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Bel concerto lo
scorso 26/7/07 al Latinoamericando, Yomo Toro (per la prima volta in
Italia) e Frankie Morales con un'Orchestra Mambo. Per me un'occasione
speciale, quella di reincontrare dopo quasi 20 anni il musicista del
Cuatro Puertorriqueño, per cui avevo fatto il pianista del suo Conjunto
a New York, per un periodo fra l'87 e l'88, infine dulcis in fundo,
proprio nel giorno del suo compleanno.
Al pomeriggio ero già con lui e i suoi musicisti a Milano e fra una
conversazione e l'altra, ho avuto modo di fargli anche un'intervista.
Yomo Toro & Frankie Morales Mambo Orchestra in concerto
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Ma
veniamo al concerto. Nel back stage prima dell'inizio, grazie anche
alla collaborazione dello staff del Latinoamericando ho avuto modo di
conoscere un po' più da vicino Frankie Morales, che con spirito molto
allegro e loquace, raccontava il giorno che venne contrattato da Hector
Lavoe, come suo corista, dipingendo un ritratto di vita del Barrio, per
cui l'appuntamento per la prova fu in una famosa panetteria del Barrio
(Spanish Harlem a NY), dove il cantante oggi tributato da un film e un
disco di Marc Anthony, si presentò in look *anonimo*, grossi
occhiali scuri, cappello ecc ecc, per non farsi riconoscere dalla gente
e poter così anche lui godere delle semplici cose della vita
quotidiana, come frequentare la panetteria più famosa e frequentata del
Barrio stesso, e infine gli viene presentato il ragazzo Frankie Morales
allora appena quindicenne, e gli dice: "Nene, fammi sentire
come canti..." e Frankie comincia a fare coro e pregon del sonero, dopo
le prime battute, sentendo una voce forte e intonata, gli disse al
*nene*: "Para para...
a empezar de mañana ya tu tienes trabajo" (Ferma ferma, a cominciare da
domani già hai un lavoro)... e infatti Hector Lavoe lo ingaggiò
stabilmente come suo corista, e da allora a Frankie Morales gli rimase
appiccicato quel "Nene" (ragazzo), nomignolo con cui è conosciuto a New
York.
Poi una serie di altri aneddoti e con Yomo Toro anche alcuni
spensierati ricordi dell'epoca in cui suonavamo insieme...
Ottimo a giudizio di Yomo Toro il servizio ristoro nel backstage, gli
artisti mangiano qualcosa e si rinfrescano nell'attesa con bibite varie.
Si aspetta che l'orchestra venga chiamata in scena e finalmente, arriva
l'ora del concerto.
I musicisti che stanno per entrare sul palco sono bravi, questa la
formazione:
Cantante solista: Frankie Morales
Cuatro: Yomo Toro
Piano: Kevin Rodriguez
Basso: Jerry Madera
Congas: Eddie Montalvo
Timbales: Sergio "Chino" Ramos
Bongò e Campana: Ray Colon
Sax baritono: Carmen Laboy
Sax tenore: Al Acosta
Trombone: Orlando Peña (Direttore musicale Orchestra)
1ª Tromba: Ray Vega
2ª Tromba: Guido Gonzalez
Escono i musicisti sul palco senza il cantante e lo Special Guest,
suonano un pezzo strumentale, un'introduzione Mambo per *scaldare i
motori*... Suono forte e potente, Mambo "a toda velocidad" così come
dal titolo dell'ultimo recente disco di Frankie Morales. Se si doveva
capire *di che pasta sono fatti* il suono rende l'idea, la
serata promette bene.
Frankie Morales
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Il secondo
brano è "Gandinga", dall'ultimo disco di Frankie Morales, che sulle
note di questo pezzo entra nella scena, e se la prende tutta la prima
linea, con quella voce magari un po' scura, ma forte, intensamente
intonata e potente, ci fa capire da dove viene, la scuola oltre a
quella del Barrio è anche quella del Mambo del Palladium, di cui lui
come altri musicisti dell'orchestra ne sono indirettamente discendenti.
