domanda:
A soli 40 anni Gilberto Santarosa gode nel mondo intero di un
successo e di una popolarità riscontrabile in pochi altri cantanti di
Salsa. Come e quando iniziasti a costruire il tuo successo odierno?
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risposta:
Sono nato il 22.8.1962 e ho cominciato ad amare questa musica fin
da bambino fino a che il Maestro Mario Ortiz mi diede l'opportunità di
incidere a 14 anni il mio primo disco. Lavorai in seguito con l'orchestra
La Grande, con Tommy Olivencia e con Willie Rosario fino a quando nel 1986
decisi di lanciarmi come solista formando una mia orchestra.
Il mio successo odierno lo devo a 15 anni di attività con la mia orchestra
ed ai 25 anni di matrimonio artistico con la Salsa.
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domanda:
Come puoi definire la tua musica? Qual è la formula del tuo successo?
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risposta:
Io sono un prodotto della Salsa. La mia Salsa sta nel mezzo del
cammino: ha un cinquanta per cento di tradizione ed il resto è attualità.
È una musica che ha una radice ma anche la freschezza e le idee del nostro
tempo.
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domanda:
Certamente la tua permanenza nei favori del pubblico dimostra e
garantisce la freschezza e l'attualità della tua proposta artistica.
Allo stesso modo io credo che un artista come te, giunto ai vertici del
successo, sappia riconoscere le proprie radici e la profondità delle stesse.
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risposta:
La Salsa ha conosciuto, come altre forme artistiche, differenti stili .
Quel che è certo è che tutti questi stili e anche il mio, che potrei
definire romantico, hanno una radice comune che è la musica cubana dalla
quale tutti discendiamo.
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domanda:
A Portorico la Salsa vive un momento difficile, quasi di agonia.
I grandi nomi del passato non incontrano i favori delle nuove generazioni
attratte da artisti effimeri o da altri tipi di musica.
Pur non comparando il momento attuale con l'epoca d'oro della Salsa ci
sembra che oggi, venuto meno l'impegno sociale, la sopravvivenza della
Salsa sia legata al ballo come forma di divertimento popolare.
Da questo punto di vista la Salsa vive attualmente in Europa e
principalmente in Italia un'autentica esplosione di consensi.
Come spieghi questa situazione?
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risposta:
La nostra musica è intimamente legata al ballo.
C'è un rapporto di causa-effetto: noi suoniamo affinché la gente possa
ballare e si coinvolga in quello che noi stiamo facendo. Quando vedo la
gente ballare io sono felice e non credo che sia necessario ballare la Salsa
in una sola maniera.
La musica si evolve, cambia e la gente la balla come la sente.
Quello che sta succedendo in Europa ed in Italia non mi sorprende. Ti dirò
di più: ero sicuro che sarebbe successo.
Gli europei sono europei però non sono sordi.
Io credo che sia comunque un bel momento per la Salsa che sta arrivando
dove non era ancora arrivata: alle orecchie e al cuore di gente che pur
vive lontano dalle terre dove questa musica è nata. Concordo con te che in
questo processo di diffusione popolare della Salsa qui da voi il ruolo del
ballo sia stato fondamentale.
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domanda:
Come esponente della Salsa romantica cosa pensi di questa nuova onda
della musica cubana definita Timba?
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risposta:
Sono curioso verso tutto quello che arriva musicalmente da Cuba. Il
movimento Timbero è relativamente nuovo anche se le sue influenze
cominciano a sentirsi a Portorico come a New York.
Non credo però che ci sarà una gara, né vincitori, né vinti.
La Salsa romantica e la Timba si influenzeranno reciprocamente come già
succede. Penso che in definitiva i maggiori vantaggi li riceverà il
pubblico poiché più stili ci saranno, minore sarà la monotonia.
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domanda:
Lasciando l'attualità e volgendoci al passato qual è nei tuoi ricordi
il personaggio della Salsa a cui ti senti più legato?
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risposta:
Ti ringrazio di questa domanda poiché mi permette di ricordare il
gran Maestro Tito Puente che fu per me un vero genio musicale. Tito fu un
ambasciatore, un pioniere, un innovatore della musica latina oltre che un
grande musicista. Oltretutto era una persona umile e posso testimoniare che
persino la sua rivalità con Tito Rodriguez, di cui tanto si parla, era
solo di natura commerciale.
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domanda:
Nei tuoi ricordi quale musica accompagnò la tua gioventù ed i tuoi
sogni?
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risposta:
La musica con cui sono cresciuto è quella del Gran Combo di Portorico.
Sono riconoscente doppiamente al Maestro Rafael Ithier per avermi fatto
amare questa musica e per avermi incoraggiato ed aiutato quando iniziai.
Ho anche amato i pionieri della musica cubana e due cantanti che in
particolare tenevo tra i miei preferiti: Miguelito Cunì e Tito Gomez.
Successivamente quando già ero un cantante, ascoltai ed apprezzai la musica
dei Van Van, di Adalberto Alvarez, e di Son 14 che amavo particolarmente.
Quando io nacqui i rapporti con Cuba già si erano interrotti a causa dell'embargo.
Non fu facile restare in contatto con la musica cubana perché a Portorico
è sempre stata una musica clandestina, proibita però ci riuscì chissà
forse perché tutto quello che è proibito attrae.
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domanda:
Ancor oggi nel tuo sguardo verso Cuba continui ad essere attratto da
desideri proibiti?
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risposta:
Un mio grande desiderio è poter cantare un giorno a Cuba dove il
pubblico mi conosce e non essendo io un politico non sopporto l'idea di non
poter cantare per ragioni politiche in quella terra meravigliosa.
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