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Los Van Van
Llegň...Van Van

di Claudio M.

 
Con una disarmante gentilezza ed una punta di civettuola consapevolezza Los Van Van "chiedendo permesso", ci ricordano che la musica cubana reclama il suo spazio sui mercati discografici ed il riconoscimento che gli compete.

Llegò Van Van

Tocca proprio a loro, al 30 compleanno di attivita' artistica, ricondurci alla geniale contemporaneita' del linguaggio cubano dopo la consacrazione dei "nonni" di "Buenavista Social club" e dell'operazione Cuba-nostalgia sui mercati mondiali della musica latina; tra uno sguardo tenero ed una furbesca rivisitazione del passato. L'ultimo disco dei Van Van e' affidato ad una potentissima etichetta discografica statunitense. Non ci si meravigli: e' un matrimonio di interessi, reso possibile da un clima di maggiore distensione tra due paesi separati da 90 miglia marittime e 40 anni di feroce embargo economico. Scelta legittima ed inesorabile sia da parte degli artisti che desiderano allargare il proprio pubblico, a cominciare dall'enorme mercato americano, sia da parte dell'industria discografica statunitense che non si lascia scappare un business cosi' importante, visti i vertiginosi consumi di musica latino-americana negli States e l'impossibilita' di confinare la proposta al solo pop latino o all'onda nostalgia.

Van Van
Quanto questo si rifletta nel disco e con quali condizionamenti e' possibile vederlo nel corso di questo lavoro. I compromessi sono infatti inevitabIli: brani di durata ridotta che compromettono improvvisazione e sviluppo del montuno, rigorosamente sfumati per non sforare i 4-5 minuti canonici della promozione radiofonica statunitense (sembra che gia' circolino a Cuba I master degli stessi brani in versione "extended". C'e' da dire che nella cucina dei Van Van il brodo e' ristretto ma non annacquato e nonostante questo il disco dei Van Van e' molto piu' di un disco di salsa. E' presente e futuro della musica ballabile cubana, e' orgoglio delle proprie radici e geniale con-fusione di culture, autenticità ed inimitabile sabor.

Un disco estremamente piacevole in ognuno dei suoi temi. Impossibile segnalare un brano fra tutti: alcuni ci piacciono per il talento dei cantanti, altri per l'energia che trasmettono ai nostri neuroni ed ai nostri piedi; altri per quel modo ironico e disincantato di trattare l'amore nei testi (conditi dai doppi sensi della "habla popular") ed altri ancora per il talento compositivo di Juan Formell e Cesar Pedroso. Non poteva mancare in questo disco un brano dello "zio Tom": anche se in questo caso l'omaggio e' ad un personaggio mitico della Rumba, Gonzalo Ausencio, meglio conosciuto con questo pseudonimo. Il suo brano "Consuelate come yo", una struggente confessione sulle disillusioni dell'amore qui brilla di luce nuova nella magistrale lettura di quel giovane interprete di nome Mayito. Auguri al disco dei Van Van: raccolga in Europa e anche negli Stati Uniti il successo che si merita. Noi gli perdoniamo lo scarso sviluppo del montuno e dell'improvvisazione a cui la musica cubana ci aveva piacevolmente abituato.

Llegò Van Van
Quello che non si perdona e' che i Van Van vengono presentati nelle note di copertina come i "Rolling Stones" della musica cubana. E se i Rolling Stones fossero i "Van Van" della musica Rock?




Claudio M.

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