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1) Le origini
Agli inizi del 16 secolo i re cattolici spagnoli, Fernando di Aragona e Isabella di Castiglia, ordinarono che gli strumenti a corda fossero introdotti dai colonizzatori nel Nuovo Mondo come strumento di persuasione religiosa. Alcuni marinai, di loro iniziativa, portarono piccole chitarre e Tiples (strumenti molto popolari a quel tempo ed utili per fare compagnia nelle lunghe traversate oceaniche).
Una volta installatisi, i conquistatori ed i missionari, poterono ascoltare le melodie al Punteo (toccando lo strumento con un solo dito che graffia le corde) de la Vihuela (antico strumento di sei corde doppie antecedente a la chitarra) e così sentire la nostalgia del loro paese natale.
Successivamente nacquero strumenti come la chitarra, simile a quella dei colonizzatori, creata con la mescolanza di schiavi liberi africani, mulatti e contadini grazie ai rispettivi loro strumenti e materiali regionali. La ragione di queste imitazioni è ovvia poichè gli strumenti spagnoli non erano accessibili ai locali per il loro prezzo e scarsa reperibilità. In questo modo, varianti locali molto particolari di questi strumenti di corda, come i Tiples, Bandolinas, Tres e Cuatro sono rimasti in America anche dopo che gli Spagnoli tornarono in Europa alla fine del secolo scorso.
"Nessuno di questi strumenti obbedisce nella sua costruzione ad una logica artistica; il poco valore degli stessi fa sì che in quest' opera si impegnarono solo i contadini, la maggior parte dei quali spesso si avvalevano di strumenti poco adatti alla loro costruzione. E' interessante segnalare l' allontanamento seguito dagli strumenti nazionali a corda dai modelli originari dovuto alla carenza di utensili." (Francisco Del Valle Atiles 1887)
In questo modo nascono un gran numero di varianti di strumenti a corda chiamati Bandolina, Tiple, Tres, Cuatro e questi perdurano nei Caraibi fino ai nostri giorni, nonostante gli spagnoli avessero abbandonato quelle terre da più di cento anni.
2) Il Tres a Cuba
A Cuba, all'inizio del secolo tra la gente mulatta, il Son nacque come genere di canzoni ballabili nel quale si distaccava il suono persistente di uno strumento a corda che alternava tra la melodia ed una frase di quattro misure chiamata montuno. Il montuno è la struttura ritmica di questa musica. Originariamente la melodia come il montuno del Son poteva essere suonato indifferentemente da una chitarra, un Tiple o una Bandola; più tardi i tre strumenti vennero sostituiti dalla fusione originale dei tre strumenti: il Tres cubano.
La forma originale del Son consisteva in melodie ispirate da antiche coplas spagnole accompagnati da una chitarra e da una Marimbula (cassa vuota della grandezza di un televisore formata da stecche di metallo provenienti da un orologio da muro, toccati per produrre suoni con basse frequenze da un musicista seduto sopra lo strumento) o una Botjia (una bottiglia grande di ceramica con un buco nel quale si soffiava producendo suoni bassi). Alcuni esperti sostengono che l'antecedente storico diretto del Son fu un genere chiamato Changuì. Esistono alcuni gruppi folcklorici a Cuba che tuttora suonano questa musica dell'oriente cubano. Il Conjunto di Son si sviluppò crescendo fino a includere sei o sette musicisti (sestetto o septeto) che erano formati da una chitarra, un Tres, Maracas, Claves (suonate di solito dal cantante principale), Bongos, una o più trombe una seconda chitarra ed una Marimbula o Botjia. Il registro basso fu affidato alla Marimbula o Botjia, però questi strumenti caderono in disuso aprendo la strada alla sostituzione con il contrabasso.
Il Tres cubano cominciò con l'essere un rustico adattamento della famiglia spagnola degli strumenti a corda che furono popolari in Spagna durante la epoca coloniale: il nuovo Laud, la Bandola e la Bandurria. Lo storico del secolo diciassettesimo Bermudo, descrive una Bandurria formata da tre file di doppie corde come il modello di ispirazione per la realizzazione dei primi Tres. Si dice che il Tres più antico fu fatto con casse rettangolari di baccalà, molto probabilmente da dei lavoratori afrocubani del porto. Si suonava generalmente con le unghie o con un plettro.
