Avere l'occasione di incontrare il direttore di N.G. La Banda Josè Luis Cortes non è gioia di tutti i giorni.
Per noi amanti della musica cubana è occasione imperdibile per confrontarsi con la geniale visione di questo artista che nelle parole che
seguono affronta passato e presente di questa musica e della sua attuale fortuna nel mondo.
D:
Si parla molto oggi, non senza generare confusione di son, salsa e timba.
Tra storia della musica e definizioni di mercato come possiamo chiarirci le idee?
R:
Prima di tutto io penso che la salsa è salsa ed il son è son.
La musica salsa la considero importante perchè Cuba è stata ed è esclusa dai mercati, e storicamente
successe che dopo il trionfo della rivoluzione (1959) molti musicisti viaggiarono negli Stati Uniti
portando la musica cubana e col tempo gli fu posta l'etichetta Salsa.
Se noi domandiamo a tutti i più grandi nomi della salsa (passata e presente) che musica suonano
tutti risponderanno che è musica cubana.
Uno statunitense, un portoricano, un panamense, un domenicano, un colombiano aggiunsero su questa base
un sabor particolare alla musica.
Nello stesso tempo considero che la salsa abbia un tocco speciale molto differente
dalla musica cubana.
D:
Qual è l'identita musicale dell'odierno musicista cubano?
R:
Negli ultimi tempi Cuba ha avuto relazioni privilegiate con i
paesi dell'Est europeo che sappiamo essere nazioni guida nell'insegnamento
della musica universale. Vennero professori di conservatori prestigiosissimi dalla Germania dell'Est,
dalla Cecoslovacchia, dalla Russia ...
Questo insegnamento si integrò con la lezione dei grandi della musica cubana del passato
facendo raggiungere al musicista cubano un livello artistico-estetico notevolissimo.
A Cuba si respira musica, si parla con la musica, si balla con la musica, tutto questo
fu inserito nella musica popolare ballabile in cui entrò il virtuosismo e un armonia nuova,
la musica diventò più tecnica, con più amalgama, con più forza, con più poliritmia e
tutto questo un giorno si chiamò Timba.
D:
Josè Luis dammi la tua definizione di "Timba".
R:
La Timba è uno sviluppo della musica tradizionale cubana; del son, della guaracha,
del guaguancò, della rumba, dell'afro.
La si chiama Timba perchè non ha nulla a che vedere con la salsa nè con il son.
La Timba è un genere musicale con il suo statuto, la sua struttura e la sua forma
di esecuzione. N.G. La Banda furono i precursori della Timba e la mia esperienza
con Van Van ed Irakere fu decisiva in questa svolta.
D:
Che relazione ha la tua musica con il ballo?
R:
Totale. Quando a Cuba la musica cambiò anche il ballo subì modifiche.
Il ballo di coppia entrò in crisi e i ballerini riscoprirono forme di ballo alternative,
anche se devo dire che non amo eccessivamente alcune esagerazioni
erotiche come il tembleque o il despelote ad uso del turista nel ballo cubano.
Diverso è dare sensualità al ballo...
D:
I testi delle canzoni di N.G. La Banda sono stati accusati nel passato di
grossolanità, o peggio ancora di volgarità. In qualità di compositore anche dei testi delle tue canzoni come ti difendi?
R:
Io penso che nulla sia volgare. Tutto quello che viene dal popolo è popolare,
non volgare.
La gente che mi critica, in altri tempi fece lo stesso con Arsenio Rodriguez, con Benny Morè,
con Chapottin, musicisti che suonavano per la loro gente e che erano espressione della loro gente.
Questa musica veniva considerata come musica di negri, marginale, di suburbio,
di barrio. Io non mi preoccupo di questo.
Basta andare alla Tropical (la pista da ballo più famosa a l'Avana) per rendersi conto
che il 99% sono neri, mentre se vai in discoteca quelli che stanno
ballando sono bianchi.
D:
Cosa rimproveri in definitiva ai tuoi detrattori?
R:
Questa gente non ha capito una cosa la musica ballabile è composta di musica e testo.
Mai danno attenzione al livello tecnico ed estetico della musica.
Se desideri fare una musica popolare e aprire l'orecchio ad una musica così complicata
dal punto di vista ritmico devi avvicinare la gente con un messaggio semplice.
Oggi questo non si capisce ma un giorno si riconosceranno i meriti di N.G. La Banda.
I miei critici sono degli stupidi , le persone volgari sono loro, che non hanno conosciuto
le realtà marginali, il barrio, la vita popolare così come uno dei nostri più grandi scrittori
Alejo Carpentier per poter fare la sua letteratura visse il barrio, parlò con la gente,
conobbe il loro credo e la loro vera identità.
D:
Che pensi del fenomeno "Buena Vista Social Club"?
R:
L'ora di gloria della musica cubana è ora e non quarant'anni fà.
Si sarebbe dovuto scoprire questi musicisti 30 o 40 anni fà.
Non si può guardare al passato. Bisogna vivere con il proprio tempo.
Bisogna acoltare l'orchestra Aragon, Arsenio Rodriguez, e Benny Morè,
Miguel Metamoros ma non dimenticarsi che sono musicisti che vissero tempi differenti.
Per questo li ascolto ma non mi faccio influenzare.
Semmai voglio riprodurre il loro spirito, la loro energia.
D:
Parlaci dei tuoi nuovi progetti musicali.
R:
Il disco che uscirà sarà interessantissimo perchè cercherà di mischiare
la Timba con il Merengue.
La timba si imporrà, presto o tardi, avrà l'attenzione che merita e sarà
considerata la musica ballabile contemporanea.
Per 40 anni il pubblico mondiale non ha potuto seguire lo sviluppo della musica cubana
ed è per questo motivo che è per loro più facile ascoltare la musica del passato.
Presto o tardi, lo ripeto la Timba finirà per imporsi e quel giorno nè riparleremo.
|