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Ismael Rivera
"Traigo de todo"

di Claudio Marucci

  Correva l'anno 1974 quando Ismael Rivera pubblica quello che da molti è considerato il suo capolavoro: "Traigo de todo". Un anno cruciale per l'artista e per l'uomo.

Traigo de todo
"Traigo de todo"
copertina del disco

Il 1974 è infatti l'anno di uscita di questo splendido disco ma anche l'anno del ricongiungimento con Cortijo che il disco "Juntos otra vez" consegna alla storia. Se lì vi era una riproposizione dei loro classici di Plena e Bomba ed il ripercorrere le tappe di una storia ricca di successi in questo disco troviamo la maturità di un artista che ha messo la sua arte al servizio di una pluralità di ritmi facendo emergere una abilità e completezza interpretativa che solo posseggono i più grandi.

Veramente in questo disco Ismael "trae de todo" cantando Son Montuno, Guaracha, Bolero, Bomba senza la minima indecisione e sempre con quella enorme capacità di cavalcare le note rubandosi un suo tempo interpretativo nel ritmo della canzone.

Nel brano che dà il nome al disco canta così: "Porquè al Son que me tocan bailo, lo mismo canto un Guaguancò, una conga, una guaracha y un rumbon, yo pongo a bailar un cojo, lo vacilo con la clave e y el compas, el montuno se lo canto a mi antojo se lo pongo como a usted le guste mas". Quasi 20 anni prima Benny Morè dovette cantare "Elige tu que canto yo" di fronte ad un Rolando La Serie che lo sfidava come cantante. Evidentemente era prerogativa di pochi e la consapevolezza dei propri mezzi in Ismael Rivera non fu mai guapperia barriotera. Il carattere mite di questo uomo, la infinita dolcezza che trasmetteva quello sguardo triste di un uomo in credito con la vita non lasciavano spazio a simili velleità. Ma il 1974, dicevamo, è anche l'anno della redenzione di Ismael Rivera. Dopo aver toccato il fondo Ismael intravede la salvezza ed il suo riscatto nell'incontro con il Cristo di Portobelo. Il 21 ottobre del 1974 Maelo è a Panama ed affronta tutto il cammino di 17 km della processione rituale per l'incontro con il Cristo Negro. Folgorato dalla visione del volto negro del Cristo di San Felipe di Portobelo Maelo compone la più spirituale delle sue canzoni e, come in una sceneggiatura della sua stessa vita, ci racconta di questo commovente incontro affidando il racconto ad una solidissimo montuno nel quale spiccano la luminosità della tromba di Chocolate Armenteros ed uno splendido tappeto pianistico affidato alle sapienti mani di Javier Vasquez a cui va anche il merito di aver arrangiato tutto il disco.

Tutte le canzoni meriterebbero di essere citate: che si tratti della commovente storia del nero cacciato dalla festa "El niche" o si tratti del dolore di un abbandono amoroso di "Lagrimas puras", uno dei più bei bolero che io abbia mai ascoltato (che meraviglia quel contrasto tra il pianto della tromba di Armenteros e l'accompagnamento splendido di Vasquez con il tono virile della grana della voce di Maelo). Ancora ascoltate la bellezza di "Que te pasa ti", un altra splendida composizione di Bobby Capo che la voce di Maelo inonda di autentico ed inimitabile Sabor. Con quel suo modo di improvvisare e di attaccare i suoi montunos, in continuo ritardo ed anticipo con il tempo ed imprimendo quella fluidità nel canto che lo rende così originale Maelo si ritagliò un posto tra i più grandi Soneros della storia.

Ismael Rivera fu un artista vero in tempi in cui emergere era difficile, senza i miracoli del marketing odierno.

A me Ismael Rivera dà i brividi ogni volta che lo ascolto.

E'difficile spiegare, a parte l'abilità come Sonero, le ragioni di un così grande atttaccamento a quella voce. Eppure non la si può certo definire una bella voce, nel senso tradizionale del termine, ma quel timbro così rauco, caratteristico, abbinato a delle enormi qualità interpretative hanno fatto e continuano a fare breccia con sincerità nel cuore di molti salseri. Anche quelle note di sofferenza che riflettono nella grana della sua voce la verità di quelle canzoni e di quei testi, e di un'esistenza in credito con la vita ce lo fanno amare ed oggi ci fanno commemorare i 20 anni di una incomabile assenza.

Claudio Marucci
Aprile / Maggio / Giugno 2007

Traigo de todo
Ismael Rivera

"Traigo de todo"

edizioni: Tico - 1974


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