La rivoluzione più grande fu provocata dall'ingresso in pianta stabile sia nel conjunto
di son che nell'orchestra di charanga delle congas, tipico strumento
percussivo di ascendenza africana.
Questo evento influenzò completamente il suono di queste orchestre e portò
alla nascita di nuovi ritmi. Il primo a vedere la luce fu il mambo, conosciuto all'inizio come danzon de ritmo nuevo,
creato da Orestes Lopez nel 1938. Il musicista cubano suonava piano e violoncello nella celebre orchestra Arcano y sus Maravillas, che fu proprio
una delle prime ad inserire le congas nella tradizionale formazione di charanga. A questa formazione (nella quale militava anche il
mitico contrabbassista Israel "Cachao" Lopez, fratello di Orestes), si deve la registrazione di una innovativa composizione musicale
che al tradizionale danzon (di solito eseguito in due parti) aggiungeva una terza parte più movimentata
battezzata mambo.
Nella realtà dei fatti il ritmo inventato da Orestes
Lopez era più parente del vecchio danzon che del moderno mambo.
Nella nuova composizione di Lopez, motivi sincopati derivanti dal son montuno
si univano a improvvisate variazioni di flauto. Ancora mancava al nuovo ritmo
quell'energia che solo l'introduzione di una possente sezione di fiati era in grado di
regalargli. Un grande contributo per la definizione del nuovo ritmo lo diede il già popolarissimo
Arsenio Rodriguez che sviluppò un contrappunto musicale denominato diablo.
Rodriguez autentica stella del son, era considerato
un virtuoso della tipica chitarra cubana denominata tres ed era soprannominato
el cieguito meravilloso perchè da piccolo un calcio di un asino lo aveva reso cieco.
Nel 1948 un pianista fino allora sconosciuto, Perez Prado,
mise nella valigia il mambo di Orestes e il diablo di Arsenio e pieno di speranze andò
in cerca di fortuna in Messico dove, ispirandosi al suono delle big band
americane (che stavano vivendo il loro magico momento) seppe dare gloria mondiale
al nuovo ritmo. Perez Prado fu il primo ad intuire la carica esplosiva del mambo, ne accellerò il ritmo e
soprattutto, lasciando da parte flauto e violino, diede spazio alla sezione fiati, in particolare
i sassofoni, corredando il tutto con l'energia delle percussioni cubane.
Il nuovo ritmo ebbe subito un successo strepitoso
che fece il giro del mondo. Il primo successo di Perez Prado fu "Rico Mambo",
composto nel 1951, ma a questo fortunato brano seguì una serie incredibile di
successi come "Patricia", "Mambo n. 5", "Ciliegi Rosa" etc etc. In molti paesi,
incluso la Colombia, il mambo fu proibito. Come ci racconta lo
stuodioso colombiano: Josè Arteaga: "La chiesa cattolica si mise a capo di
questa crociata inquisitoria bollando il nuovo ballo come indecente ed osceno,
soprattutto a causa delle contorsioni erotiche che realizzavano i ballerini
durante la sua esecuzione.
Nel 1955 il vescovo di Santa Rosa de Osos,
monsignore Miguel Angel Builes, promulgò un editto e guidò una campagna
per ristabilire la morale della città, sovvertita a suo dire, dalla musica
del Caribe, dalle sue pellicole e dai suoi balli licenziosi.
Il vescovo nel suo manifesto condannò il neo-paganesimo provocato dalla
rivoluzione sessuale, dai bagni misti, dal mambo e dalle altre moderne
invenzioni giunte dall'inferno per mandare in rovina una società che
era ormai sconvoltanel suo ordine morale".
Persino il cinema si interesso al nuovo ritmo
e ne propagandò il mito grazie a storiche pellicole come "Al son del mambo",
"Son Veracruz es bello", "Coqueta" e "Al compas del mambo".
Grande successo il mambo lo ottenne anche in Italia dove entrò a far
parte della colonna sonora di film storici come "La dolce vita" di
Federico Fellini e "Riso Amaro" con la bella Silvana Mangano.
In realtà il mambo ebbe un gran successo soprattutto al difuori di Cuba
che al suo interno. Anche i ballerini cubani dell'epoca ne rimasero
solo in parte conquistati in quanto il mambo non divenne mai un ballo
veramente popolare. Le sue figure i suoi passi non nascono infatti
da un evento spontaneo ma sono frutto della creazione di alcuni coreografi
che, intuendone le enormi possibilità, lo introdusserro con una vena
leggermente scandalistica nelle loro riviste e nei loro spettacoli di cabaret.
Il passo base del mambo è molto semplice.
I ballerini entrano sul primo tempo marcando il piede sinistro in avanti per
riportarlo nel secondo tempo allo stesso punto di partenza per poi
eseguire lo stesso passo con il piede destro, marcando così tutte le otto
battute del tempo. Il tutto viene eseguito arminizzando il movimento delle mani
che si muovono sempre in maniera opposta a quella dei piedi.
Un'altra variante è costituita dal classico passo avanti ed indietro
caratterizzato da un doppio battere di mani ed un leggero piegamento
quando si va avanti con il piede sinistro ed un'alzata di busto e di mani
quando si marca con il destro indietro.
La terza variante consiste nell'effettuare un piccolo twist sul posto
per poi scalciare il piede in aria prima da un lato, poi dall'altro.
Più elaborato il mambo newiorchese
che come vedremo in seguito avrà sicuramente una grande influenza
sia sulla salsa che sul mambo internazionale, che sarà adottato dal
mondo delle danze standard latino americane.
Enzo Conte

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