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La timba è di moda
di Gary Dominguez
 

E' una esplosione ritmica esageratamente contundente perché passi inosservata in questa fase di transizione del secolo dove compositori, arrangiatori, leader e produttori discografici cercano disperatamente generi alternativi a la saturata salsa romantica boricua-newyorkina. La porta del mercato ispanoamericano negli Stati Untiti fu lasciata negligentemente semiaperta (nonostante l'embargo) e da li si infilarono i ritmi che si stavano cucinando segretamente nell'isola più grande e controversa del caribe (Cuba).

Però cos'e' la timba? La timba in sintesi potrebbe essere quella forma indiavolata di attaccare il montuno e il mambo, che solo poteva essere inventata nel cuore dell'Habana, nelle sue rumbere strade, nelle discoteche popolari e nelle scuole d'arte. La parola ha le sue contraddizioni e sempre è stata presente nel linguaggio della rumba cubana fin dai tempi della dominazione spagnola. però come una nuova corrente musicale o intergenere (secondo alcuni musicologi) si iniziò ad utilizzare alla fine degli anni 80 per definire quel punto di estasi ritmica alla quale arrivavano le bande locali che includevano la presenza di un piano acceleratissimo con tumbao's intenzionalmente incrociati con clave di son e clave di rumba, che dava spazio alla risonanza della batteria cubana e alle frustate del basso ispessito dal suono funkeato che i musicisti cubani adottarono dai grandi bassisti nordamericani del jazz, pop e funk.

Per capire e godere la timba cubana bisogna ascoltarla senza nessun complesso, ne predisposizione e comparazione odiosamente salsosa. Bisogna lasciarsi trasportare dai ritmi e armonie che possono essere mascherati in una semplice canzone romantica o dentro un misterioso guaguanco, che in un suo preciso momento si trasformano in una scarica di sax, tromboni o trombe "beboppeati" all'unisono allo stile Irakere, appoggiati a quei ritornelli che si inventano tutti i giorni nelle strade habanere e che si ripetono una e un'altra volta fino ad esasperare l'ascolto e portare il clima musicale e danzante (da soli o in coppia) degli artisti e ballerini immersi nella frenetica energia della timba.

Viaggio al cuore della timba

Per avvicinarci alla timba che si cucina in Cuba dobbiamo obbligatoriamente andare a due decadi orsono e riscoprire i fenomeni e le istituzioni musicali che aprirono il cammino a la timba cubana degli anni 80: Irakere, inizio e fine di tutte le cose musicali della cuba contemporanea, (ascoltare "Ese atrevimiento" - Irakere); il gruppo Afrocuba ai tempi di Omar Hernandez, Oriente Lopez, Nussa, Echemendia e Acosta (ascoltare "Si preguntan por mi dile que vuelvo" - Afrocuba); il gruppo Reyes 73 con il fuoriuscito dai Los Van Van, Miguel Rasalps "el lele" (ascoltare "Necesito de alguien como tu" - Reyes 73) e Opus 13 del geniale arrangiatore e compositore Joaquin Betancourt (ascoltare "vivir la vida es vivir").

Ma non finisce quì: la febbre della Banda Meteoro, il passo di Juan Carlos Alfonso con la Revè (ascoltare "Mas viejo que ayer mas joven que manana" - Orquesta Revè), la bastonata di Elio Revè (ascoltare "Mi salsa tiene sandunga" - Orquesta Revè) (!ay que alboroto), o ancora la rivoluzione di Dan Den (ascoltare "No me carezcas" - Dan Den) o la All Stars di dissidenti riuniti da Josè Luis Cortez in SIGLO I.D.N.E (Abriendo, a través y cerrando el ciclo - brano n°8 "suspende los comentarios") e lo scisma in Irakere alla partenza dei "metales del terror" (el Tosco, el Greco, Velasco e Averoff piu' la tromba dell'altro Chapottin), che assieme al batterista Giraldo Piloto (cosi' tanto importante per la base ritmica nella timba come lo fu Changuito per il songo), al sonero violinista della ritmo oriental, Tony Cala, la giovane voce di un professore di educazione fisica Issac Delgado, le tastiere e gli accordi di un professore di percussioni Miguelito de Armas, il piano con i primi definiti tumbaos della futura timba, Rodolfo Argudin Peruchin e il basso funkeado come una frusta di Feliciano Arango, diedero come risultato una nuova corrente, un fenomeno musicale, un'atmosfera un ritmo e o un intergenere, una mostruosa macchina ritmica afrocubana e habanera conosciuta come N.G. la Banda la nueva generacion de la musica cubana!

E cosa e' successo dopo di N.G.? Quando arriva la timba romantica e il despelote?

