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L'esplosione del talento di Angel Santos coincide sul finire degli anni 70 con una fase di rilancio del ballo a Cuba.
L'istituzione di una gara di ballo nazionale che culminava in un programma televisivo fu l'occasione propizia per dimostrare
le sue capacità e così iniziare una luminosa carriera che a 30 anni di distanza lo vede ancora attivo.
"Para bailar Casino" era il titolo del programma televisivo che altro non era se non una gara di ballo che si trasformò
in un evento molto popolare. Nella gara i ballerini dovevano dimostrare di essere capaci di ballare qualsiasi ritmo e non solo quelli cubani.
La coppia che risultò vincitrice fu quella formata da Angel Santos e sua sorella, Los Hermanos Santos.
Quello che convinse i giurati fu una interpretazione superba ed innovativa del ballo Casino.
Nei giorni seguenti Angel Santos smise di essere un ballerino per diventare il ballerino nazionale,
la televisione cominciò a dedicare più spazio al ballo e in tutta Cuba persino lo zoppo si lanciava a ballare Casino.
Molto tempo è passato da quei giorni e il Casino cubano ha conquistato il mondo contribuendo in maniera determinante al boom della Salsa.
Abbiamo voluto incontrare Angel Santos e sentire dalle sue parole questa storia tipicamente cubana.
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D.:
Angel, come e quando iniziasti a ballare?
R.:
Io iniziai a 13 anni con il gruppo folcklorico "Jovenes del Progreso" e lì appresi i primi passi della danza afrocubana e dei ballo popolare.
Nella mia gioventù studiai e lavorai come manovale e come infermiere sulle navi fino a quando non avvenne la mia svolta professionale:
nel 1977 vinsi il concorso di ballo nazionale organizzato dal programma televisivo "Para bailar Casino".
Dopo questo trionfo la mia vita cambiò e decisi di dedicarmi professionalmente al ballo.
D.:
A Cuba a partire dagli anni 60 si impone uno stile di ballo definito Casino.
Oggi questo stile gode di una enorme diffusione in tutto il mondo e pochi sanno che tu fosti il primo ambasciatore di questo stile.
Che cosa è per te storicamente e tecnicamente il Casino cubano?
R.:
Negli anni 50 si ballava il Son, la Rumba, la Guaracha e ad ognuno di questi ritmi corrispondeva uno specifico modo di ballare.
Il Casino sorge negli anni 60 nei Club: il Casino Deportivo, il Casino Espanol.
Erano club sempre molto affollati di gente che andava a ballare. Tra la gente si cominciò a dire: "Vado al ballo del Casino Deportivo,
vado al ballo del Casino della Playa!". Così semplicemente rimase il nome di ballo del Casino.
Parlando tecnicamente il Casino è un ballo a tempo di clave che deriva dal Son e che prese questo nome con la nuova generazione.
Il Casino è per me una evoluzione della maniera di ballare il Son.
Cuba è sempre stata un paese di Soneros ma i tempi cambiano e nascono nuovi stili.
D.:
Nello sviluppo del Casino vi è la ricerca di una sintesi tra diverse influenze:
quella esterna proveniente dal Rock and Roll e quella della ricchissima tradizione del ballo folcklorico e di salone cubano.
Qual è la tua sintesi artistica?
R.:
A partire dal 1977, anno della vincita del concorso, io cerco di legare una serie di balli che mai prima a Cuba si era cercato di fondere fra di loro.
Cerco di creare un nuovo stile con una interpretazione multidisciplinare e con vueltas particolarmente difficili.
A quasi 30 anni di distanza sono orgoglioso di aver contribuito alla diffusione e al successo di questo stile di ballo nel mondo.
D.:
Quali sono le principali influenze visibili nel tuo modo di ballare? Immagino che la Rumba sia ai primi posti.
R.:
Effettivamente l'influenza rumbera è molto forte. Io nacqui a Santiago de Cuba nel 1955 e sono cresciuto nel barrio Los Hojos,
il più rumbero della città. Alla età di 8 anni la mia famiglia si trasferì a L'Avana e ci sistemammo nel barrio Los Sitios,
un altro luogo rumbero dove vivevano il gran percussionista Patato e molti altri grandi rumberi.