Frankie oltre che con "La Voz", ha cantato nel tempo con Los Hermanos
Lebron, con Tito Nieves, con Estrellas Cayman, cioé la Cobo, con Son
Boricua... ma ha cantato anche con Machito, ed é stato il cantante
degli ultimi anni della Big Band di Tito Puente, con cui ha anche
inciso diversi dischi, prima di giungere a questa orchestra, la sua,
con cui ha già all'attivo 2 dischi ("Mambo of the times" e "A toda
velocidad" ).
Una voce in grado d'imporsi sul mambo dei fiati, diretti da un ottimo
Orlando Peña, un trombonista portoricano di stazza
imponente, capelli rasta, fa uscire anche quel suono da
barrito d'elefante, tipico della scuola neworkina che fu di Barry
Rogers (ricordate "La Perfecta" di Charlie e Eddie Palmieri?)
Sezione fiati che con le due trombe e un Sax tenore, e sorpresa al Sax
Baritono una donna, quella Carmen Baloy portoricana, presente
da almeno una ventina d'anni a New York nella duplice veste di
insegnante di Musica in un Conservatorio e nella scena della Salsa
suonata. Il Sax baritono, un importante e non secondario strumento, che
caratterizza molto il Mambo della scuola Palladium. Una sezione così
come ci vuole del resto in un'orchestra Mambo dove se sono bravi come
in questo caso, è forte la pressione dei fiati così come il *treno*
della percussione, guidato alle Congas
da Eddie Montalvo (un nome una garanzia...), si proprio lui, quello
della "Estrellas de Fania", che accompagnava di solito Ruben Blades,
anche con i "Seis del Solar", l'ultima Orchestra del cantante panameño
della Salsa a NY... un conguero quindi con cui lo stesso Yomo
Toro aveva suonato insieme all'epoca della Fania. Poi Ray Colon al
Bongò e Campana, quello che suona abitualmente con i Mangual, ma anche
il bongosero/campanaro di Marc Anthony. Alcuni di questi musicisti tra
l'altro, finita questa tournée in Europa ne hanno subito un'altra
proprio con Marc Anthony, a carattere mondiale, Yomo Toro mi diceva
circa 25 date, per presentare il Film e il disco che lo stesso artista
interpreta nel ruolo di Hector Lavoe, il cantante più amato nella
comunità latina di ceppo Borica del Barrio salsero. Poi ai Timbales, un
ragazzo giovane detto "El Chino", completava la sezione ritmica. Un
poliedrico artista che a New York fa anche il modello e l'insegnante di
ballo, di buona scuola musicale anche lui...
Yomo Toro
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Al 3° brano entra in scena Yomo Toro, nel
caloroso abbraccio del pubblico che lo applaude e anche gli fa festa
per essere li a 74 anni nel giorno del suo compleanno. La scena è tutta
per lui, il faro lo illumina, impugna il Cuatro, lo strumento a corde
tipico della tradizione di Portorico e suona una sonata strumentale che
spero di non sbagliarmi, mi è parso di riconoscere in "Minerva", un
brano che prende il titolo dal nome di sua moglie, a cui è
evidentemente dedicato.
Mi saluta anche pubblicamente annunciandomi come suo ex pianista a NY...
Forte per me l'emozione, mi ritrovavo dopo tanto tempo ad assistere a
un concerto di Yomo Toro, e l'ultima volta che ci eravamo visti era
viaggiando insieme fino al Festival di Musica del Caribe che si teneva
tutti gli anni a Cartagena in Colombia, però io come pianista del suo
Conjunto, in una memorabile serata suonando sulle mura del
castello di Cartagena, con una caliente platea di decine di migliaia di
persone, in quella che a sorpresa sarebbe stata l'ultima serata a
fianco del grande artista, a causa di problemi di visti per cui dovetti
forzatamente interrompere la tournée...
