D:
Che momento sta passando la salsa?
R:
La salsa passa un buon momento in tutto il mondo anche grazie al
congresso mondiale che si e' tenuto in vari paesi.
D:
Accentrando l' interesse sui Congressi non si rischia di
trasformare la Salsa in un genere da esibizione?
R:
E' vero c'e' questo pericolo. La salsa la si puo' ballare da
ballerino per fare uno show ma la si puo' anche ballare per socializzare se
non si e' ballerini di professione e divertirsi. Come ballo sociale la
salsa si balla in tutto il mondo e la puo' ballare chiunque in una maniera
rumbera o elegante o esprimendo quello che sente.
D:
Quali sono le componenti che hanno formato il tuo stile?
R:
Prima di tutto io ho lavorato sulle radici : Afro, Rumba, Bomba,
Plena , Afrobrasilian.
Successivamente ho lavorato sul ballo di coppia con i suoi giri e poi sul
Mambo per poi seguire le evoluzioni del Hip Hop, il Funky che si stanno
incorporando. Tutto lo fondo nel mio ballo.
D:
Quale e' il tuo debito stilistico con Cuba?
R:
Quello che so' di Rumba lo appresi a Cuba. Studiai nel Conjunto
Folklorico Nacional, ho preso qualche lezione di ballo, poi studiai con Los
Papines. Incontrai nuovamente Los Papines quando vennero in tournee' a
Portorico e continuai a frequentarli quando per tre mesi partecipammo con
Afrocuba de Matanzas e Los Cepeda alla stessa tournee negli Stati Uniti del
progetto "De un pajaro la dos alas (Cuba-Portorico)" incentrato sul
folklore di questi due paesi.
D:
Credi che sia fondamentale ballare in dos o in clave o al
contrario pensi che sia solo un criterio per differenziarsi dal comune
ballerino del sabato sera?
R:
Io credo che sia un falso problema. La salsa la si puo' ballare
sull' uno oppure sul due.
Ad un livello professionale conta il criterio interpretativo: se si vuole
lavorare sulle percussioni devi seguire i tamburi in relazione a quello che
ti chiede la clave.
D:
Quale e' la canzone che hai amato maggiormente nella salsa o
quella che piu' ha sviluppato il tuo estro creativo?
R:
"Que se sepa" di Roberto Roena, un vecchio successo tornato
oggi di moda. In questo brano io esprimo nei miei spettacoli il mio stile
che e' afro, hip-hop, rumba.
D:
Come ti trovi qui in Italia?
R:
Fin dal 1996 quando arrivai per la prima volta qui ho
familiarizzato abbastanza con gli Italiani e mi sento come a casa mia e
particolarmente felice quando mangio la pasta. Parlando seriamente trovo l'
Italia in grande crescita nella geografia del movimento salsero.
D:
Quali sono i maestri a cui ti sei ispirato e che vuoi ricordare qui'?
R:
Soprattutto Don Anibal Vasquez che fu' un grandissimo maestro per
noi tutti, e anche Roberto Roena che nella sua lunga carriera sempre
presento' lo stile di ballo che piu' mi ha influenzato. La radice e la sua
evoluzione. Ci sono cose di break dance o cose fatte da Michael Jackson che
io vidi gia' fare molto prima da questo signore.
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