La partecipazione di Ruben Blades, che canta in cinque brani, di cui uno di sua composizione,
si rivela molto più che una ciliegia sulla torta: la voce ed il talento sonero del salsero panamense si intregrano a meraviglia
con la formazione di Oscar Hernandez e con il loro stile tradizionalmente tinteggiato di Mambo,
con brani tagliati per le piste da ballo, che ha fatto il successo del loro primo album "Un gran dia en el barrio" (nominato ai Grammy Awards).
Nulla da gettare nei 13 titoli: qualche cover come "Cuando te vea" di Tito Puente, "La hija de Lola" di Charlie Palmieri, "Como lo canto yo"
di Tite Curet Alonso ed il magistrale "Maestro de rumberos" di Ismael Quintana; qualche nuova composizione come "Un gran dia nel barrio",
di Ray De La Paz, il Cha cha cha "Escucha el ritmo" e lo strumentale "Perla morena" entrambi di Oscar Hernandez.
Degni di nota ugualmente il bolero "Esperame en el cielo" ed il brano "Tu te lo pierdes" composto da Ruben Blades e con un testo umoristico.
I fans di Frankie Vasquez rimpiangeranno la sua partenza dal gruppo abbandonato per consacrarsi al progetto de Los Soneros del Barrio.
Lo rimpiazza l'ecuadoriano Marco Bermudez, la cui voce caratterizzata da una notevole estensione nel registro alto
apporta un nuovo timbro all'orchestra.
In conclusione non si può non constatare come la Spanish Harlem Orchestra appare più solida,
con più complicità tra i musicisti rispetto al primo album (pur eccellente) registrato quando il gruppo ancora non era
sufficientemente rodato dal lavoro di coesione compiuto grazie alle tournèe artistiche.
Un disco da acquistare senza esitazioni: è l'album dell'estate.
di Jack "El Oso"

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