Mayito Rivera
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Domanda:
Ci piacerebbe parlare un poco del tuo secondo CD solista "Llegò la hora", puoi raccontarci come è nato questo progetto?
Risposta:
Si tratta di un progetto fatto con il cuore. Volevo realizzare il desiderio di incidere alcune mie canzoni, la recente proposta dell'etichetta tedesca Termidor mi ha permesso di farne addirittura un disco. E' un disco cosa a cui tengo molto, perché ne ho scritto le canzoni e ne ho curato l'arrangiamento.
D.:
Sei l'autore di tutti i brani?
R.:
Si, sono l'autore di tutti i brani. Spero che le persone comprino il mio disco e abbiano la possibilità di ascoltare queste canzoni. Lo dico perchè cantare canzoni composte da me è stata un‘occasione unica, una cosa che non potevo fare con i Van Van.
D.:
Chi altro ha arrangiato i tuoi brani?
R.:
El Seña, un musicista di Adalberto Alvarez. Dei dieci brani del disco lui ne ha arrangiati sette. I tre rimanenti sono stati arrangiati da me.
D.:
Ed i fiati chi li ha arrangiati?
R.:
Abbiamo lavorato insieme... abbiamo fatto dei buoni arrangiamenti. Mi sembra sia uscito un bel prodotto.
D.:
Chi sono gli altri musicisti che hanno partecipato al disco?
R.:
Papacho alle percussioni, Rolando Luna al piano, Alejandro Abreu alla tromba e Amaury Perez al trombone.
D.:
Non ha partecipato anche Yulien Oviedo?
R.:
Nel disco c'è un assolo di timbal di Yulien. Nel disco suonano tutti musicisti di talento.
D.:
Il disco è sicuramente molto bello, lo abbiamo già ascoltato... Il disco non si può definire "timba", possiede una sonorità differente, cosa puoi dirci?
R.:
Effettivamente potrei definirlo "salsa", si ispira un poco alle sonorità di New York, soprattutto nella parte iniziale dei diversi brani. Però, all'interno dei brani, trovi elementi molto cubani, a partire dal coro che include molti elementi rumberi e timberi.
D.:
Sicuramente, una caratteristica del disco è la tua voce. Lo stile rumbero, l'anticipo o il ritardo della voce rispetto al tempo...
R.:
Effettivamente, al di là della sonorità salsera, ho voluto imprimere al disco una mia impronta personale, ho voluto caratterizzarlo in modo molto chiaro.
D.:
Ci sono molti brani interessanti e belli. Per esempio "El Bembè"...
R.:
...una salsa
D.:
Lo definisci "salsa" ?
R.:
Si, una "salsita".
D.:
Quando componi il brano e lo depositi alla società degli autori come lo registri: "son" "guaracha" …o altro?
R.:
Lo registro come "salsa".
D.:
Ma non è un ritmo...
R.:
Si, è un criterio esclusivamente commerciale. Nel mondo, questa musica è conosciuta come salsa, quindi diventa un'esigenza di mercato.
D.:
Questo tuo disco solista segue la tua partecipazione la film tedesco "Musica Cubana" di German Kral. Cosa puoi dirci di questa esperienza?
R.:
E' stata un'esperienza meravigliosa, un'iniziativa molto interessante perché ha dato la possibilità ai giovani musicisti cubani di farsi conoscere e apprezzare. I musicisti venivano tutti da diverse formazioni cubane, tutti insieme, per lavorare ad un progetto comune. E' stato molto interessante lavorare con il maestro Pio Leyva. La giudico un'ottima iniziativa per "aprirci il cammino"...
D.:
Hai progetti imminenti?
R.:
Continuare a scrivere musica e continuare il mio sodalizio musicale con la fantastica orchestra dei Van Van. Vorrei però avere l'opportunità di cantare le mie canzoni con loro.
D.:
A quando una tua orchestra?
R.:
Mi trovo bene con i Van Van. Se si presenterà una nuova occasione di realizzare qualcosa come solista, sarà ben accetta ma continuerò a cantare con loro. In questo momento non ne sento il bisogno o la necessità. Non che abbia paura. Sono sicuro che potrei sostenere l'impegno di un gruppo mio senza problemi, ne ho la forza e le capacità. Per il momento però, non mi interessa. Sono felice di cantare con la migliore orchestra del mondo "Los van Van".
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