D.:
Come e quando scopristi il tuo amore per la musica?
R.:
Lo scoprii da bambino nella mia famiglia.
Giocavo con della latta facendo incoscientemente cose ritmiche e la mia famiglia si accorse delle mie qualità.
A 8 anni cominciai ad avere coscienza che questa sarebbe stata la mia vita e iniziai a formare un mio gruppo nella scuola...
e ancor oggi sono in attivita'.
D.:
Una tappa importante della tua formazione e' il periodo passato nell' orchestra Maravilla de Florida.
In quell' orchestra formato charanga ti dedicasti principalmente al Son. Quando nasce la tua curiosita' per il Son?
R.:
Ti devo dire che prima della tappa con la Maravilla io feci molte cose.
Nella citta' di Camaguey formai l'orchestra Safari dedita al Son cubano.
In quel periodo io studiavo nella scuola di Innalzamento Professionale e ricordo con piacere il mio dedicarmi alla musica popolare cubana.
Dopo fui nel gruppo "Lagrimas negras" e quando venni a L'Avana nel 1980 per il servizio militare participai ad alcune formazioni dedite al Son,
fui integrante del Conjunto Senen Suarez e venivo regolarmente invitato a suonare con il prestigioso Conjunto Faz e fui il pianista piu'
utilizzato dal Conjunto Son 14, quando io arrivavo Adalberto mi lasciava il piano nelle mie mani per tutto il concerto.
Se ti parlo di tutto questo e' per dirti che io avevo sviluppato gia' un rapporto molto stretto con il Son.
L'esperienza della Maravilla mi insegno' altre cose: principalmente appresi ad orchestrare.
In quella orchestra c'erano molti professori di musica ed io che entrai nel gruppo come musicista appresi da loro a dirigere,
appresi l'armonia, il contrappunto... la Maravilla per me fu una scuola.
D.:
Oltre ad essere un grande musicista ed un direttore di una delle piu' affermate orchestre cubane sei anche un compositore di fama internazionale.
Anche per questo esiste una scuola o fu talento innato?
R.:
Il talento di compositore nasce con te. I miei genitori raccontano che da bambino cantavo cose che non si erano mai ascoltate.
D.:
Tu hai vissuto anche il periodo in cui la Salsa fu conosciuta a Cuba.
Secondo la tua analisi, pensi che la Salsa sia stata qualcosa di nuovo. Esiste la Salsa?
R.:
Io penso che la Salsa fu lo strumento per continuare a sviluppare la musica popolare cubana in un altra direzione.
La musica popolare cubana indiscutibilmente possiede un livello tecnico incredibile.
La musica cubana crebbe insieme al Jazz e la Salsa si inseri' in questo cammino mantenendo un po' di piu' la radice tradizionale.
Al finale e' la stessa musica, la Salsa e la musica popolare cubana, pero' gli artefici della Salsa gli diedero un tocco differente
e questo va' riconosciuto. Diro' di piu': questo fu di aiuto per la musica cubana.
La aiuto' a non morire in un periodo in cui era molto bloccata dalle multinazionali discografiche nel mondo.
D.:
Parlaci un poco dell' entrata della Salsa a Cuba... mi immagino che Adalberto Alvarez ebbe un ruolo importante in tutto questo...
R.:
Adalberto fu il uno dei primi assieme al Conjunto Taino de Mayari, il Conjunto Rumbavana, Roberto Faz.
D.:
Io so che nel Conjunto Rumbavana c'era un pianista che ti influenzo' molto.
R.:
Io mi considero una copia di Joseito Gonzales, il pianista di Rumbavana.
Anche se nel mio stile ci sono anche influenze di altri pianisti, Lili' Martinez ad esempio, e' a lui che devo l'essenziale.
D.:
Tornando alla Salsa molti artisti non cubani affermano di dover molto alla Guaracha;
sono pochi quelli che riconoscono il loro debito con il Son... Oscar D'Leon ad esempio si definisce un guarachero...
R.:
La Guaracha e' un genere della musica cubana, il Son e' un altro genere, il Cha Cha Cha un altro ancora,
il Son Montuno, il Danzon, il Mambo... e potrei continuare ancora per molto.
Tutto questo si e' fuso con il tempo: quello che fa' Santana e' un Cha Cha Cha fuso con il Funk, anche se e' sempre ritmicamente un Cha Cha Cha.
Mi sembra che ritmicamente Cuba ha dato molto alla musica latino americana.
Oscar D'Leon e' un guarachero e non c'e' contraddizione in quello che dice;
il gruppo Niche ad esempio fa' Son Montuno e la Sonora Poncena fa' piu' il Son cubano.
Ognuno prese quello che piu' gli interessava della musica cubana.
D.:
La Salsa attuale ti sembra in buona salute o agonizzante? Ti sembra che si rinnovi o guardi verso il passato?
R.:
C'e' una moda ora di Reggaeton, di Hip Hop e in moti seguono la corrente pero' io penso che la musica cubana non morira' mai.
Puo' avere un calo, ma sempre ritorna. Domani stesso a qualcuno gli viene in mente di fonderla con qualcosa di altro e tornera' di moda
perche' questa musica per ballare non e' stata ancora superata da nessun altra musica del mondo.
D.:
Agli inizi degli anni 90 si comincio' a parlare di Timba ed a vendere tutta la musica cubana sotto questa etichetta.
Non credi che fu lo stesso meccanismo che adottarono per la Salsa?