Voglio però dirti che le mie influenze non terminano con la Rumba. La Danza classica, la Rumba spagnola,
e in generale tutte le danze che ho studiato hanno arricchito i miei movimenti. Ogni giorno cerco di perfezionarmi imparando qualcosa di nuovo.
D.:
Sono trascorsi più di 40 anni dal giorno in cui lo stile del Casino fece la sua prima apparizione a Cuba.
Oggi pur essendo nel momento di massima diffusione mondiale questo stile appare, al contrario, un poco in crisi a Cuba.
Le nuove generazioni non sembrano più accordargli il loro interesse. Come spieghi questa realtà paradossale.
R.:
Ti dirò una cosa: in questo momento storico il Casino ha più forza all'estero che a Cuba.
A Cuba la nuova generazione sta seguendo altre influenze. Non voglio dire che il Casino sia morto ma solo che non è più di moda come prima.
Lo si continua a ballare perchè fa parte delle radici culturali del cubano.
Quì in Europa adesso il Casino è di moda e di questo va dato merito ai cubani che vivendo quì lo hanno portato con sè
come bagaglio culturale e lo hanno lanciato come moda. Io applaudo a questi cubani per quello che hanno fatto
e mi sento felice vedendo come in Italia la gente si diverte con questo ballo cubano.
E' incredibile per me vedere uno straniero che balla la mia musica con tanto sabor.
D.:
Essendo nato a Cuba e avendo praticato da piccolo la musica ed il ballo mi immagino che ti sia ispirato
a qualche grande ballerino che ti ha preceduto. Pensi di essere stato influenzato da qualcuno?
R.:
Non ti nascondo di essermi ispirato a dei ballerini che ammiravo per poi costruire il mio stile.
Un periodo della mia vita mi fissai con un ballerino famoso a Cuba che si chiamava Juan Bautista, un rumbero di Santiago;
mi entusiasmava una coppia di ballo fortissima formata da Loris ed AngieLee, ammiravo profondamente la coppia formata
da Rosendo e Caruca.
Sono esistiti talmente tanti buoni ballerini a Cuba che gli esempi a cui ispirarmi non mi sono mancati.
Nella Rumba il mio primo pensiero va al maestro Santacruz dal quale ho appreso molto ed una delle mie più grandi
soddisfazioni professionali è stato quando ho ballato con lui in un evento chiamato "El fin de siglo de la Rumba".
C'erano tutti i più grandi nomi della Rumba:
Clave y Guaguancò, Yoruba Andabo, Munequitos de Matanzas, Ricardo Santacruz, Los Aspirina, El Goyo, Rolando "El Bailarin".
D.:
Dal giorno in cui vincesti la gara nazionale il ballo è divenuto il tuo lavoro.
Quali sono state le più grandi soddisfazioni professionali della tua carriera?
R.:
Io vinsi ballando con mia sorella e dopo la vittoria nella gara iniziammo a lavorare con Irakere girando il mondo.
Fu una collaborazione che durò fino al 1985.
Anche se le soddisfazioni professionali successive a questa data non sono state da meno
ho un debole per quel periodo che fu il mio lancio professionale;
non a caso uno dei miei cavalli di battaglia era l'interpretazione del brano di Irakere "Bacalao con pan".
Un altra grande soddisfazione è per me essermi esibito in 48 paesi del mondo come un ambasciatore della cultura cubana.
D.:
Oggi la Salsa è ballata con differenti stili in Italia e nel mondo. Ti senti di dare un consiglio valido per tutti i ballerini a prescindere dal loro stile?
R.:
Innanzitutto devo dirti che io non disprezzo affatto gli altri stili di ballo diversi dallo stile cubano.
In particolare trovo che lo stile portoricano abbia un sabor diverso ed interessantissimo, con ottimi ballerini che sono apprezzati in tutto il mondo.
Un consiglio mi sento di dare a tutti quei ballerini che vogliano crescere artisticamente in questo ballo: studiate le percussioni e dominerete il ballo!
Ve lo garantisce Angel Santos.
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