Questa simbiosi gli ha permesso una grande libertà nel comporre. Come artista popolare a capo di una delle orchestre più famose
del paese ha iniziato una crociata a favore del ballo di coppia tesa a rivitalizzare il ballo Casino.
Nell' interesse primario di conoscere le cause che lo convinsero ad
impegnarsi in questo gli abbiamo chiesto un intervista che con grande generosità ci ha concesso.
Adalberto Alvarez ci accoglie nella sua casa e, nella tranquillità del suo studio iniziamo a
conversare.
D:
C' è un nuovo interesse per il Casino. Innanzitutto che cosa è il Casino e perchè lo hai sponsorizzato con tanto fervore?
R:
Io credo che la situazione del ballo a Cuba era giunta ad un punto critico. Bisognava far qualcosa
poichè giorno dopo giorno si stava perdendo la tradizione del ballo di coppia e
non si trattava di inventare un ritmo, una nuova tendenza, un ballo. Era una mia inquietudine come
musicista e chissà anche come spettatore di situazioni in cui mi sono trovato ad
osservare le persone che suonavano e quelle che ballavano. Vedevo il ballo di coppia perdersi a favore
della moda di ballare separati ormai presente in tutto il mondo e originatasi nelle
discoteche di musica tecno.
Il Casino non è nulla di nuovo, è una cosa molto vecchia che si cominciò a ballare quì negli anni 50.
Ho sempre avuto il desiderio di un rilancio del Casino: tra i giovani perchè scoprano il
ballo di coppia ed anche tra i molti che non sono più giovani affinchè possano vedere nel rilancio del
Casino una rinascita della loro anima danzante.
In realtà anche questi ultimi nella loro gioventù ballavano Casino anche se non sapevano che si chiamasse
così. Il ballo del cubano, da un certo punto in poi, è stato il Casino; la gente
ora esegue giri, inventa cose, a misura dei tempi che cambiano. Logicamente il Casino che si balla ora non
è quello degli anni 50. Io credo che mancasse la scintilla, qualcuno che
ponesse il detonatore per far riesplodere la cosa e per far dire alla gente: "Tutti a ballar Casino!".
Ci venne l'idea di lavorarci sopra. Cominciammo con il nostro disco "Para bailar Casino" pubblicato
dalla Bis Music una casa discografica sempre all' avanguardia. Io sostenevo che
se qualcuna delle orchestre importanti del paese appoggiava la rinascita del Casino ne avremmo guadagnato
tutti poichè la musica cubana per se stessa richiede il ballo di coppia.
Facemmo questo disco e inoltre parlammo con Victor Torres, direttore della Televisione Cubana, con cui
ideammo un programmma televisivo che va in onda la domenica e si chiama
"Para bailar Casino". Organizzammo il primo incontro di Ruedas di Casino che realizzammo in estate a
Matanzas e Varadero. Tutto questo fu come una palla di neve che crebbe molto.
Ho appena ricevuto una chiamata dal direttore della Televisione che mi commentava del programma che si è girato
ieri alla Tropical. Non è stato pubblicizzato ed ha avuto un grande riscontro con
camion interi di persone giunti da ogni luogo per ballare Casino.
Sono molto contento di ciò che sta succedendo. Abbiamo dovuto ampliare il programma che ora prevede spazio
per competizioni di Ruedas e ballo di coppia nelle quali partecipano
intere famiglie. Ricevemmo richieste di partecipazione al programma televisivo da parte di Ruedas di
Santiago de Cuba e da Holguin. Sono cose sorte strada facendo e che adesso
vediamo in tutto il paese. Mi riempie di allegria che la mia orchestra sia già identificada con il ballo
Casino. Mi piacerebbe fosse lo stesso per altre orchestre. Sono stato a suonare a Bejucal (cittadina vicina all' Avana)
e sono rimasto sorpreso e soddisfatto del lavoro svolto vedendo una gran quantità di
Ruedas e di coppie che ballavano Casino. Io che sempre mi lamentavo ai concerti
vedendo la gente che non ballava in coppia e che solo accennava a muoversi separatamente il momento in cui
iniziavano i cori. C' erano una serie di eventi nel mondo chiamati Festival di Salsa che mi accorsi essere un pretesto per
gare di Ruedas di Casino e così realmente ebbi paura che si ripetesse quello che
già ci era successo in passato: che ci rubassero l'idea. Figurati che c'è ancora chi discute se il bolero
sia messicano o cubano. Non volevo succedesse lo stesso con il ballo Casino.
Era impossibile che a Cuba non si producesse un evento di questo tipo. Si annunciò l' evento e vennero
tutti quelli che sanno che qui nacque quello stile di ballo.
D:
Il Casino nacque a L' Avana?
R:
Si, nacque nel Club Casino Deportivo a L' Avana però adesso è ballato in tutto il paese cosicchè
possiamo dire che è un ballo nazionale.
D:
Il Casino è una forma di ballo? Non implica anche un cambio ritmico nella musica popolare
contemporanea?
R:
No, il Casino è solo uno stile di ballo della musica popolare cubana e più precisamente del Son, che
ora chiamano Salsa. Questo tipo di musica permette il movimento e tutte le
evoluzioni che il ballerino fa oggi nel Casino.
