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conversando con:

Cachao
di Claudio Marucci

  Erano anni che aspettavo questo incontro.
In una afosa notte di fine luglio, il cartellone del Festival latinoamericando annunciava il concerto di Cachao.

Cachao
Il grande artista cubano presentava il suo ultimo disco "Ahora si" ed insieme le gemme più preziose di quel grande ineusaribile scrigno che è la musica cubana.

L' inventore del Mambo, il protagonista di tante Descargas, il grande artista inseparabile dal suo basso veniva a regalarci la saggezza del suo swing e la dolcezza del suo personaggio. Un ora prima del concerto la leggenda vivente, il maestro Israel Lopez "Cachao" appariva ai miei occhi per concedermi, con la cortesia di un distinto signore cubano di 86 anni, l'intervista a lungo desiderata.

Quando mi appare non posso evitare di pensare alle sequenze di "Calle 54" in compagnia di quell'altro grande vecchio della musica cubana che risponde al nome di Bebo Valdes. Come in un flasback istantaneo vedo scorrere le storie parallele di questi due musicisti coetanei ed accomunati dallo stesso destino: il riconoscimento in tarda età della loro incommensurabile grandezza.

Le parole che seguono sono il resoconto di quell'incontro:

D.: Maestro le chiedo un grande sforzo di memoria. Ci dica qualcosa della sua infanzia....
R.: Bene, ti posso dire che nacqui in una famiglia di musicisti e subito cercai di adeguarmi. Provai con più strumenti ma li abbandonai per il mio amato contrabasso. A 8 anni già suonavo il contrabasso e le prime cose che appresi le devo a mio fratello maggiore Orestes. Poi lavorai sonorizzando il cinema muto fino a che a 12 anni entrai a far parte dell'orchestra Filarmonica dell'Avana. Poi venne il periodo con Arcano y sus maravillas. Quella si che era un orchestra formidabile... Arcano suonava il flauto ed io e mio fratello componevamo assieme ad altri grandi musicisti e compositori come Felix Reyna ed Enrique Jorrin, il futuro inventore del Cha Cha Cha.

D.: Nella decade del trenta con Arcano lei comincia a sperimentare delle variazioni nel Danzon che generarono la nascita del Mambo. Tuttora intorno alla nascita del Mambo si formulano varie teorie. Sono in molti ad attribuire questa creazione a Perez Prado. Insomma chi è il padre della creatura?
R.: Il Mambo fu creato da me e da mio fratello nell'anno 1937. Cercavamo di incorporare la sincopa nella musica cubana. In quella epoca quando realizzammo il Mambo lo facemmo con troppa velocità ed in un'epoca di romanticismo il cubano rifiutò questa velocità e allora mio fratello ridusse questa velocità per renderlo più ballabile... e così il Mambo ebbe successo. Posteriormente il maestro Perez Prado diede promozione al Mambo con un tipo di orchestra differente. La nostra era una charanga di strumenti a corda e flauti; la sua era piena di fiati ed aggiunse una velocità enorme al nostro Mambo. Però era già un'altra epoca nella quale si era affermata l'orchestra formato Jazz.

D.: Mi sembra di poter dire, con riferimento a Perez Prado, che pur cambiando l'abito sonoro il ritmo non cambia?
R.: Certo che no. L'orchestrazione non ha niente a che vedere con il ritmo. Lasciatemi dire però che mai ci fu rivalità tra me e Perez Prado. Quando io stavo a Madrid (nel 1962) Perez Prado venne in tournèe ed il suo contrabassista si ammalò. Mi chiamò per telefono e mi chiese di suonare con lui. Realizzai con lui anche tre trasmissioni radiofoniche sul Mambo. Una cosa voglio chiarire: se non fosse stato per Perez Prado il Mambo non sarebbe divenuto famoso in tutto il mondo. Fu lui che internazionalizzò il Mambo e di questo dobbiamo ringraziarlo tutti.

D.: Maestro, parlando di ritmi, lei crede che la Salsa esista come ritmo?
R.: La Salsa è una parola commerciale. Quando si creò questa parola si pensò di adottarla per riunire tutto sotto questa parola: il Bolero, la Guaracha, il Son, la Guajira, il Guaguancò. La gente finì per adottare questa parola e da quel momento in poi si parlò solo di Salsa. Però io mi chiedo: "Se un portoricano suona un Bolero, il Bolero non è di Cuba"? Gli stessi ritmi di Bomba e Plena seppur interessanti non ebbero trascendenza... non a caso i portoricani solidarizzarono e simpatizzarono con i nostri ritmi. E' per questo che dico che quando suonano Salsa stanno suonando musica cubana. Il problema è che nessuno spiega che si tratta di musica cubana. Tu credi che un dominicano ti permetta di dire che il Merengue è Salsa? Spesso mi intervistano e mi definiscono salsero. Ebbene sì, sono un salsero ma solo quando entro in cucina!

D.: A Cuba in questo momento la parola d'ordine nella musica popolare è Timba. Qual è il suo sguardo su questa realtà?
R.: La Timba non è una cosa nuova. Già nel secolo passato i rumberi si chiamavano timberi. C'è una canzone dedicata a Malanga, il gran rumbero che morì avvelenato. Il testo della canzone dice: "Sento una voce che mi chiama, Malanga, il timbero per eccellenza..." La Timba è Rumba. Hanno rispolverato questa parola vestendola di altri significati.

D.: Mi sembra di capire che non ama la musica di oggi nel suo paese...
R.: Oggi non si canta, si parla. Oggi i giovani cantanti non sanno più sonear; in compenso sanno rappare! C'è chi dice di essere il re... io rido molto per i testi delle canzoni. Chi vuol negare che oggi il Rap la faccia da padrone. E' interessante chiedersi quanto durerà. Un Bolero come "Lagrimas negras" è ancora un classico. Venne creato nel 1928 ed ora nel 2004 ancora si registra e si suona con successo. Assieme a mio fratello ed a mia sorella io ho creato più di 3000 composizioni. Nella musica ci sono cose immortali e cose che già dopo due mesi si dimenticano. Il mio ruolo è far si che la musica che amo non scompaia.


Claudio Marucci

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