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Integrante del mitico gruppo, fin dal lontano dicembre 1969, Cesar Pedroso appartiene a quella generazione di mezzo
di musicisti cubani che continuano ad essere protagonisti nel panorama della musica cubana.
Il ponte tra le meraviglie del vecchio Son e le nuove inquietudini della Timba. A metà strada tra i "ragazzi terribili"
della Timba e la poesia dei nonni del Buenavista. Ascoltare la musica di Pedroso è immergersi nella perfezione
del suono dell'orchestra da ballo più famosa di Cuba, che lui e Juan Formell hanno saputo, con talento e saggezza,
mantenere tra sperimentazione e tradizione.
Impossibile immaginare i Van Van senza Pedroso: ben lo sa Formell,
che lo ha voluto con sé fin dall'uscita dall'orchestra Revé, e per più di 30 anni
nei quali ha duettato con il nostro in un tumbao che ha fatto storia.
Come hanno fatto storia i suoi splendidi arrangiamenti in seno all'orchestra,
ed il suo genio creativo come compositore di brani di successo, fin dal suo esordio con "El bate de aluminio".
Dietro al misterioso titolo "De la Timba a Pogolotti" si nascondono due quartieri dell'Havana, noti per la loro marginalità.
Sono i due quartieri in cui ha vissuto Pedroso e sono qui nominati in un atto d'amore e di riconoscenza verso un'arte
che nasce dal basso, e che si nutre del più autentico e genuino sentimento popolare.
Il disco è un autentico capolavoro di sintesi tra Son, Songo e Timba.
Dieci meravigliosi brani dagli arrangiamenti impeccabili affidati all'esecuzione degli amici di sempre:
l'intera sezione fiati dei Van Van, il leggendario Changuito, la grande tromba giovane del jazz cubano,
Julito Padron, ed una proposta di voci da brivido che coprono tre generazioni:
Pio Leyva e, il recentemente scomparso, Raul Planas, in una delle sue ultime incisioni,
a rappresentare quella generazione di anziani Soneros che le inesorabili leggi del tempo sta falcidiando,
l'inimitabile timbro sonero del "Tiburon" Morales, che apprezziamo in quello che è il
nostro brano preferito "Habla claro, camarà", per giungere infine all'eleganza di fraseggio
di Angelito Bonne o al decir rumbero del giovane Rapsal in "Tu quisiera ser la fiera".
C'è da credere che quest'ultimo abbia in questo disco fatto le prove generali del suo ingresso nei Van Van.
È toccato a lui sostituire il posto lasciato vacante dopo la partenza di Pedro Calvo.
È il coronamento di un sogno di un giovane ragazzo che va ad occupare il posto che appartenne 30 anni fa al padre.
È anche la prova di come la musica cubana si rinnova ai suoi massimi livelli tramandandosi geneticamente di generazione in generazione.
Claudio M.
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Cesar Pedroso
"De la Timba a Pogolotti"
Timba Production
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