D:
Lei possiede una formazione accademica ed una popolare che le viene dalla sua famiglia. Come
influiscono sulla sua musica? Come è stata la sua evoluzione musicale nelle
differenti orchestre da cui è transitato fino all' orchestra che porta il suo nome?
R:
Sono cresciuto ascoltando musica nella mia casa che era sempre piena di musicisti. Mia nonna cantava
in una chiesa Evangelica ed io, ragazzino, la accompagnavo e cantavo nel
coro. Mio papà è un sonero da sempre ed io ho sempre cercato di imitare il lavoro di mio padre con le sue
orchestre. Ascoltavo molta musica e mi iniziai al Son identificandomi con i
soneros dell'epoca. Quello che mi piaceva maggiormente erano le orchestre formato charanga, ero un fans
dell' Orchestra Aragon, mi piaceva il suono dei violini con il flauto; dopo
entrai in alcuni Conjuntos che seguivano lo stile di Arsenio Rodriguez e di Chapottin. In seguito venni a
L' Avana a studiare all' ENA ( Escuela Nacional de Arte). Arrivai lì con il mio
Son che mi portavo dietro da Camaguey e che combinai con quello che stavo studiando. Appresi la cultura
dei grandi classici che si unì al filone popolare. Nella scuola c'erano
persone di talento per ogni genere di musica. Era il nutrimento giusto per fare di me un musicista
completo e non solamente un sonero che ascolta Arsenio. Ascoltavo Beethoven e da
tutto ciò nascono la mie composizioni influenzate da ogni tipo di musica.
La mia prima orchestra fu all'ENA. Era un orchestra charanga ed ebbi la fortuna di avere al mio fianco
Emiliano Salvador, Andres Alen, Joaquin Betancourt e Jose Luis Cortes. Eravamo ragazzi ma per me fu un
laboratorio: iniziai a comporre canzoni ed a arrangiarle. Dopo ho diretto l'orchestra di mio padre,
il Conjunto Avance Juvenil, che fu molto famoso, e nello stesso tempo fui professore
di Letteratura Musicale nella Scuola d' Arte di Camaguey.
Nel 1978 fondai a Santiago de Cuba Son 14 che fu la mia prima orchestra. Tutto il mondo sà che fu un fenomeno
musicale in quei tempi. Lì rimasi fino al 1983. Fu l' epoca di "A Bayamo en coche" di "Son de la madrugada"
e altri brani che tuttora sono molto apprezzati. Il 25 febbraio del 1984
fondavo la mia orchestra attuale Adalberto Alvarez y su Son che sta quasi per
compiere 20 anni.
C' è stata una grande evoluzione da quando iniziai ispirandomi alla musica di Arsenio fino ad arrivare al
Son più contemporaneo che faccio ora. Parlavo con un musicista nelle prove e
gli dicevo che il rock che Elvis Presley non è quello che oggi fa Sting. C'è chi si fermerebbe a Elvis
Presley, però perchè io mi debbo sentire come un pezzo da museo se ho la facoltà
di poter evolvermi. Finchè io ho l' opportunità di far ballare più generazioni farò una musica di ampio
spettro che tutti possano ballare.
D:
Parliamo del nuovo disco con Bis Music.
R:
Questo disco "Para bailar Casino" ha una sonorità contemporanea. Io dico che continua ad essere
Son, però un Son del del ventunesimo secolo, di questi tempi, che ha dimostrato
di muovere vecchi e giovani.
D:
Un suono contemporaneo, che lei si ostina a chiamare Son e non Salsa o Timba.
R:
No, no, per me continua ad essere Son, un Son attuale, il Son con clave, il Son con un armonia e
una melodia più fresche, il Son con strumenti più freschi, un Son dove non è
necessario indossare la guayabera ed il sombrero per essere sonero, ma che puoi suonare anche con una
bandana annodata sulla testa. Se Miguel Failde fosse vivo e componesse un
Danzon nel 2003 la gente rimarebbe stupefatta delle armonie e combinazioni che saprebbe creare; però
continuerebbe ad essere un Danzon. Penso che sia importante che colui che
balla senta che sta ballando Son cubano, che si identifichi con la musica di Cuba e con il Son
specificatamente.
D:
L'orchestra Son 14 dimostrò che non è necessario stare a L'Avana per trionfare.
R:
E' così. Credo che quando la musica arriva alla gente puoi stare in qualunque angolo del mondo poichè
la musica apre tutte le porte dovunque tu sia. Aprendo porte su porte si arriva
fino a dove devi arrivare.
D:
Che ne pensa della moda del Rap nella gioventù?
R:
Non mi preoccupa. Penso che è trascinante quanto il Son. Uno dei miei figli ha 14 anni e mi
raccontava che stava ballando in discoteca e il Dj nel mezzo dell'isteria che si forma in
quell'ambiente mise il nostro brano "Para bailar Casino". La reazione fu di entusiasmo e la pista si
riempì di gente ballando Casino. Le cose avvengono poco a poco...
D:
Parliamo dei suoi progetti?
R:
Il disco è uscito da poco ed ha già un notevole successo. Ci sono molte cose in programma nel 2004:
Europa, Messico, Colombia, Stati Uniti.
Nel 2004 l'orchestra Adalberto y su Son celebra il suo ventesimo compleanno. Ci sarà ancora spazio per un
nuovo dialogo con questo musicista che chiamano "Il caballero del Son".
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