Il Tres si sviluppò come un oggetto artigianale raffinato, e perse la sua forma rustica di mandolino, crescendo di grandezza, però mantenna la sua forma di bandurria, simile ad una pera. Forse cercando una sonorità più ricca, Arsenio Rodriguez ed Isaac Oviedo suonavano la parte spettante al Tres con una chitarra spagnola adattata a Tres, cioè con tre file di corde doppie. Queste chitarre adattate talvolta avevano il manico accorciato per porre scale più ravvicinate. Oggi a Cuba le chitarre adattate sono quelle che si vedono più frequentemente. Con la diffusione del Son nei cabaret e nei locali da ballo il ruolo del Tres nel suonare il montuno fu progressivamente assorbito dal piano e, di conseguenza, diminuì l'importanza data ai treseros nella musica popolare moderna. Oggi però assistiamo ad un rinascimento del Son non solo nelle forme tradizionali del Son ma anche nelle presentazioni musicali a cui assistiamo sui mass media.
3) I treseros cubani
Dagli inizi del 900 emersero vari leggendari treseros cubani: Nenè Manfugas, Carlos Godines (Sexteto Habanero), Arsenio Rodrigues, Isaac Oviedo, ed Eliseo Silveira. Loro sono considerati veri e propri tesori nazionali della musica cubana. Conosciuto come bohemienne ed artista di strada, Nenè Manfugas portò la sua musica dalle remote campagne di Baracoa alla città di Santiago di Cuba intorno al 1880. Manfugas suonò i primi Son in un modo intenso nonostante la rusticità del suo Tres e così facendo proiettò il Son come genere nazionale.
Arsenio Rodrigues era un grande compositore e tresero di Matanzas. Perse la vista in gioventù però riuscì ugualmente a sviluppare uno stile unico che si impose come la forma standard di suonare il Tres. Durante gli anni 50 la sua musica parve obsoleta nella sua patria e così, come tanti altri musicisti caraibici, scelse di andarsene a suonare a New York per le migliaia di cubani e portoricani lì espatriati. Quando morì a Los Angeles all' età di 61 anni lasciò un tesoro di composizioni originali.
Isaac Oviedo
Septeto Nacional
Pancho Amat
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Isaac Oviedo altro grande tresero di Matanzas nacque nel 1902. Durante gli anni 20 fece parte del Septeto Matancero e viaggiò nei Caraibi e negli Stati Uniti durante gli anni 20 e 30, lasciando una grande impressione in tutti i posti che visitava. Durante gli anni 20 il Sexteto Nacional di Ignacio Pineiro fu uno degli ambasciatori che portò il Son in America latina.
A Pineiro si atribuisce il fatto di aver introdotto il Son nelle sale da ballo e di averlo quindi reso poplare anche come ballo. Nel 1977 i musicisti ancora in vita del Sexteto Nacional si riunirono nuovamente. Da quell'incontro fu tratto un documentario che voleva rendere tributo a Pineiro ed ai suoi compagni di quell'avventura ormai ottantenni.
Purtroppo, mentre tutti i leggendari treseros sono scomparsi, una nuova generazione di treseros eccezionali continuano ad alimentare la fiamma del Son e dei suoi generi derivati. Tra i treseros più ammirati si incontrano Francisco Amat, ex tresero del gruppo di Adalberto Alvarez.
Un altro grande tresero, al livello di Francisco Amat per destrezza e tecnica, è Juan de la Cruz Antomarchi, conosciuto come "Cotò". Suonò con Elio Revè ed ora ha una carriera autonoma con la sua banda e suonando nel gruppo Cubanismo.