Yomo Toro che nella Salsa è una leggenda, amato e stimato da tutta la
comunità latina panamericana, è considerato la massima espressione di
quella cultura musicale tradizionale a Portorico, ad esempio quella
della Plena da cui proveniva, suonando in trio e quartetto, prima a
Portorico da giovane, poi a NY, dove incursiona anche in altri generi
ad esempio incidendo alcuni dischi con uno dei gruppi più conosciuti
della canzone latinoamericana, "Los Panchos", prima di entrare nella
"Salsa", cioé quando comincia a registrare con il Tres cubano con Larry
Harlow (è suo il Tres in "Homenaje a Arsenio" di Larry Harlow) e con il
"Tumbao" di Johnny Pacheco e introducendo il Cuatro nella "Salsa"
stessa, il giorno in cui Willie Colon lo volle in sala di
registrazione, aspettandolo con una chitarra elettrica, ma Yomo Toro,
*testardo* si presentò proprio con il Cuatro (orgoglioso di portare con
se il tipico strumento di Portorico, e con esso tutta la tradizione
musicale di quel paese). Johnny Pacheco in quell'occasione vedendo
arrivare con il Cuatro, stentava a credere che avrebbe poi
effettivamente registrato con quello strumento *Jibaro* insieme con
Willie Colon nel disco di canzoni dedicate al Natale "Asalto Navideño"
che è risultato essere nel tempo uno fra i più venduti di tutta la
produzione Fania, erano gli anni fra la fine dei '60 e l'inizio dei
'70, successivamente Yomo Toro incide e suona anche con le "Estrellas
de Fania" di cui ne diventa stabile componenete, ma ha suonato e
registrato anche con altri nomi illustri come la Sonora Ponceña di Papo
Lucca, avendo all'attivo più di 150 dischi crossando diversi generi
musicali, come ad esempio in "Rei Momo" insieme con l'artefice
riconosciuto della "New Wave" David Byrne (leader dei Talking Heads)...
Yomo Toro che ha musicato uno dei primi film di Woody Allen "Il
dittatore dello Stato libero di Bananas", si può dire, un artista con
una carriera completa al massimo livello.
Detto anche *Il Jimy Hendrix della musica latina*, perché mancino come
il celebre chitarrista Rock, Yomo Toro in questa bella serata ci fa
capire con il suo solito e tipico virtuosismo allo strumento, che a 74
anni anni va forte come un treno così come è sempre andato, auguri
Yomo, accompagnato sul palco a causa di problemi ad un ginocchio, una
volta seduto, con il suo Cuatro prende una marcia che non lo ferma più
nessuno, veramente bravo!!!
L'orchestra ora al completo, attacca un brano, è lui, il brano Re del
genere Mambo, quel "Castellanos que bueno baila usted" che con Benny
Moré tanto faceva impazzire La Habana degli anni '50, rifatto in tante
versioni, che aiutò anche Oscar D'Leon a dare una spinta alla sua
carriera di cantante sonero, ma allo stesso tempo che "rinfrescava"
anche la tradizione cubana, divulgandola in tutta l'America Latina e
nel mondo alle nuove generazioni attraverso nuovi arrangiamenti, e che
in questa occasione, cambiando il coro le parole in "Yomo Toro que
bueno toca usted" funge anche da brano ideale per *lanciare* Yomo Toro
attraverso le sue magistrali improvvisazioni e per celebrarlo nel
giorno del suo compleanno, e così è stato, un *signor* Mambo che ha
scaldato e entusiasmato tutto il pubblico.
Finito il mambo, l'orchestra con quel cadenzioso tipico ritmo di
Panamà, attacca subito "La murga", uno dei cavalli di battaglia di
Willie Colon con Hector Lavoe e Yomo Toro... "Vamos a bailar
la Murga, la Murga de Panamà"...
Poi un tributo al Maestro Tito Puente di cui Frankie Morales ricorda di
aver condiviso la scena negli ultimi anni della sua carriera di
*Signore del Mambo, della Guaracha, del Bolero, del Latin Jazz*... quel
Tito Puente che sosteneva che questa musica ballabile è composta da
generi musicali che hanno un proprio nome, e che "Salsa" invece era
solo una parola convenzionale, di facile presa, utilizzata dai
discografici per *vendere i dischi*...
