domanda:
Quali consideri essere le tue referenze artistiche, i tuoi maestri, le tue
fonti di ispirazione che influenzarono il tuo stile?
|
risposta:
Nella mia infanzia ricordo un ballerino messicano che vedevo in televisione e che
mi incantava per il suo modo di ballare. Il suo nome era Alberto Amartines "Resorte".
Ballava Swing, Mambo e Tip-Tap. La Salsa in quei tempi non esisteva.
Era il miglior ballerino del Messico: un mito di acrobazia e scioltezza, sembrava che
non avesse ossa nel corpo per quello che faceva. Mi ispirai molto a lui e gli rubai
molti passi compreso il modo di eseguire la spaccata.
Poi venne il tempo dell' influenza americana: mi cominciarono a prestare cassette -
video di celebri ballerini: Los Nicholas brothers, Fred Astaire, Gene Kelly, e con loro
arrivò a me la grande influenza dello Swing, del Tip-Tap, del Lindy-Hop e il conseguente
tentativo da parte mia di imitare l' eleganza e l' acrobazia di questi artisti.
Insomma essendo io il prodotto di queste due culture il mio stile di salsa rispecchia
fedelmente le influenze da me assimilate.
|
domanda:
A parte l' influenza dei balli nord-americani e dei suoi illustri ballerini
proviamo a nominare qualche ballerino di salsa portoricano o cubano: ti dicono qualcosa
i nomi di Anibal Vasquez, Roena, Papito Jala Jala, Felipe Polanco o Los Hermanos Santos
a Cuba e la tradizione del son della rumba, o della plena e della bomba...
|
risposta:
Quando arrivai negli States cominciai a sentire il nome di alcuni di questi artisti
ma devo dirti che la persona che più mi ha insegnato è mio fratello Francisco Vasquez e
tutto quello che io oggi faccio nel ballo lo devo a lui.
Anche lui non ebbe maestri ed è stato un innovatore nella salsa per la sua follia in
scena, per la sua acrobazia.
|
domanda:
Che conosci del ballo a Cuba?
|
risposta:
Sò che esiste uno stile cubano ma oltre questo sò ben poco.
Io e i miei fratelli balliamo una salsa più moderna.
Se qualcuno un giorno me lo insegnerà lo apprenderò velocemente ma non sarei originale.
Posso apprezzare un ballerino cubano ma se eseguo il suo stile sarei uno dei tanti.
|
domanda:
Ogni ballerino mette nella sua esibizione tutto quello che possiede.
Che cosa balli nelle tue esibizioni e quale è il tuo criterio di interpretazione?
|
risposta:
Fondamentalmente prendo un brano di salsa di E. Palmieri o T. Puente, ne seleziono
una trentina di secondi e ci aggiungo un po' di country music, di funky, di rock fino a
formare una miscela in cui entrano 15 - 20 di ogni ritmo sui quali io adatto i miei
passi, in cui entra anche un pò di ballroom dancing, ed eseguo le mie acrobazie.
|
domanda:
Alcuni ti criticano per le tue scelte artistiche.
Qualcuno si chiede che cosa c'entra tutto ciò con la salsa.
|
risposta:
Il mio essere ballerino di salsa si vede quando ballo nei locali con la gente.
Lo show è un altra cosa ed io non voglio definire la mia esibizione come salsera
perchè sarebbe riduttivo. Ricordati che per essere un ballerino a Broadway a New York
bisogna saper ballare almeno sette balli (mambo, tip-tap, swing, etc.) e saper cantare.
Io non desidero essere in futuro solo un ballerino di salsa. Desidero essere un ballerino
completo che sappia ballare qualunque cosa.
|
domanda:
Se un ballerino può utilizzare una musica come pretesto per le sue acrobazie
c'è il rischio oggettivo della perdita di coerenza e di coesione tra musica e ballo.
Quanto ti interessano le radici e la tradizione di questa musica e di questo ballo?
Che cosa possiamo attenderci per il futuro da Johnny Vasquez: una autentica anche se
non tradizionale coreografia di salsa montata su di un intero brano di autentica salsa
o l'innovativa proposta di fusione della salsa con la danza del ventre a tempo di clave?
|
risposta:
Io la salsa la rispetto ma credo di dover dare al pubblico uno show da palcoscenico
che stupisca con qualsiasi mezzo.
Un tempo la salsa era considerata un fenomeno marginale e delle classi povere.
In buonafede io sto cercando di dare una evoluzione alla salsa avvicinando questo
ballo ad altre tipologie di pubblico. Comunque per terminare di rispondere alla tua
domanda credo che negli anni a venire non è improbabile che mi si veda a Broadway,
magari ballando tip-tap sul palcoscenico. In ogni caso questo è il mio sogno.
|
domanda:
Che cosa credi volesse dire il grande Eddie Torres quando ti nominò
"Il Principe della salsa"?
|
risposta:
Eddie Torres è per me più un fratello che un amico e sono sicuro che non fosse nelle
sue intenzioni stilare classifiche di merito. Probabilmente disse ciò riferendosi alla
mia umiltà e alle mie doti morali.
|
|
Johnny Vasquez, anni 21, originario di Guadalajara in Messico statunitense
di adozione, ultimo erede e continuatore della tradizione artistica familiare dei
Vasquez già espressasi e radicata sulla costa ovest degli Stati Uniti.
Vincitore, nonostante la giovane età, di numerose gare di ballo a Los Angeles, sua
residenza attuale. Ha partecipato a diverse edizioni del Congresso Bacardi della salsa risultando sempre
tra gli artisti più spettacolari per la qualità delle sue esibizioni.
E' stato recentemente nominato "Il Principe della salsa " dal grande ballerino Eddie
Torres in occasione dell'ultimo Congresso a Portorico.
Per la prima volta in Italia l'artista messicano stà portando a termine la sua
fortunata tourneè che lo ha visto esibirsi nelle principali scene salsere italiane.
Interprete di uno stile particolarissimo, che esalta l'acrobazia e divide il pubblico
tra detrattori e sostenitori, ha avuto il merito
seppur involontario di rilanciare tra i salseri il dibattito critico sulle scelte dello stile nel ballo, sul concetto di
coreografia e sulla coerenza dell'interpretazione danzaria della musica.
|
|