Nelson Gonzalez
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Domanda:
Lei nacque a Portorico ed emigro' a New York ma nonostante questo il suo amore e' per la musica cubana ed in particolare per il Son. Come nasce questo amore?
Risposta:
A Portorico non conobbi nella mia adolescenza alcuna influenza del Son che al contrario ascoltai a New York grazie a Puente ed alle altre orchestre che suonavano una musica influenzata dal Son.
Ebbi la fortuna di ascoltare fin da piccolo molta buona musica e spesso sentii dire che quella che interpretavano Puente, Machito, Rodriguez ed altre grandi orchestre dell'epoca era musica cubana. A quel punto si sviluppo' naturalmente una curiosita' nel conoscere le radici di questa musica e cosi' scoprii, come dice la canzone, che "El Son es lo mas sublime para el alma divertir".
D.:
Lei e' riconosciuto come uno dei piu' grandi virtuosi della storia del Tres. Potrebbe dirmi qualcosa intorno alla nascita di questo strumento? Una volta lessi che il tresero portoricano Mario Hernandez sostiene che il Tres e' uno strumento oriundo di Giamaica ...e questa sarebbe una tesi contro la sua origine cubana...
R.:
Non so perche' il signor Mario Hernandez dice questo. Io personalmente considero Mario un virtuoso del Tres. Mario Hernandez e' un mio amico ma non la penso assolutamente come lui.
Il Tres, secondo gli studi storici in materia, e' uno strumento tipicamente cubano che sorge nelle zone rurali orientali e che successivamente penetra nel resto dell'isola di Cuba tra la fine del diciannovesimo secolo e gli inizi del ventesimo incorporandosi cosi' nel Son che e' il formato piu' popolare della musica ballabile cubana. Disconosco la musica ballabile giamaicana ed ancor piu' la presenza del Tres in questa musica.
D.:
Quando arriva il Tres a Portorico ed in che genere musicale e con quale formato si incorpora?
R.:
Non conosco la data esatta dell'arrivo del Tres a Portorico, pero' so' che uno di questi pionieri che lo introdussero fu Isaac Oviedo. Ebbi la fortuna di essergli amico e lo ascoltai testimoniare da lui stesso. Secondo gli storici il Tres e' uno strumento autenticamente cubano. Isaac Oviedo fu uno dei primi treseros che si recarono a Portorico con il Sextetto Habanero. Non credo che il Tres gia' esistesse a Portorico poiche' siamo in presenza di uno strumento nettamente cubano. Una cosa che penso e' che il Tres portoricano, in quanto alla forma dello strumento, sia un adattamento del Tres cubano.
D.:
Perche' il Tres ha un ruolo di protagonista nel Son?
R.:
Per il suo timbro nel registro acuto il Tres e' lo strumento piu' importante nell'interpretazione del Son. Ricordiamoci che proviene dalla classe rurale dove il Tres faceva le veci del piano e cosi' lo strumento si converte in una espressione socio culturale del popolo.
D.:
Lei fece parte della orchestra Revelacion di Ismael Miranda e partecipo' al suo disco d'esordio. Secondo la sua esperienza quali furono i cambi che intervennero con la Salsa con riferimento al Tres?
R.:
Io fui membro fondatore dell'orchestra di Ismael, pero' piu' tardi registrai anche con altri artisti. I cambi nella Salsa vennero quando le grandi case discografiche iniziarono a a far registrare dischi ai "cantanti carini". Di conseguenza la musica era basata su di una sola persona, cantare bene o male non faceva differenza, quello che importava era spingere una "bella faccia", piu' che creare buona musica.
D.:
Che cosa e' la Salsa?
R.:
La Salsa non e' niente di piu' che un nome commerciale che imposero alla musica caraibica.
D.:
Con l'arrivo della parola Salsa si perse il nome di ogni ritmo. Lei crede che questo sia stato dannoso o bisogna considerare la Salsa come una fusione?
R.:
Non so quello che cosa si intenda per fusione. Quello che so e' che al perdersi il nome che identificava ogni ritmo nessuno ha piu' creato nulla di nuovo: quello che si e' fatto e' semplificare, alleggerire la nostra musica con il risultato di intorpidire i concetti con cui dovremmo educare la gioventu' sulle radici della nostra musica.
D.:
Perche' la musica Afrocaraibica si compone e si classifica per ritmi?
R.:
La nostra razza afrocaraibica e' composta di bellissimi colori e differenti matrici ed ognuna di esse ha una sua maniera distinta di intendere e concepire la nostra musica. Per questo ci sono cosi' tanti tesori ritmici nella nostra cultura.
D.:
Per lei sarebbe riduttivo dire che, nonostante l'originalita' e la genialita' dei musicisti portoricani e newyorchesi, la Salsa e' basicamente musica afrocubana?
R.:
Molti pensano che la Salsa sia musica afrocubana pero' io aggiungerei che i portoricani formano gran parte della sua storia in quanto a popolarizzazione.
D.:
Quali furono gli apporti del movimento Salsa alla base del Son cubano?
R.:
Io credo che grazie alla differente interpretazione del Son reallizzata dalla Salsa oggi si possa apprezzare ancor piu' il Son. Ci resta ancora molto da fare per non fare morire una tradizione e per educare le nuove generazioni alle nostre radici musicali.
D.:
Chi fu il suo maestro nella musica cubana e chi il suo tresero preferito?
R.:
I miei maestri furono Arsenio Rodriguez ed il " Nino" Rivera. Tutti pero' sono i miei favoriti perche' ognuno dei grandi furono creatori di un proprio stile.
D.:
Cosa consiglierebbe di ascoltare a chi desideri approfondire la radice e l'origine della Salsa?
R.:
Soprattutto i grandi Conjuntos cubani.
D.:
Quale' il suo disco preferito tra quelli ai quali partecipo'?
R.:
Uno dei miei preferiti e' "La candela" che registrai con la Tipica 73.
D.:
Disgraziatamente il Tres si incontra sempre più raramente nei dischi di Salsa che arrivano sul nostro mercato. Mi puo' parlare del suo progetto Son Mundano?
R.:
Non penso che il Tres stia scomparendo e chi dica una cosa del genere non compra dischi o non ha la maniera di ascoltare le cose nuove che non vengano dalle grandi multinazionali discografiche.
Ci sono parecchie produzioni salsere fatte con il Tres ed il pubblico non lo sa perche' sono prodotti realizzati con mezzi propri, senza passare per le grandi compagnie e quindi senza il denaro per pubblicizzarle e farle giungere alle orecchie della gente. Per il mio disco "Son mundano" che fu da me autoprodotto, ricevetti il premio "Lo Nuestro". Il mio secondo lavoro "Pa' los treseros" fu nominato per il Grammy latino ed ora sto ultimando la mia prossima produzione che si chiamera' "Que no se quede nadie sin bailar" e che rappresentera' un omaggio a tutti coloro che ballano.
Oltre a me ci sono altri grandi treseri che lavorano molto e, grazie a Dio, il mio strumento non e' scomparso dalla Salsa ne' scomparira'.
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