Quindi attaccano un arrangiamento evidentemente di Tito Puente, a mia
sorpresa è una nota canzone cubana, "Donde està Miguel" che non
ricordavo nel repertorio del grande Maestro dei timbales. Poi ancora un
Mambo che non sono riuscito a riconoscere, che aveva pressapoco questo
coro: *Oye mi mambo oye mi guaguancò, mambo duro de Nueva York, mambo
en clave de guaguancò*. Frankie Morales, che la madre aveva avviato
agli studi di musica in un Conservatorio e subito da ragazzino cantando
con Joe Bataan e Hector Lavoe, della *scuola* del Barrio, ma allo
stesso tempo cultore del Mambo, quello del Palladium, che aveva fra i
principali protagonisti proprio Machito e Tito Puente, e di entrambi
nella sua carriera è stato cantante, un sonero capace nel pregon, di
ottima scuola anche nel tenere il palco, a un certo punto ha anche
ballato con la sua futura moglie nel tipico stile di cui è capace il
vero *salsero*, cioé con sabor e senza tanti fronzoli come aimé si
vedono a volte da queste parti in Italia, dimostrando di saperlo
condividere con Yomo Toro, dandogli massima luce, così come fa un vero
artista che sa essere non solo galantuomo, ma anche rispettoso della
grande personalità musicale che aveva di fianco. Yomo Toro è un
musicista virtuoso dalla carriera formidabile, direi il maggior
responsabile nel far conoscere al mondo dell'esistenza del Cuatro,
strumento che grazie a lui è entrato anche dentro la "Salsa", il
messaggero nel mondo della tradizione della musica di Portorico, per di
più per la prima volta in Italia e celebrando anche il suo compleanno...
L'orchestra e in prima linea Frankie Morales aveva già conquistato il
pubblico, il cantante chiede alla platea se gli piace il Bolero, se ha
voglia di ascoltarne uno... la risposta è come da copione in coro e
scontata, siiii... e inizia un medley di autoria Puente e Colon. Sulle
note *profonde* dell'armonia del Bolero, mi ritornavano nella testa
quelle parole d'insegnamento (accompagnate all'epoca da dimostrazioni
pratiche di possibili sviluppi d'armonia di un Bolero) quando Yomo Toro
con il Cuatro e io al Piano 20 anni prima durante le prove, una volta
mi disse: "Paolo, il Bolero è armonia, se impari bene a suonare con il
piano il Bolero, dopo la "Salsa" te la mangi in un boccone"... il
Bolero un genere veramente impegnativo per un pianista a suonarlo
bene...
Dopo il medley di
Bolero l'orchestra riprende *la mossa* con il brano "Yambere", un bel
mambo, a cui segue un brano dal vecchio disco di Frankie Morales "Mambo of the times" e siamo nel
bis, dove nella parte finale la scena viene lasciata proprio a Yomo
Toro che fa una lunga *piece* esaltando non solo le peculiari
sonorità di questo tipico strumento a corde della musica tradizionale
di Portorico che è il Cuatro, ma anche le sue capacità di mantenere nel
tempo quella sua peculiare abilità nel suonarlo racchiusa tutta nella
profonda conoscenza dei vari generi della tradizione Borica insieme
alla particolare destrezza e velocità delle sue dita, che scorrendo
sulla tastiera dello strumento senza alcun minimo affanno, ne fanno
uscire dalla cassa armonica, quelle note d'armonia *gorda* e con tutta
la dulzura di cui può essere capace un vero e riconosciuto Maestro che
tanto ha contribuito a far conoscere al mondo la tradizione della
musica di Portorico, e proprio attraverso la "Salsa". Nella sua
improvvisazione con il Cuatro, il Maestro Yomo Toro ci fa capire anche
di conoscere diverse tradizioni musicali, ricollegandosi in un
simpatico poupurrì, anche a melodie della tradizione popolare
napoletana e dell'Italia meridionale.
Una bella serata di quelle non comuni, il pubblico vario e caloroso,
tanti latini di diverse provenienze, mi è parso di non vedere tanti
appassionati del ballo in linea e di *Salsa made in New York* che pure
ci sono nelle discoteche latine in Italia e a Milano... che dire?
grazie al Latinoamericando per l'offerta di quest'occasione più unica
che rara di poter permettere in Italia di vedere all'opera
un'ottima Orchestra Mambo con un cantante di tutto rispetto, Frankie
Morales "El Nene", accompagnare quel gran artista che è Yomo Toro.
Cultura con Sabrosura.
Milano 26/7/07
Pachanga, Frankie Morales "El Nene", Yomo Toro
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Paolo Pachanga
Luglio / Agosto / Settembre 2007
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