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conversando con:
Celia Cruz
 
Celia Cruz

domanda:
Il primo tour europeo di Celia Cruz fu nel lontano 1980. A venti anni di distanza che idea si è fatta del pubblico europeo?
risposta:
Il pubblico europeo e gli italiani in particolare godono della nostra musica che è la musica della gente latina. Mi sono esibita molte volte in Italia e sempre più ho visto la gente italiana confondersi con i latino americani nei miei concerti e apprezzare la salsa che è una musica che unisce .
Ho tanto viaggiato ed ho praticamente cantato in quasi tutti i paesi del mondo e nonostante la fatica che comporta questa tourneè continua non potrei far in altro modo perchè il contatto con il mio pubblico è tutta la mia vita. In questo momento sto promozionando il mio nuovo disco con Sony dopo il divorzio con la RMM la discografica di Ralph Mercado.
domanda:
La canzone " La vida es un carnaval " è già un successo mondiale. Ha scelto di cantare questa canzone perchè si identifica con il suo messaggio? Il suo è un desiderio o una constatazione?
risposta:
Credo che la vita sia realmente un carnevale e che bisogna sempre avere un atteggiamento allegro ed ottimista verso la vita. Ti dirò di più: la vita è realmente un carnevale. Siamo noi che ce la roviniamo perchè non sappiamo darle tutto il suo valore. Ci crediamo immortali ma la vita è una sola e consiglio di viverla come un carnevale e se proprio non ci si riesce che almeno si venga ai miei concerti lasciando a casa tutte le preoccupazioni.
domanda:
Quali sono state le tappe più significative della sua carriera?
risposta:
Nella mi vita artistica conobbi varie tappe: dopo i miei successi a Cuba ci fu la tappa importante con La Sonora Matancera che corrisponde al periodo che va dal 1950 al 1965. Dopo venne il periodo con la Fania All Stars: erano bei tempi ed ho anche lì ricordi meravigliosi. Era il momento dell'apogeo della salsa ed io lo vissi con Pacheco, Willie Colon, La Poncena. Dopo che uscii da Cuba entrai negli Stati Uniti e cominciai ad incidere con Tito Puente, più tardi passai alla Fania e cominciai questa altra tappa che fu come dire una seconda aria della mia carriera.
domanda:
Nei suoi esordi con La Sonora Matancera sostituì un altra donna, la portoricana Myrta Silva che lasciò l'orchestra per iniziare una carriera solistica. Sappiamo che non fu facile...
risposta:
E' vero non fu facile e ancor oggi devo ringraziare la testardaggine di Rogelio Martinez, allora direttore, che credette in me. Il pubblico si era abituato allo stile di Myrta Silva al quale però non mi ispirai. Fu difficile poichè i fans di Myrta Silva cominciarono a mandare lettere chiedendo il ritorno della cantante portoricana però alla fine imposi il mio stile.
domanda:
Quali sono i cantanti o gli artisti che maggiormente la ispirarono e verso i quali nutri una particolare stima?
risposta:
Per evitare gelosie ed incomprensioni non parlerò di artisti viventi. Nel passato la cantante che più mi ispirò fu Paulina Alvarez. Non mi perdevo nessuna sala da ballo dove lei cantasse. Rimanevo incantata a vederla cantare e per una magia della vita più tardi arrivò il momento che lavorai con lei al cabaret Tropicana. Nella mia gioventù mi incantava Abelardo Barroso. Mi ricordo che ero ancora bambina quando mi portarono a vederlo al Teatro Apollo.
domanda:
Qual è la canzone del suo repertorio allla quale è più affezionata?
risposta:
La canzone a cui sono più affezionata è " Yerberito moderno " che io cantai per prima.come la stragrande maggioranza delle mie canzoni.
domanda:
Quali sono state le gioie più grandi della sua vita artistica?
risposta:
Io ho avuto molte gioie dalla mia vita artistica però la più grande fu la stella della Walk of Fame a Hollywood. Questa stella la davano solo ad artisti famosissimi di Hollywood e a me la diedero prima di interpretare " I re del Mambo " con Antonio Banderas. Fu la gente, il mio pubblico che la chiese per me. Iniziarono a mandare lettere alla Camera di Commercio fino a che per il rischio di essere seppelliti dalle lettere furono costretti a darmela. Un altra gioia enorme fu ricevere dal Presidente degli Stati Uniti la medaglia delle Arti che è la più grande onorificenza a cui può arrivare un artista. Un altra grande soddisfazione della mia carriera fu incidere il disco di duetti con grandissimi colleghi come Caetano Veloso, Matilde Diaz, Angela Carrasco, Tito Puente oltre a alcuni grandi salseri.
domanda:
Possiamo immaginare quanto Cuba sia nei suoi pensieri e nei suoi sogni. La nostalgia della patria è il suo fantasma più ricorrente?
risposta:
Se Dio mi dà vita il mio sogno è di andare a Cuba: per prima cosa desidero andare alla tomba di mia madre e poi fare un tremendo concerto nel Parco Centrale. Io son sicura, arcisicura che sarebbe un trionfo perchè i cubani amano Celia, sia quelli che incontro in giro per il mondo che quelli che non posso incontrare.
domanda:
La vita dei grandi artisti si presta in particolar modo a dicerie e leggende che create o riprese dalla stampa alimentano la fantasia popolare. Si dice di una Celia Cruz che da bambina accettava elemosine da turisti per cantare o di una Celia Cruz devota alla religione santera. Vogliamo sfatare qualcuna di queste leggende?
risposta:
Ho più volte smentito in varie interviste le due cose. Io non sono santera: ho cantato nel passato alla santeria anche se furono episodi isolati poichè questo tipo di prodotto non vendeva molto ma mai sposai la religione santera...
domanda:
Dimentichiamoci un attimo dell'artista. Su un piano personale quali sono le tue preoccupazioni odierne?
risposta:
Io non ho nessuna preoccupazione odierna. Chiedo solo di vivere e il giorno che finisce il mondo mi troveranno qui sul palcoscenico ( ride ).



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