la gente continui a ballare quei ritmi con le movenze e gli stili propri di ogni nazione pur nelle inevitabili evoluzioni che la musica richiede ad ogni forma di ballo.
Inevitabilmente l'esportazione mondiale di questi ritmi ha creato, abbiamo fatto l'esempio del Mambo, degli ibridi che non sono nient'altro che l'incontro tra l'imitazione del modello originario e la cultura di ballo locale, cioe' del paese che importa tali ritmi e balli, con i suoi ritmi, stili e movimenti. Chiunque di noi, per tornare in Italia, abbia assistito alla Salsa proposta nella recente trasmissione televisiva "Ballando sotto le stelle" , avra' potuto constatare che Salsa si ballasse e la veridicita' di quanto sto dicendo. Ancor oggi, cosi' come avvenne precedentemente per la Rhumba, possiamo indicare nella tradizione del ballo da sala o degli standards internazionali una delle principali distorsioni del modello originario.
Un altro fenomeno che ha contribuito in maniera decisiva in questa trasformazione dalla Salsa de calle alla Salsa da palcoscenico e' l'avvento dei Festival e Congressi di ballo della Salsa ormai diffusi in maniera capillare in tutto il mondo. Fin dal primo Congresso dalla Salsa svoltosi a Portorico diversi anni fa è emersa una tendenza molto netta nell'interpretazione danzaria della Salsa su di un palcoscenico.
Questa tendenza è quella di una assoluta libertà interpretativa che permette al ballerino i più arditi accostamenti e contaminazioni a scapito della fedeltà e del rispetto verso la storia e la tradizione della Salsa. Spesso lo spettacolo fornito denuncia l'utilizzazione della Salsa come pretesto e non come testo (da leggere).
Il fenomeno non sembra (purtroppo) arrestarsi. Nell'ultimo Congresso a cui ho assistito ho visto ballerini interpretare con movimenti e logica della Salsa ritmi musicali completamente estranei: tango, swing, rap, funky, persino una batucada brasiliana.
Il tutto e' funzionale all'assemblaggio di una coreografia.
Viene da pensare che i movimenti della Salsa si prestino bene anche a montare una coreografia sulla sigla del telegiornale!
E' chiaro che la coreografia in se' non e' la madre di tutti i mali.
Al di là dell'ambiguità musicologica e danzaria del termine Salsa è importante chiedersi cosa sia una coreografia di Salsa.
Certamente ogni coreografia propone un organizzazione degli spazi e dei tempi in merito ad una esecuzione musicale. Lo strumento corpo umano è chiamato ad interpretare ed improvvisare facendo ricorso alle conoscenze tecniche ed artistiche di un ballerino per situarsi coerentemente rispetto alla musica.
E' evidente che in base a ciò non possiamo chiedere ad un cubano di fare le stesse cose di un portoricano e viceversa. Diversissime sono le risorse a cui attingere nei due casi. Mentre un portoricano (con la sola eccezione di Jorge Santana) è solo capace di ballare uno stile di accademia da lui inventato o reinventato un cubano può ballarti l'intera storia della Salsa dal Danzon ai giorni nostri attraversando tutti i suoi ritmi. Con questo non voglio dire che siano necessariamente migliori dei portoricani. Dico semplicemente che nella storia di ciascuno c'è il proprio destino ed originalità.
Del resto il mondo moderno non ama troppo le diversità e quello che si stà imponendo (purtroppo) è uno stile internazionale che non è nè carne nè pesce. Purtroppo quello che vediamo nei Congressi è un immagine congelata del ballo di accademia che serve a retroalimentare il mercato del ballo della Salsa e che come sappiamo non ha più nessuna attinenza con le originali forme danzarie popolari nelle nazioni di riferimento.
Nei paesi dove questa musica e questi balli sono nati il ballo, lo abbiamo gia' detto, si apprende per imitazione e non nelle accademie. Per decenni si è ballato per tradizione popolare e non per impulso accademico. Negli ultimi 10 anni gli "stili di ballo" si sono moltiplicati esponenzialmente e vengono trasmessi nelle accademie di ballo.
Che il ballo della Salsa sia oggi una industria sono pochi a dubitarlo. Quello che, a mio parere, in pochi vedono è che in una società industriale, in cui la cultura non è un processo di trasmissione popolare ma bensì un prodotto merceologico, le regole del packaging o confezionamento prevalgono sul contenuto (spesso inesistente).
E' mortificante dover vedere la cultura del ballo, così ricca di tradizioni e contenuti autentici, ridotta alla sottocultura dominante delle denominazioni fantasiose di Ballo in linea, Los Angeles Style, Salsa Mambo ed altre amenità fondate sul nulla. Viene da chiedersi se in queste fantasiose definizioni ci sia un riferimento culturale o solo una coreografia differente da trasmettere agli allievi.
Vorrei aggiungere un'altra considerazione sulla coreografia.
Nel suo tentativo di organizzare i movimenti nello spazio la coreografia e' uno dei fattori artistici che contribuiscono o dovrebbero contribuire, al pari della scenografia, le luci, i costumi, ad innalzare il livello artistico del ballo. Tutti elementi che, ad onor del vero, rimandano ad una professionalita' artistica che non ritroviamo nei comuni spettacoli di Salsa che ci e' dato di osservare molto piu' spesso vicini a volenterose attivita' dopolavoristiche per qualita' dello spettacolo con riferimento ai fattori artistici sopra menzionati.
A ben vedere, nell'assenza di quei fattori artistici, quel che resta, nell'odierna interpretazione coreografica della Salsa e' solo una sequenza di passi e movimenti.
La coreografia ha sostituito l'improvvisazione e la "Salsa de calle" lascia il posto alla "Salsa Spettacolo". A tal proposito vi raccontero' un simpatico aneddoto: qualche anno fa mi trovai a proporre ad un noto locale da ballo milanese l'esibizione di un grande ballerino cubano, vincitore di una edizione del concorso "Para bailar" che avrebbe eseguito un Son, una Salsa ed una Rumba. Quando mi accorsi che il direttore artistico di quel locale non conosceva l'artista ne' era in grado di riconoscere il valore dello spettacolo proposto gli consigliai di fidarsi.
Era quasi convinto quando all'improvviso mi chiese se l'artista ballava su di una coreografia.
Quando gli risposi negativamente fece una smorfia di disgusto e non se ne fece piu' nulla.
Non insistetti, avrei dovuto spiegargli che la coreografia e' spesso la seggiola del ballerino paralitico e che non e' detto che una mediocre coreografia montata in due ore anche da un mediocre ballerino produca uno spettacolo superiore in tecnica e sentimento all'improvvisazione di un grande artista.
Oggi sono sempre piu' consapevole che da noi il ballo sociale è il ballo stile NightClub come direbbe Eddie Torres o ballo d' accademia e gli spettacoli proposti sono coreografie di ballo d'accademia. Del resto, non poteva essere altrimenti, giacchè noi per primi abbiamo perso il nostro folklore, ed i fenomeni culturali che provengono da fuori vengono trattati come mode e come tali sfruttati commercialmente.
A mio avviso la Salsa è una sfaccettatura di una ricca cultura che include musica, poesia, storie collettive ed una evoluzione stilistica e sociale. Se non se ne penetrano intimamente l'essenza e lo stile allora si balla in base a clichès e inevitabilmente si esegue una parodia della danza.
Se c'e' una parola che oggi rischia di essere cancellata nella Salsa, musica e ballo, e' proprio la parola autenticita', quella parola che potremmo agevolmente sostituire al termine "sabor de calle".
Claudio Marucci
Aprile / Maggio / Giugno 2007
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