R.:
Si, fu un problema di etichetta.
La Timba e' uno dei tanti generi della musica cubana.
Non si puo' chiamare tutta la musica cubana Timba. Io non sono un timbero.
Io sono un interprete della musica popolare cubana: io suono una Timba, un Son, un Bolero, un Danzon, un Cha Cha Cha.
Il timbero e' quello che suona solo Timba.
D.:
...Oggi pero' la Timba sembra avere un gran successo e sappiamo che quando un nuovo nome si impone,
come avvenne per la Salsa, finisce per funzionare come un contenitore che comprende tutto (spesso erroneamente)...
R.:
Io non desidero molto parlare di Timba.
Con la Timba si puo' persino ballare Casino anche se la Timba non si creo' per ballare Casino.
La Timba venne creata da alcuni musicisti che avevano un inquietudine jazzistica e che volevano esprimere
tutto il loro virtuosismo sulla base di una musica cubana.
Prima era una musica principalmente concepita per un ascolto.
Joaquim Betancourt e Chucho Valdes furono quelli che trasformano la Timba in musica ballabile.
Lo si puo' ballare come Casino pero' il ballo del Casino si creo' attorno al Son.
Il ballo ai giorni nostri si e' evoluto: quando osservi ballare Danzon scopri una relazione con il ballo del Casino.
Il ballo si evolve con la stessa evoluzione della musica.
D.:
Se parliamo di musica cubana e' impossibile non parlare anche di ballo...
R.:
Le due cose sempre hanno vissuto in simbiosi.
Sempre la creazione di un ritmo ha prodotto la creazione di un suo ballo.
Non esiste nessun ritmo cubano che non sia accompagnato da un ballo.
D.:
Quali furono i cambiamenti piu' importanti avvenuti negli ultimi anni della musica cubana?
R.:
La nascita di Son 14, N.G.La Banda, Irakere, tutte orchestre che apportarono alla musica cubana importanti cambiamenti.
Fondamentalmente negli ultimi tempi N.G. La Banda cambio' la forma di suonare la musica cubana.
D.:
La musica cubana e' tuttora molto danneggiata da un blocco commerciale che colpisce anche l' industria discografica.
Credi che si potra' risolvere questo problema in tempi immediati?
R.:
Non saprei fare una previsione poiche' il problema e' soprattutto politico.
In ogni caso ti dico che la musica cubana non la puo' fermare nessuno, come non si e' riusciti a fermare il Rock, la Samba...
La musica cubana passera' di generazione e anche tra duecento anni possiamo star certi che questi ritmi ci saranno ancora.
D.:
Hai appena terminato un tour di grande successo in Italia. Parlami un poco del tuo rapporto con il pubblico italiano...
R.:
E' stata una tournee' incredibile!
E' stato un successo immenso che ha dimostrato ancora una volta che la musica cubana sta nel cuore del pubblico internazionale.
Un tempo la musica cubana aveva un pubblico latino pero' ora non e' piu' cosi'.
Il nostro tour italiano ci ha mostrato un pubblico italiano che conosce le canzoni, le canta, le balla...
voglio dire che se un giorno si sblocchera' questa situazione del mercato questo avverra' cominciando dall' Italia.
Dopo i cubani il popolo che ha una maggiore compenetrazione con la nostra musica e' l'italiano.
D.:
Hai appena lanciato il tuo ultimo disco
"Locos por La Habana".
Parlaci delle novita' di questa tua ultima opera...
R.:
E' un disco completamente differente: c'e' una miscela di ritmi, la Cumbia mischiata con l'Hip Hop,
un utilizzo della chitarra acustica che spesso sostituisce il Tres, c'e' un uso piu' profondo della batteria rispetto alle precedenti produzioni,
e' un disco non troppo aggressivo che include Ballads.
Penso che sia un disco in cui mi sono arrischiato a fare qualcosa di innovativo ma la gente lo sta accogliendo positivamente.
D.:
Tu sei uno dei compositori di maggior successo nel mondo.
Le tue canzoni vengono versionate persino in Australia. Qual e' il segreto della tua formula cosi' musicale?
R.:
Mi sento molto orgoglioso di questo successo. Quando uno lavora forte, dedica tutto il suo tempo al suo lavoro,
rispetta i suoi musicisti che sono quelli che interpretano quello che io creo, si puo' aver successo ad ogni latitudine.
Sono felicissimo di occupare uno spazio nel cuore del pubblico di differenti nazioni che mai nella mia vita avrei sperato di conquistare.
Australia, Corea del Sud, Giappone, Scozia, Norvegia, Svezia, Finlandia... siamo stati persino contrattati da paesi arabi come la Giordania!
E' incredibile: un paese arabo dove la gente non si beve nemmeno un goccetto di Rum e ugualmente vibra per questa musica.
Ritmicamente bisogna riconoscere che la musica cubana e' insuperata e raggiunge ogni latitudine.
Per questo ti dico che anche il blocco piu' grande del mondo verso la musica cubana non la puo' fermare.
D.:
C'e' qualcosa che vuoi dire ancora in conclusione di questa intervista?
R.:
Si, desidero ringraziarti per darmi questa opportunita' di parlare al pubblico italiano.
Un bacio a tutti gli Italiani, li ringrazio con lo stesso affetto che loro hanno voluto darmi durante questa tournee'.
Non mancano motivi ai musicisti cubani per amare l'Italia: un giorno si scoprira' che esiste una relazione antologica tra Italia e Cuba.