Jose Luis Cortez considerato il papa' della timba cubana nel suo soggiorno a Cali nel 1988 con N.G., ebbe l'opportunità di ascoltare la valanga di salsa romantica che occupava la programmazione delle radio salsere e delle discoteche della città. In quel momento il suo gruppo di recente costituzione aveva un poderoso repertorio dove si dava la preferenza al jazz afrocubano, ancora avvolto dal fantasma di Irakere e con qualche brano ballabile troppo progressivo per l'orecchio pachanguero degli abitanti di Cali. El Tosco seppe approfittare di questa vicinanza alla salsa romantica boricua-newyorkina e al suo ritorno a Cuba, aprendo gli anni 90, pone in pratica la sua esperienza appoggiata alla voce ideale per agganciare i giovani dell'isola innamorati eterni della nueva trova, il filing, la balada e il pop. Issac Delgado con il brano "Necesito una amiga" (ascoltare "Necesito una amiga" - N.G La Banda), mette in evidenza la necessità dei giovani musicisti cubani di civettare alla salsa romantica commerciale imprimendole passaggi di timba. Il successo non si fece aspettare, già i musicisti della E.N.A. (escuela nacional de arte) e i musicisti professionisti dei locali notturni avevano riferimenti registrati dei Luis Enrique, Ray de La Paz, Louie Ramirez, Frankie Ruiz e Eddie Santiago, di tutti questi formati di salsa melassata "made in u.s.a." e solo stavano aspettando che un lider musicale come El Tosco confermasse che la combinazione della timba con la balada salsa era valida per iniziare la valanga di arrangiamenti innovativi e l'esplosione di nuovi gruppi musicali.

Parallelamente al successo di N.G. con Issac Delgado, un'altro giovane vocalista Paulito Fernandez Gallo promosso dal musicista Joaquin Betancourt e la sua banda Opus 13 fiutarono questa meccanica e lanciarono "Ana elena" (ascoltare "Ana elena" - Opus 13 con Paulito), la balada perfetta dove Paulito dava briglia sciolta alla sua qualità vocale ed entrava a competere con Issac nei cuori delle adolescenti habanere e di tutta Cuba. Nel 1994 quando nessuno se lo immaginava che poteva uscire nell'ambiente timbero dell'Habana un cantante solista capace di muovere il pavimento a questi due giganti della timba romantica, fu lo stesso Jose Luis Cortez a produrre un disco a un modesto cantautore, studente di medicina il cui nome era Manuel Gonzalez Jimenez, questo chiaro esempio dimostrava che nell'ambiente della timba cubana c'era spazio per nuovi gruppi, nuovi testi giovanili e nuovi arrangiamenti. Senza pretese vocali, El Medico della Salsa come tutti lo conosciamo si convertì in un fenomeno musicale che muoveva masse, con la sua vocina di medico e tutta l'energia di un gruppo di studenti scappati dell'E.N.A.

Però il vero fenomeno della timba romantica di strada e del despelote lo creava il violinista David Calzado uscendo con la sua Charanga Habanera con "… ay me sube la fiebre!". La Charanga Habanera era una semplice orchestra che dalla sua fondazione nel 1988 sorse per sviluppare un progetto di musica popolare cubana inquadrata nei ritmi degli anni 40 e 50: la meta iniziale era semplicemente compiere un contratto artistico internazionale nello Sporting Club di Montecarlo in Europa, dove assistettero alla musica in vivo di Stevie Wonder, Donna Summer, Whitney Houston e che al loro ritorno entrarono a far parte di questa rivoluzione melodica- armonica e poliritmica proposta da N.G. la banda, ebbero nel suo lider il violinista, compositore e arrangiatore David Calzado, il conduttore ideale per la proposta più irrazionale della timba degli anni 90. Nel 1993 il nuovo formato della Charanga Habanera si sviluppava con successo con la registrazione per la Egrem "fiebre de amor" (ascoltare "Fiebre de amor" - Charanga Habanera), scritta da Giraldo Piloto (!ay me sube la fiebre!), alla quale David le aggrega una vistosa coreografia in vivo, dove gli abili musicisti si scambiavano gli strumenti in mezzo ai mambos timberos, adornati dai ritornelli della gente della strada e una presenza sul palco molto simile a quella dei rapperi americani, che si vide promozionata da abiti informali, berretti con visiera, stravaganti magliette e bluejeans e costose sneakers donate dalla Benetton, che avvicinò alla Charanga Habanera l'immagine fresca e semplice per non dire irriverente, che la gente giovane stava aspettando da un'orchestra timbera nell'isola. Tutta questa promozione audiovisiva della Charanga Habanera già inserita nel pieno della timba cubana si osserva chiaramente nella copertina del loro terzo disco della discografica spagnola Magic Music dove il vocalista Mario Jjimenez "sombrilla" e Leo Vera registrano i loro migliori pregones. A loro si sommerà un'anno più tardi Michel Maza con "El temba" (ascoltare "El temba" - Charanga Habanera) e già la timba cubana viaggiava per il mondo.


Gary Dominguez

per gentile concessione del sito www.laconga.org
traduzione a cura di El Puro
Settembre / Ottobre 2006

Gary Domínguez naque il 29 luglio 1958 nel barrio Alameda di Cali. Figlio di melomani, Gary affinò il suo orecchio nell' infanzia ed adolescenza e dopo due decadi passate ad ascoltare e cercare la musica che ama, decise di fondare un ritrovo per salseri: così nacque la Taberna Latina nel 1981 nel barrio Santa Isabel di Calì. Quel luogo divenne una vera e propria istituzione in Colombia e la sua fama giunse ai salseri di tutto il mondo.

Gary Dominguez, animatore di magistrali conferenze sulla Salsa e di serate a tema dedicate ai grandi nomi della Salsa decise in seguito di raccogliere il suo sapere in una pubblicazione che recentemente è stata posta in commercio come "El cuaderno de la Salsa". Oggi Gary Dominguez vive a New York dove è considerato tra i migliori DJ's di Timba.



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