Altri treseros importanti sono:
- Alejandro "Mulato" Rodríguez - Cuarteto Machín
- Félix Ganuza - Cuarteto Machín
- Papi Oviedo - Conjunto Familia Oviedo, Orq. Revé
- Reyes "Chito" Latamblet (è il tresero a cui si riconosce il grande merito di aver sviluppato uno stile "changuisero" nell'esecuzione del Tres)
- Storch - Cuarteto Caney
- Niño Rivera - Estrellas del Areito
- Francisco "Pancho" Amat - Manguaré, Adalberto Alvarez
- Juan de Marcos González - Sierra Maestra, Afro-Cuban All Stars
- Guillermo Céspedes - Conjunto Céspedes
4) Il Tres a Portorico
Mario Hernandez
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Il concetto di un tres portoricano non si comprende a fondo se non si comprendono le strette relazioni culturali tra Cuba e Portorico attraverso i secoli, tanto che poeticamente i due paesi sono definiti "las dos alas de un solo pajaro". Una delle conseguenze di questa vicinanza ha dato modo che il Tres fosse adottato a Portorico ed adattato in uno strumento diverso per forma, dimensioni ed incordatura ma con un'impronta comune: il Tres portoricano.
Dai tempi dell'imposizione della cittadinanza statunitense, 1917, i "boricuas" emigrarono a New York per tentare di migliorare le loro condizioni di vita. I musicisti non fecero eccezioni. Dal principio dellla decade del 1920 i portoricani registrarono per le discografiche nordamericane la musica che era alla moda nella comunità portoricana. Molta di questa musica era essenzialmente musica con radici cubane. L'industria discografica era molto controllata e gli stili musicali erano imposti dall'alto e non scelti dai musicisti ed era più economico contrattare artisti locali a New York piuttosto che viaggiare a Cuba, Santo Domingo o Portorico e registrare lì. E' per questo motivo che esistono tante vecchie registrazioni con Sones e Guarachas suonate da artisti portoricani residenti a New York. Fu in questo contesto che i portoricani si videro costretti ad adottare il Tres come strumento del loro repertorio. Compositori come Rafael Hernandez, Pedro Flores, Placido Acevedo, Pedro Piquito Marcano, ed altri ancora, composero in questa linea commerciale che permetteva loro di raccontare i sentimenti per la patria, le loro pene ed i loro amori, su di una base essenzialmente cubana.
Questa generazione di musicisti compose maggiormente Guarachas, Sones, Boleros, Rumbas, Congas, tutto di radice cubana, lasciando in disparte i generi portoricani del Aguinaldo, Seis, Danzas o Plenas.
Date queste condizioni è normale comprendere come molti musicisti portoricani divennero personaggi di riferimento per quanto riguardava il Tres ed il suo ruolo nella musica.
Qui di seguito elenchiamo alcuni musicisti di Tres che si sono distaccati nell'interpretazione di questo strumento:
- Guillermo "Piliche" Ayala (1906-1993) - (probabilmente il primo tresista portoricano, allievo del tresero cubano Isaac Oviedo che arrivò a Portorico assieme al gruppo Septeto Matancero di Graciano Gómez)
- Yayito Maldonado - Quinteto La Plata, Sexteto de Pedro Flores, Canario y su grupo
- Reyes - Cuarteto Marcano (Los Carreteros)
- Cándido Vicentí - Sexteto de Pedro Flores, Quinteto La Plata
- Luis "Lija" Ortiz - Sexteto Caravan
- Juan Irene Pérez "Figurín"
- Mario Hernández - Los Diáblos del Caribe, Sonora Borinquen
- Yomo Toro - Larry Harlow, Fania All Stars
- Tuto Feliciano - Cuarteto Yari
- Máximo Torres
- Charlie Rodríguez - Orq. Johnny Pacheco
- Nelson González - Conjunto Folklórico Experimental, Típica 73, Cachao, Marc Anthony
- Tito García - Sexteto Moderno, Pleneros de Truco
- Oscar Ríos - Borincuba, Pete "El Conde" Rodríguez, Conjunto Clásico de NY, El Sabor de Nacho, Mickey Cora y la Orquesta Cabala, Conjunto Caney, Pacheco y su Tumbao, Cachao
- Louis García - Conjunto Canallón, Cheo Feliciano
William Cumpiano
Gennaio / Febbraio 2006
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