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Santa Palabra
N. G. La Banda (1992)
 


coro: Santa Palabra lo que me dice un dicho, no escondas los santos o te haran el juicio (bis). Hay muchas personas que esconden los santos, por el dia rien y por la noche llanto, para abrir camino (Echun beleke) busca un Elleguá, pues sin este santo todo va pa'tras. Al cruzar el mar prende a Yemayá, pues como te lleva, asi te traera. Eso es.

coro: Parola Santa è quella che dice un detto: "non ignorare i santi o te li farai nemici" ci sono molte persone che ignorano i santi, il giorno ridono e la notte piangono, per aprirti il cammino cerca Elleguá, poichè senza di lui niente arriverà se tu vai per mare prendi a Yemayá, poichè come ti porta così ti riporterà. Cosi è!

coro: Quiere a Obbatalá, que es santo mayor pídele la paz y pídele el amor. Ay, Changò, mi padre, dame buena luz, dame la nobleza y dame la salud. Habla con Oggún si tienes un problema, pues con su machete él resuelve es dilema.

coro: No levantes nunca la mano a una mujer. Ochùn te esta mirando, ella si tiene poder. Quiere a Babalú, santo milagroso, pídele salud, pues sin salud no hay gozo. No busques problemas con la señora Oyá, pues para el cementerio a ti te llevará si quieres saber, oye bien, lo que va a pasar, pregunta al gran Orula, adivino estelar, oye, que todo lo sabe

coro: No, no, no, no, no, no esondas los collares ni lo santos por temor al que diran, oye, porque los santos lo malo te quitan y muchas cosas buenas que te dan

coro: para seguir adelante el camino hay que contar con Elleguá, Elleguá, Elleguá Vaya q' sabor.

coro: Dame la firmeza cuando estoy cantando, asi que todos los santos ahora mismo, señores, vengan a mi.

coro: Yo me despojo, señores, oye, con flores blancas para que ahora mismo, mira, se me caliente la garganta.

coro: Oye despojate, quitato lo malo, échalo para atras, limpiate mi hermano.

coro: Despojate, quitate lo malo, échalo pa'tras, limpiate, mi hermano.




coro: Ama Obbatalá, che è un santo maggiore chiedigli la pace e chiedigli l'amore. Changò, padre mio, mostrami la luce, dammi il rispetto e dammi la luce, dammi il rispetto e dammi la salute. Parla con Oggún se hai un problema, poichè col il suo machete risolve il tuo dilemma.

coro: Non alzare mai la mano contro una donna Ochún ti sta guardando, lei può ogni cosa. Ama a Babalú, Santo miracoloso, chiedigli salute, poichè senza salute non c'è gioia. Non cercarti problemi con la signora Oyà, poichè al cimitero lei ti condurrà. Se desideri sapere quello che succederà, domanda al gran Orula, indovino stellare, che tutto sa.

coro: No, no, no, no, no, non nascondere le catenine dei santi non ignorarli per il timore delle chiacchiere poichè i santi ti allontanano il male e ti fanno del bene.

coro: Per continuare il cammino bisogna contare su Elleguá

coro: Dammi la calma quando sto cantando così che tutti i santi, in questo stesso attimo, vengano a me!

coro: Io mi scuoto con fiori bianchi perchè ora stessa mi si riscaldi il canto.

coro: Ascolta, scuotiti, allontana il male e buttalo dietro di te, purificati, fratello mio!

coro: Ascolta, scuotiti, allontana il male e buttalo dietro di te, purificati, fratello mio!

y siete cocos y una manzanita para Santa Barbara bendita quatro velas en la mano y todo te sale bien mi hermano!

Prendi sette noci di cocco e una piccola mela per Santa Barbara benedetta, quattro candele nella mano e tutto ti riuscirà bene, fratello mio!

La canzone affronta uno dei temi ispiratori da sempre della musica cubana: la santeria. Non è certo questa la sede adatta per descrivere il complesso sistema religioso-culturale che esprime la santeria, semmai il nostro interesse stà nella comprensione del protagonismo di questo culto nella società cubana attuale e dei riflessi nei testi delle canzoni. Nella santeria la religione cristiana-cattolica si fonde con le credenze religiose africane dando vita ad un sincretismo religioso la cui spiritualità si tinge di magia. Gli Orishas (santi) sono le divinità protagoniste nella santeria: ad ogni orishas corrispondono dei tratti distintivi (colori, costumi, oggetti), poteri differenti nonchè una simbologia ed una gerarchia ben definite e naturalmente una ricorrenza consacrata.

La canzone composta nei primi anni novanta interpreta e fotografa un momento storico in cui la spiritualità religiosa del cubano viene assimilata dalla società e prende nuovo impulso dall'energia positiva che la diffusione del fenomeno alimenta. Nel bene e nel male. Gli Orishas divennero così "di moda" nei primi anni novanta, portando alla luce assieme al recupero delle radici culturali anche uno pseudo folclore ad uso e consumo della grande massa di turisti riversatisi sull'isola a caccia di facili esotismi. Ancora oggi a Cuba, come del resto avviene in quasi tutte le religioni contemporanee, alla santeria viene applicato un rudimentale marketing capace comunque di commercializzare collanine, oggetti simbolici, consultazioni con il Babalawo (sacerdote), o, per i più introdotti, le stesse cerimonie d'inizziazione. Nonostante ciò la canzone incita alla difesa di questo sistema culturale invitando il credente ad esibire la propria fede con orgoglio, anche a traverso l'usanza di adornarsi di coloratissime collanine che i cubani sempre portano con se in segno di adorazione per i santi.


Claudio M.
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