|
D.:
Issac come spieghi il tuo successo in Italia ?
R.:
Ho un bellissimo rapporto con il pubblico italiano:
fin dai miei inizi a Cuba lavorai con il turismo italiano e credo anche che un ruolo importante lo giochi la radice latina che ci unisce.
Ho coltivato questo rapporto venendo spesso in Italia a suonare.
La musica cubana è ben accettata in Italia perchè gli Italiani hanno lo stesso temperamento dei cubani e ballano la Salsa come si balla a Cuba.
D.:
Il pubblico italiano ti identifica come uno dei cantanti maggiormente interessati alla melodia.
Nel paese del bel canto e della melodia questa può essere un ulteriore spiegazione del tuo successo...
R.:
Si, credo che ci sia anche questo.
Io amo la musica italiana da molto tempo.
In un mio disco precedente feci una versione di un brano di Pino Daniele che secondo me è una delle più belle canzoni che ho mai ascoltato.
E' nella mia tradizione di arrangiare canzoni italiane e non posso dimenticare che il mio primo successo fu un altra bellissima canzone italiana
"Necessito una amiga". Nella carriera di un artista è importante relazionarsi con le particolarità ed i caratteri distintivi di ciascun popolo.
Con gli italiani questa relazione è talmente buona che arrivo a Roma e mi sento come a casa mia.
D.:
Nella tua vita artistica il passaggio per N.G. La Banda ha rappresentato un momento importante.
In questo momento di auge della Timba non rischi di restare un po' indietro con la tua proposta non propriamente timbera ?
R.:
Credo di no poichè io ho un repertorio adatto per ogni pubblico.
Quando mi presento in scena non ho nemmeno una scaletta, un ordine di canzoni da interpretare.
Salgo in scena e interagisco con il feeling della gente, improvvisando e scegliendo i brani.
Io ho l'idea che i dischi non si fanno solo per far ballare ma anche perchè siano ascoltati in casa.
D.:
Che relazione ha la tua musica con il ballo ?
R.:
Io senza gente che balla non posso suonare, perchè realmente questa musica rappresenta il nostro modo di vivere,
il nostro modo di camminare, di esprimerci, ed il modo in cui reagiamo alla musica, la nostra espressione corporale.
Tutto questo è il sabor di Cuba.
D.:
Recentemente Adalberto Alvarez si è schierato per un rilancio del ballo di coppia a Cuba.
Nello stesso momento sia David Calzado che Josè Luis Cortes,
da me intervistati, si dichiarano indifferenti al ballo di coppia.
Se consideriamo che sono i leader di due tra i più importanti gruppi timberi dobbiamo pensare
che il ballo di coppia sia destinato a scomparire con l'evoluzione della musica cubana ?
In quale delle due tendenze ti riconosci maggiormente ?
R.:
Io credo che il ballo di coppia non scomparirà mai.
Lì c'è l'eleganza, l'incontro dell' uomo con la donna, la comunicazione.
Io mi schiero in difesa del ballo di coppia.
D.:
Tu come musicista cubano hai conosciuto il Son ed hai vissuto le epoche della Salsa ed ora della Timba.
Un lungo periodo della tua carriera è stato gestito dalla RMM,
che negli anni 90 fu la più importante casa discografica della Salsa a livello mondiale.
Ancor oggi ti presenti come artista salsero. Che cosa è per te la Salsa ?
La consideri un nuovo ritmo ?
R.:
La Salsa è un etichetta. I ritmi sono il Son, la Guaracha, il Bolero, il Danzon.
C'è da dire che ora la Salsa è un etichetta internazionale, esiste e non si può togliere di mezzo.
E' divenuto un nome che si applica indistintamente a tutta la musica latinoamericana.
D.:
Non c'è il rischio che le nuove generazioni, in Europa come altrove,
che non hanno conosciuto il Son, la Guaracha e gli altri ritmi che hanno dato vita alla Salsa finiscano per dire che tutto è Salsa ?
R.:
Chiamare tutto Salsa è un errore. Nella realtà esistono moltissimi ritmi ed ognuno ha il suo nome e le sue caratteristiche.
Possiamo essere indulgenti con il nome Salsa però la gente farebbe bene a conoscere a fondo i ritmi latinoamericani.
D.:
Ti faccio la stessa domanda riferendola questa volta alla Timba. La Timba è un ritmo o è anche essa un etichetta ?
R.:
Ed io ti rispondo nella stessa maniera: nemmeno la Timba è un ritmo. Timba è un sinonimo di descarga.
Molti anni fa quando nelle scuole di musica ci si riuniva per improvvisare si diceva "vamos a timbear!".
La parola Timba viene dal gergo rumbero. Quando si voleva qualificare un buon rumbero si diceva che era un "timbero".
Non a caso nella Timba c'è una forte presenza della Rumba in una fusione con altri generi e ritmi cubani e non.
D.:
Possiamo dire quindi che Salsa e Timba sono solo due maniere di organizzare e di suonare una musica e dei ritmi che già esistevano ?
R.:
Condivido questo modo di pensare.
Per quanta fortuna possano avere queste due etichette non sarà mai corretto confonderle con quello che non sono.
D.:
In che momento è la musica popolare cubana ?
R.:
Il movimento timbero non ha più la forza che aveva 5 anni fa. E' un po' in declino e la gente stà cercando altrove,
chissà una musica più tranquilla con testi migliori.
Nel mio ultimo disco ho cercato di saldare un debito con con i compositori della "Nueva Trova".
Mi fa enormemente piacere che il disco abbia avuto successo e che la gente abbia apprezzato la mia proposta musicale.
D.:
Ci vuoi anticipare qualcosa del tuo prossimo disco...
R.:
Tra poche settimane uscirà un antologia di grandi successi del mio repertorio.
Successivamente nel mese di maggio entrerò in sala di registrazione per il nuovo disco che sarà in vendita in estate.
Ti posso anticipare che sarà un disco un pò più timbero rispetto al mio precedente "Versos en el cielo".
Sarà un disco più pensato per il ballo e presenterà come è mia abitudine una miscela di ritmi e qualche illustre partecipazione.
|