Interpretare con autenticità e con classe la musica cubana è un dono che appartiene a pochi musicisti
cubani. Ancor meno comune è riuscire a far questo per più di 25 anni mantenendosi nei primi posti nelle
preferenze del pubblico e della critica. Fin dai suoi esordi a capo di Son 14 Adalberto Alvarez ha saputo
crearsi uno stile inconfondibile che si nutre del Son e lo proietta nei giorni nostri in una meravigliosa
sintesi tra tradizione e rinnovamento.
La sua consacrazione come compositore di musica cubana più diffuso
internazionalmente negli ultimi 20 anni è il risultato di una scelta artistica che privilegia una stretta
sintonia con colui che balla. A L'Avana o in qualsiasi altra pista da ballo nel mondo. La recente
produzione discografica di Adalberto Alvarez "Para bailar Casino" giunge a rinnovare questo vincolo con
il ballo ricordando già dal nome scelto per il disco una sorta di destino, di missione a cui è chiamata la
musica cubana contemporanea. Non sembri banale questo richiamo in un momento storico caratterizzato da una
delicata transizione che attraversa la musica cubana e di riflesso il ballo. Non a caso nella sua recente
presidenza Adalberto dedicò il Festival del Son al rilancio del Casino, il mondialmente famoso stile di
ballo cubano.
Nel bel mezzo di un mercato discografico equamente diviso tra la nostalgica onda lunga del
"Buenavista" e la rivoluzione timbera la proposta musicale di Adalberto non si lascia incasellare in
nessuna di queste etichette rifuggendo le mode del momento. L'autentico Son cubano al servizio dello stile
di ballo autenticamente cubano: questo in sintesi il suo messaggio affidato a questo disco nel quale la
maestria compositiva di Adalberto dispensa nuove gemme. Nel brano che dà nome al disco o in "Senora",
"Maquina para bailar", "Son per un amor sincero" ritroviamo la tipica composizione di Adalberto ricca di
musicalità e possiamo star certi che alcuni di questi brani si aggiungeranno alla lunga lista di classici
del repertorio cubano e non solo. Altrove nel disco il montuno di Adalberto si apre a qualche spunto di
inflessione salsera o timbera, influenze accolte con grande equilibrio nel rispetto della struttura
compositiva del Son.
Siamo convinti che di questo disco si parlerà a lungo non solo per la sua bellezza ma
anche in prospettiva quando volgendosi indietro si vedrà in questo disco di Adalberto un capolavoro di
equilibrio e musicalità nato in tempi difficili.
Claudio M.
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