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intervista a:
Papito Jala Jala
 
Negli anni '70 Puerto Rico, viveva il boom della cosiddetta musica salsa. In tutti i locali alla moda, come nei grandi alberghi e nei circoli sociali si ballava questo nuovo ballo.


Alle volte le serate danzanti cominciavano al pomeriggio per chiudersi alle prime ore dell'alba. Orchestre come quelle di Willie Rosario (nelle cui file) militavano cantanti come Gilberto Santarosa e Tony Vega), Tommy Olivencia (con i cantanti Frankie Ruiz e Paquito Guzman), di Bobby Valentin (con Cano Estremera) del Gran Combo (con o senza Andy Montanez), della Sonora Ponceña e di Roberto Roena erano solite animare queste feste senza fine. Era il periodo in cui nasce artisticamente il grande coreografo Miguel Matos Chevere, in arte Papito Jala Jala. Il giovane Miguel proprio in quegli anni vince il programma televisivo "Teenagers matiné" una gara di Jala Jala (uno dei tanti balli dell'epoca), da qui il suo soprannome. E' lo stesso Papito che ci racconta in che maniera nasce e si diffonde la salsa nell'isola:
Papito Jala Jala
"In quegli anni c'era un grosso fermento in tutta l'isola. I grandi ballerini locali come Annibal Vasquez, Sanson Vattalha, Roberto e Cuqui Roena influenzati dalle novità musicali, cominciarono a mescolare i vecchi passi della tradizione borincubana con quelli provenienti dalla Grande mela. Fu questa una cosa spontanea, non premeditata. Questo spiega perchè qui a Puerto Rico talvolta un quartiele balla in una maniera diversa da un altro. La salsa, questo è importante, se si vuole capire la sua evoluzione, non è un ballo che nasce dalla testa di un coreografo. Non è che un giorno si è alzato un Papito qualsiasi e ha detto: "Bene, adesso andiamo ad inventare un nuovo ballo e gli mettiamo il nome salsa". E' come ti dicevo una creazione spontanea, che nasce per strada, dalla fantasia popolare e che si diffonde per imitazione. E' la fusione di vari balli, di vari ritmi. Ecco perchè nella salsa tu puoi trovare qualcosa della rumba, della bomba, del son montuno, della guaracha, del mambo o del cha cha cha."

Se oggi la salsa ha perso molto del suo fascino sul popolo portoricano è però indubbio che di pari passo il livello di alcuni ballerini portoricani sia cresciuto moltissimo e che molti di loro ormai non hanno assolutamente nulla da invidiare ai loro cugini di New York, dove la salsa, al contrario, continua ad avere un enorme successo. Uno degli artefici di questo salto qualitativo è stato proprio Papito Jala Jala, che, grazie al suo carisma, si è proposto come guida spirituale del movimento salsero portoricano. L'abilità o se vogliamo la fortuna di Papito Jala Jala è stata quella di riunire intorno a se i migliori talenti dell'isola, tutti rigorosamente provenienti dalla strada, dando vita ad un nuovo stile che diverrà esempio per le future generazioni di ballerini e che farà proseliti persino all'estero, in particolare in Italia. Così lo stesso Papito Jala Jala descrive il suo gruppo:
Gli Jala Jala dancers sono formati da giovani scelti personalmente da me nei vari club notturni oppure durante le feste padronali. Sono ballerini che hanno sviluppato le loro capacità non attraverso degli studi accademici, ma che hanno imparato a ballare praticamente per strada. In questo sta la differenza del gruppo: io gli insegno il mio stile e loro lo esteriorizzano con quel sabor unico che è tipico della nostra isola."
Papito Jala Jala
Il gruppo di Papito Jala Jala esordisce nel 1989 durante l'omaggio ai 25 anni di carriela di Andy Montanez, celebrato nel teatro dell'Università di Puerto Rico. In questo gruppo nel corso degli anni sono passati i migliori talenti dell'isola. All'inizio la formazione era formata dallo stesso Papito, da Alicia "chacha" Seguinot, Felipe Polanco, Pilar D'Oleo, Carmelo Cabrera, Hector Cruz, Zoraida Rivera, Tania Santiago, Tito Orto, Angel Martinez, Ingrid Reyes. Fra le apparizioni più celebri del gruppo ricordiamo quelle al Teatro Bellas Artes di San Juan insieme a cantanti del calibro di Cheo Feliciano, Tony Vega, Ismael Miranda e Roberto Roena, senza dimenticare quella più importante al Madison Square Garden di New York insieme alla Sonora Ponceña. Così ricorda Papito Jala Jala:

"Fu lo stesso Papo Lucca, leader della Sonora Ponceña, ad insistere con Ralph Mercado affinchè fosse un gruppo portoricano al 100% ad accompagnare la loro esibizione. Un gruppo che potesse dimostrare che anche nell'isla del encanto si ballava con sabor. Ricordo che per l'occasione vennero a vederci i più bravi ballerini di New York, curiosi di vedere in che maniera ballassero i loro cugini dell'isola. Attorno a noi c'erano anche molti pregiudizi. Molti pensavano che noi ballassimo sull'uno e che non sapessimo nemmeno che cosa fosse la clave. Ricordo che durante l'esibizione del nostro gruppo i ballerini di New York contavano la musica per vedere su che tempo eravamo. Ma forse è proprio questa la differenza fra noi e loro. Loro contano la musica noi invece non la sappiamo contare e ci limitiamo solo a ballare sul ritmo delle percussioni ed è questa la chiave del nostro sabor. Il mio stile è molto semplice ed essenziale e non passerà mai di moda perchè è quello tradizionale. Quello che più mi interessa nel ballo è il sabor, non mi interessano le figure vortiginose ne le situazioni altamente spettacolari. Io credo che la cosa più importante nel ballo è che la donna deve essere sempre molto femminile ed attrattiva, mentre l'umo deve essere bien macho ed aggressivo."

"Questo è il segreto del ballo!"


Miguel Matos Chevere in arte Papito Jala Jala è morto la notte di martedì 9 ottobre 2000, in seguito ad un attacco cardiaco. Il corpo del ballerino portoricano è stato rinvenuto privo di vita nel letto della sua casa nel quartiere Carolina nei pressi di San Juan di Portorico. Negli ultimi anni sempre più frequentemente si era recato in Italia in tourneè di successo che lo avevano fatto conoscere ed apprezzare anche nel nostro paese.

Con la prematura scomparsa del grande artista portoricano la scena salsera resta orfana di quell'inimitabile sabor che sempre accompagnava ogni sua esibizione nella sua lunga carriera di ballerino e coreografo di successo.



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